23 agosto 2019

HO VISTO COSE (IN RIVIERA) PARTE 1

Ritornare dalle ferie è sempre traumatico. Soprattutto se:
-Le ferie sono durate solo una settimana, e a te servirebbero 2 anni
-Le ferie sono state a Cattolica e tu sognavi le Bahamas
-Devi sopravvivere alle quasi 3 settimane che ti separano dall'inizio dell'asilo, senza CRE, lavorando full time, semplicemente scroccando misericordia alla nonna
Comunque, premettendo di dover essere comunque grati di essere riusciti a fare almeno una settimana di vacanza, di aver abbracciato la filosofia di J Ax "Cosa importa se sognavi Puerto Rico, ma se restiamo insieme sembra un paradiso anche Ostia Lido!" e che anche sto giro arriveremo all'inizio dell'asilo tirati come i giorni prima di Natale ma ci arriveremo, volevo raccontarvi i nostri 7 giorni nella ridente Romagna, precisamente a Cattolica.

Chi mi conosce sa che non è il mio ideale di vacanza, ma questa volta, per esigenze di budget e di mete future già programmate, è andata bene così. Per l'ennesima volta la Romagna non si smentisce e si dimostra al 100% a misura di bambino. Cordialità, qualità top dei servizi, cibo ottimo. Abbiamo scelto un family hotel, con tutto il pacchetto che piace tanto a Sofia: piscina (anzi, 2 piscine, una nell'hotel e una nei bagni della spiaggia convenzionata), mini club con relativa baby dance (anzi, 2 baby dance, pre cena in spiaggia e post cena in hotel), possibilità di noleggiare gratis le biciclette. Questo ha (quasi) fatto passare in secondo piano il mare. Ahhhh, il mare. Per me che amo il mare era un colpo al cuore ogni giorno. Alla mattina tutto sommato accettabile, al largo con il pedalò buono, ma a riva il pomeriggio io i piedi non ce li ho mai messi. Ma va beh, non avevo grandi aspettative a riguardo quindi non posso nemmeno dire di essere rimasta delusa. Anzi. Nel complesso è stata una vacanza piacevole, mi sono rilassata nelle mie 2 ore di solitudine pomeridiana in spiaggia durante il riposino dei 2 bebè (marito e Sofia), siamo stati all'Acquario di Cattolica (500 metri dal nostro hotel ma assolutamente non necessario, se avete già visto quello di Genova o anche il Sea Life di Gardaland per dire!), siamo arrivati fino a Gabicce Mare e Misano in bicicletta, Sofia ha fatto il "Battesimo delle fate" in un negozietto carinissimo e un pò "magico" zona darsena.



Come sempre quando si vanno in posti dove ci sono altre famiglie e altri bambini, è inevitabile fare dei confronti, soprattutto sulla gestione dei figli. E devo dire che, questo giro, ho fatto alcune scoperte abbastanza sconcertanti. Divido la cosa in due parti, la prima riguarda i bambini, la seconda riguarda le coppie (con figli), di cui vi parlerò nei prossimi giorni.
Ecco quello che ho visto riguardo i bambini:

1) Uso di tablet o smartphone durante i pasti. Durante un pranzo mi sono presa l'onere, visto che la sala non era grandissima, di contare quanti bambini sul totale dei presenti, avessero davanti qualcosa che non fosse il piatto per mangiare. Totale bambini (dagli 0 ai 7-8 anni diciamo, lasciamo stare quelli anche solo leggermente più grandi che già avevano un cellulare proprio dal quale erano completamente dipendenti): 18. Bambini seduti a tavola con "supporto" davanti: 14. 14 su 18. I restanti 4 erano: Sofia, bambino di circa 3 mesi intento a ciucciare la tetta di mammà, bambino di un anno e mezzo che non c'è mai stato un solo pasto in tutti i 7 giorni in cui non abbia pianto (e al quale qualche video non avrebbe fatto male, almeno sono certa che i commensali avrebbero pagato per zittirlo in qualunque modo!) e uno di circa 3 anni, fratello del precedente e rognoso uguale. Gli altri 14, chi con il cellulare, chi con il tablet dotato addirittura di supporto per agevolare la visione (quelli erano troppo avanti), inebetiti che aprivano la bocca a comando (ovviamente imboccati, anche chi oramai l'età dell'imbocco l'ha superata da un pezzo) oppure minacciati di spegnere tutto se non mangiavano o addirittura lasciati a guardare Youtube senza mangiare. Io mi rendo conto di essere fortunata, Sofia è una bambina a cui piace mangiare e quando è a tavola non si fa distrarre fino a che non ha mangiato primo, secondo, verdura, contorno, frutta, ancora un pò di primo, ancora 3 secondi. Ma anche nelle rare volte in cui magari non aveva voglia di mangiare, mai mi sono sognata di barattare la sua nutrizione con la visione dell'ennesimo video scemo dei MeControTe. Se vuoi mangiare stai a tavola e mangi, se non vuoi mangiare ti alzi, ma col cavolo che ti rincorro o ti metto davanti un video per farti aprire la bocca. Che poi anche a mia figlia piaccia armeggiare con il cellulare non lo nego, ma è una cosa che ho sempre volutamente svincolato da una cosa importante come la nutrizione. Ho visto bambini di 8 mesi che a malapena stavano dritti nel seggiolone ingurgitare imboccati le Pappe Pronte della Mellin guardando Bing, per la miseria!!!!!!!

2) I capricci. Se c'è una che potrebbe avere il diritto di avere una figlia capricciosa sono io. Le condizioni ci sono tutte: lavoro tanto, mia figlia mi vede poco, sta all'asilo per quasi tutto il giorno, il resto del tempo con le nonne e 2 ore prima di dormire con me. Invece Sofia è tante cose, ma non capricciosa. Per fortuna. Perché la mia pazienza davanti a certe cose che ho visto non avrebbe retto. Rogne che iniziavano alla mattina e finivano alla sera, se finivano eh, perché non ci scommetterei. Che poi non so voi, per me il pianto del neonato è martellante ma ha una sua giustificazione e lo si cerca di tollerare (oltre che scoprire nel più breve tempo possibile l'origine per metterne fine)...ma il piagnucolio del bambino di 1 anno e mezzo-2-3 anni che si lagna ininterrottamente per la qualunque, è una cosa che a Guantanamo secondo me dovrebbero sperimentare come strumento di tortura. Perché ti fa uscire di testa. Ha sete e rogna, vuole il giochino e rogna, si sporca di sabbia e rogna, e la sua paletta è più bella e rogna, e l'acqua è fredda e rogna, e l'acqua è troppo poca e rogna. Ma perché?????????? Anche a Sofia ogni tanto capita di entrare in questo loop, magari quando è stanca o vuole attirare l'attenzione. Soluzione? Ignorare. Non ribattere, non intavolare conversazioni sul perché è sbagliato. Girarsi e continuare quello che si sta facendo. Un capriccio al quale non si da seguito muore sul nascere. Però, genitori miei, fatevelo dire: usatelo un pò di polso! Quei genitori che si facevano 30 volte avanti e indietro lungo 15 file di ombrelloni per andare a prendere l'acqua al mare con il micro annaffiatoio della dannata Elsa, ma perché? Due le risposte: A) sei masochista, in tal caso continua così che vai bene, scusa il disturbo e tante belle cose; B) sei succube del nano, cosa che devi cercare di invertire il più in fretta possibile se vuoi mantenere la tua sanità mentale, sempre che tu ne abbia ancora un briciolo in corpo.

Concludendo per oggi, possiamo dire che per il 90% delle famiglie in vacanza, la vacanza inizia quando i bambini riprendono nido/asilo/scuola. Sì, anche se si lavora. Vuoi mettere i 5 metri che ti separano dalla macchinetta del caffé che non contemplino, lungo il tragitto, pausa pipì, no quel gioco non è tuo, se continui così stasera niente giostrine e la costruzione della Sagrada Familia con la sabbia? 100% Maldive.

21 giugno 2019

TORNASSI INDIETRO LO RIFAREI

Cosa? Te. Desiderarti, cercarti, volerti, trovarti. Averti. Nella mia vita ogni giorno.

Sabato sei partita per una settimana di mare con le nonne. E per la prima volta, dopo 2 anni e mezzo, ho dormito senza di te più di una notte di fila.

Sabato e domenica sono stati due giorni che mi sono proprio goduta, sabato alla notte bianca a Gardaland, domenica semplicemente poltrendo in casa, spaparanzata a leggere nella micropiscinetta 1,5x1,5 che però mi è sembrata l'Aquafan! Non c'era bisogno di guardare l'ora, di pensare cosa preparare da mangiare, quando dovessi fare il pisolino, quando svegliarti, stare dietro al tuo voler sempre andare da qualche parte mentre io nel weekend vorrei solo svenire.
Il brutto è iniziato lunedì. Quando ho iniziato a stare in ufficio 14 ore senza pranzare, quando i problemi mi sono piombati sulle spalle, tornavo a casa alla sera e non c'era la tua risata ad aspettarmi. Smaniosa di raccontarmi la tua giornata, di cantare, di parlare sempre a voce troppo alta.

Oggi è venerdì e mi manchi tantissimo. Mi manca sapere che la parte migliore della mia vita è a casa che mi aspetta, che vuole abbracciarmi, che mi dice che sono la più bella del mondo. Tornare a casa e trovarla vuota, in ordine come l'avevo lasciata alla mattina, mi ha fatto tornare con la mente a 5 anni fa. Quando ti desideravo ma non riuscivo ad averti. E niente di quello che avevo mi rendeva davvero felice. Borse e scarpe, viaggi, zero responsabilità, zero programmi da fare.

E la cosa divertente è che adesso, certe volte rimpiango quelle cose che avrei potuto fare senza figli. Ma poi mi dico: i figli non li avevo, eppure non le facevo comunque! Segno che avere o non avere un figlio non modificava un certo mio modo di vivere. Del tipo: ahhhhh, adesso non possiamo più uscire la sera quando ci pare o fare cose folli! Perché, prima eri fuori tutto il weekend Sara? Ma quando mai, anzi, ci rintanavamo in casa. E' solo che la nostra mente funziona così. Vuole sempre quello che non può avere, a prescindere se poi sia o meno un desiderio reale. Ma il semplice non poterlo avere, ci spinge a desiderarlo immensamente. Salvo poi accorgersi che nella nostra vita non farebbe alcuna differenza.


Domani pomeriggio Sofia tornerà, in casa ricomincerà a regnare il solito caos e io nel giro di 2 ore non vedrò nuovamente l'ora che lei parta ancora per qualche giorno (e lo farà, di nuovo, a fine settimana prossima!) perché non sopporto più tutto quel delirio. Eppure quando alla sera salgo di sopra e vedo la porta della sua stanza chiusa, ma so che lei non sta dormendo lì, mi assale la tristezza. Sono felice che lei si stia divertendo con le nonne, che la stanno viziando e non le fanno mancare niente. Ma è la mia piccolina, e per quanto io sia una mamma che lavora e che in settimana la vedo pochissimo, il momento dello stare insieme alla sera è il più bello di tutta la giornata. Alcuni giorni lei è rognosa o irritata, oppure lo sono io o spesso lo siamo entrambe (una specie di specchio)...ma abbracciare quei 23 kg. di perfezione è il mio sport preferito. L'unico che vorrei praticare per tutta la vita. Invece arriverà il momento in cui lei, giustamente, si staccherà da me e vorrà farsi abbracciare dalle sue amiche o, poveri noi, da un ragazzo. Adesso è meglio che non ci penso. Preferisco pensare piuttosto che domani sera lei non vedrà l'ora di abbracciare la sua mamma, di raccontarmi tutto quello che ha fatto, di dormire nel suo letto, di chiamare me appena aprirà gli occhi. 

Tornassi indietro ti rifarei, ancora e ancora. Nonostante tutta la fatica, le difficoltà, le responsabilità. Hai reso la mia vita più bella. Hai dato alla mia vita un senso che non aveva mai avuto. Hai messo insieme i pezzi di quel puzzle incasinato che ero. 

12 giugno 2019

TRA IL DIRE E IL FARE...

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato le fatidiche parole "Mollo tutto e cambio vita!". Io ogni giorno, più volte al giorno, a dire la verità.

Qualche giorno fa io e mio marito abbiamo (ri)scoperto su Sky uno di quei programmi capaci di metterti seriamente in crisi. Questo:


O meglio. Ha messo in crisi mio marito. Raccontano la storia di persone "normali" che, stanche della loro vita in Italia, hanno preso e si sono trasferiti all'estero. In questi episodi, tutti i protagonisti delle storie si sono trasferiti in Repubblica Dominicana, chi nella parte nord, chi in quella sud orientale. Come Bayahibe. Noi a Bayahibe ci siamo stati, anche se quello che abbiamo visto è stata più che altro una lunghissima spiaggia di sabbia bianca e mare caraibico da favola e di quello che è il paese e ciò che gli sta attorno non so nulla. Ecco, questo è il mare a Bayahibe, per darvi un'idea:




Siamo stati a Bayahibe in 2 occasioni, una nel 2008 in villaggio e l'altra nel 2011 come tappa della nostra crociera ai Caraibi. E niente, questo mare è meraviglioso, calmo, caldo. Perfetto.

Questi programmi genere "prima e dopo" restano però sempre un pò nebulosi quando si deve spiegare quello che queste persone fanno per vivere. Alcuni hanno aperto attività commerciali, in primis ristoranti e bar, altri invece boh, passano le loro giornate tra casa (con piscina), golf, spiaggia e palestra. Il che mi fa sorgere il dubbio che sia alquanto difficile aver venduto una casa qui in Italia (in questa particolare situazione del mercato immobiliare) e con quello che si è guadagnato, e senza null'altro da parte, arrivare in un paese straniero, comprare casa lì, per quanto con un mercato sicuramente meno costoso del nostro e avere ancora soldi per non fare assolutamente nulla. Qualcosa non quadra.

Altro aspetto che accomuna queste storie è il fatto che tutti sono partiti o in coppia (ma senza figli) o da soli. Nessuna famiglia con bambini che ha fatto una scelta del genere. Alcuni poi hanno conosciuto una persona del posto e hanno messo su famiglia. Ma nessuno ha sradicato i bambini dalla loro realtà per andare alla conquista dell'ignoto. Il che mi fa pensare che forse davvero quando diventi genitore acquisisci dentro di te un senso di responsabilità tale che certe scelte ti sembrano belle, ma solo se fatte dagli altri.

E non è secondo me questione di avere o non avere coraggio di prendere una decisione del genere. Anche perché il coraggio non è l'unica cosa che serve per un cambiamento del genere. E' questione di pensare a quello di cui priveresti i tuoi figli allontanandoli dai loro affetti più profondi, come i nonni, come gli amici. Che poi è vero che sono piccoli e gli amici se ne fanno mille altri. Ma i nonni. A me verrebbe da ridere (per non piangere) al pensiero di dire ai miei "Sapete cosa c'è? Noi ci trasferiamo a Santo Domingo! Ma potete venire a trovarci quando volete eh!". Cioè, presente la faccia di mio padre, per cui Sofia da quando è nata è diventata la cosa più bella e importante della sua vita? No, non potreste immaginarla, fidatevi. Idem mia mamma.
Ma oltre al fatto di allontanare Sofia dai nonni, potrei mollare l'azienda da un giorno all'altro? Per andare a fare che cosa poi? Quale è il piano B? Andare ad aprire un ristorante in un posto dove non parlo la lingua e a fare un lavoro che non so fare?
Mio marito vedrebbe sta cosa del cambio vita anche come una possibilità, ma per me non è una opzione. Anche su questo, che novità, siamo agli antipodi.

Io ho sempre detto che il mio desiderio è viaggiare e vedere il mondo. Tutto il mondo. Al di là dei soldi che servono e che nella vita si possono avere come perdere, quello che ci manca è il tempo per farlo. Ed il tempo è quello che vorrei. Ma so che adesso non è possibile. Tra 20 anni magari, quando Sofia sarà grande, noi quasi (o già) in pensione, allora a quel punto, con l'azienda in sicurezza tra le mani di qualcuno che la gestisce, allora forse potremo prenderci finalmente 2 settimane di fila per una vacanza. 2 settimane! Che sogno!!!!! Ma per il resto la mia vita è qui, con i miei genitori (fino a quando avrò la fortuna di averli accanto), con i miei amici, con il mio lavoro assolutamente da esaurimento ma senza il quale non potrei stare. Se andassi a Santo Domingo sono certa che le prime 3 settimane mi piacerebbe da impazzire, magari un mese...e poi? Poi cosa farei? Non sono sicura che "Una vita in vacanza" faccia davvero per me.

In ogni caso oggi, a metà del secondo episodio del "The best of", mio marito non ce l'ha più fatta e abbiamo spento. Troppo doloroso guardare quelle spiagge meravigliose, quel mare trasparente, quella gente che si gode la vita lentamente...e noi qui, a cercare di far quadrare i conti, risparmiare per quella sola maledetta settimana di ferie all'anno che dovrebbe bastare per rigenerarci e che invece è sempre troppo poco. Ma io cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno: abbiamo un lavoro, abbiamo una figlia, abbiamo la possibilità di andare in vacanza. Vero, non ci svegliamo ogni giorno vedendo il mare. Ma abbiamo visto alcuni dei mari più belli del mondo. E altri ancora ne vedremo. La mia lista dei desideri è lunga. Ci basterà per qualche vita.

21 maggio 2019

LETTERA A TE, CHE SARAI MAMMA

Amica mia,
lo confesso. Certe volte, a posteriori, ho ripensato ai mesi in cui ero incinta e mi sono detta "Certo che qualcuno avrebbe potuto dirmele certe cose, mi sarei risparmiata un sacco di esaurimenti mentali!".
E quindi eccomi qui, a fare per te quello che nessuno ha fatto per me (senza rancore eh, è una semplice constatazione!), a cercare di tranquillizzarti su alcune paure e prepararti, per quanto possibile, al momento in cui la tua vita cambierà per sempre.

1) GODITELA. E' il consiglio più sincero e spassionato che posso darti. Non so cosa ne sarà della tua vita da adesso per i prossimi 9 mesi, se sarai una da maternità anticipata o una da lavoro fino all'ultimo (come me). Quello che mi sento di dirti è: goditi questi mesi con il tuo compagno, saranno gli ultimi mesi in 2, gli ultimi senza la responsabilità sulla Terra di un essere umano dipendente in tutto e per tutto da te, gli ultimi con il cervello che quando vai a letto si spegne davvero e non resta vigile per il 50% in attesa di un pianto che sai per certo che arriverà. Esci, viaggia, fai quello che c'è sulla tua TO DO LIST. Perché quando diventerai mamma sarai fuori dai giochi per parecchio,e non perché andare in giro con un neonato è difficile (lo è molto di più quando hai per le mani un bambino, come raccontavo qui), quanto perché sarai sfinita, piena di ansie, timori, sonno arretrato. E farai fatica a convincere te stessa che quell' OTR che hai posticipato quando hai scoperto di essere incinta si potrà fare nel giro di poco tempo. Nell' 80% dei casi ti convincerai di quanto è bella la Riviera Romagnola...ma di questo non preoccuparti, ci penserò io a tirarti fuori dal tunnel! Io ho vissuto una situazione un pò particolare, l'aver cercato tanto quel figlio che non si decideva ad arrivare e quell'essere rimasta incinta al primo tentativo di PMA mi ha fatto vivere ogni giorno di quelle 39+3 settimane con la consapevolezza di non poter/voler rischiare niente. E così è stato. E adesso, col senno di poi, un pò ne sono pentita. Perché mi sono bastate solo poche settimane da genitore per capire che certe cose che prima davo per scontate non lo erano affatto. Una su tutte, il tempo per la coppia. Che diventa una vera caccia al tesoro, da trovare tra un microsonnellino e una colica, tra un porta il bambino in piscina e poi al parco, tra il cerca di farti una doccia e ricordati di respirare. Tempo 6 mesi e tutto sarà in merda. Quindi dai retta a me: crea adesso le basi solide per il vostro continuare ad essere una coppia, al di là dell'essere genitori. La bomba che vi sganceranno tra le mani minerà ogni vostra certezza.



2) ASCOLTATI. Durante tutta la gravidanza ci saranno decine di persone pronte a darti consigli, pareri e opinioni su cosa dovresti o non dovresti fare. Ad alcuni ti toccherà dare retta per raggiunti limiti di età (vedi nonne, zii e compagnia bella...), ad altri ti consiglio semplicemente di andare oltre e ascoltare te stessa e quello che credi sia la cosa più giusta per te. Parti da un assioma: come che farai, in ogni caso per qualcuno starai sbagliando. Il mestiere di mamma si impara con l'esperienza, con sbagli e raddrizzamenti di rotta. Non ci sono opzioni alternative. Quindi segui le dritte della ginecologa per quanto riguarda la parte della salute ma poi, se hai voglia di concederti qualcosa, fallo. Io ho vomitato per i primi 5 mesi di gravidanza, tanto che avevo preso appena 1 kg. Ero preoccupata, mi sentivo incapace (siccome già non mi ci ero sentita nei 2 anni precedenti). Poi le nausee sono terminate e ho iniziato a mangiare. Ho preso 12 kg in 5 settimane...la mia ginecologa mi ha "sgridata". Sono uscita dalla visita, sono andata da Mc Donald's e mi sono presa una porzione grande di patatine...sono state le più buone che abbia mai mangiato! Alla fine di chili ne ho messi su 17...e li ho amati tutti, quando guardo le foto con la mia panciona non posso che ripensarci con nostalgia. Quindi se senti di stare bene e che è tutto ok, non c'è nulla in linea di massima che ti è precluso fare. Tanto poi, quando ci sarà il bambino, lì sì che inizierà il bello...i consigli non richiesti aumenteranno del 1000%, quindi ti conviene crearti una riserva di "faccio come cazzo mi pare" durante la gravidanza.

3) MINIMIZZA. Lo so benissimo che, soprattutto quando il bambino è il primo, la tentazione è di predisporsi in modalità "attendiamo il Royal Baby" e ci facciamo prendere la mano acquistando cose su cose. il 70% di queste cose, dopo la nascita, si riveleranno inutili. Oltre che ingombrarti la casa (come sai, parlo per esperienza diretta di tutto quello di cui mi sono dovuta liberare), ti faranno venire un grandissimo nervoso. Che, complici gli ormoni, il poco sonno e tutto il resto, non è proprio la predisposizione d'animo migliore durante i primi tempo da neo mamma. Il mio consiglio quindi è questo: stila una lista delle cose che reputi indispensabili, confronta prezzi, marche e materiali. Dividi le cose in ciò che ti servirà subito dopo la nascita del bambino, mi viene in mente per esempio l'ovetto per trasportarlo (che può far parte di un "trio" o di uno spezzato) e quelli che non sono necessari per l'immediato. Acquista o fai una lista nascita per l'indispensabile immediato e tieni in stand by il resto. Datti tempo di tornare a casa dall'ospedale e "conoscere" il tuo bambino. Potresti scoprire che è un bambino che di stare sulla sdraietta che dondola non ci pensa nemmeno, che magari non si attaccherà e quindi del cuscino da allattamento non te ne farai nulla...sono solo 2 esempi, ma per dirti che il mercato dell'infanzia è pieno di infinite cianfrusaglie, la maggior parte delle quali costose e inutili. Perché io ho deciso di non avere un secondo figlio. Ma se facessi un altro bambino sapendo quello che so adesso, avrebbe 1/5 delle cose che aveva Sofia e nemmeno ha usato. Per esempio non comprerei più un trio ma sceglierei una struttura che possa montare ovetto e passeggino (genere Stokke), lasciando stare la navicella, dove Sofia dopo 3 mesi non ci stava più in lunghezza e a 4 aveva imparato ad attaccarsi e sporgersi. Sì tutta la vita al passeggino ultraleggero, comodissimo da aprire, da portare. Io dico no al lettino genere Next to me Chicco, che costa parecchio e dopo 3 mesi il bambino non ci sta più dentro...a me è bastato mettere un riduttore nel lettino e quando poi Sofia ha iniziato a non starci più, tolto quello, messo paracolpi attorno e via, usato lettino fino ai 3 anni per poi passare al letto "da grande". Purtroppo queste valutazioni le ho potute fare solo dopo, ho fatto alcune scelte giuste e altre no, avrei potuto spendere meno su alcune cose in rapporto al poco tempo che sono state usate. Ma sai, tutto fa esperienza. E spero che la mia possa servire a te.




4) SCEGLI. Questi saranno mesi lunghi (quando inizierai a non riuscire più ad allacciarti le scarpe ti sembrerà di essere incinta da 3 anni!) ma allo stesso tempo passeranno veloci e ti faranno capire chi sono le persone che meritano davvero di stare vicino a te e al tuo bambino. Perché alla fine quello che conta poi è questo. Perché quando ci sarà il bambino la tua vita cambierà, cambierà il tuo modo di affrontare le giornate, cambieranno le priorità, cambierà il tempo che dovrai dedicare a lui/lei (mai abbastanza) e quello che potrai dedicare al resto (sempre troppo poco). Quindi cerca di capire chi sono quelle persone che cercano di farti sentire in colpa perché non gli dedichi abbastanza tempo (magari sono anche 40enni ma si comportano come bambino di 3 anni che pestano i piedi), chi ti critica quando invece avresti solo bisogno di essere compresa. Individuali ed eliminali, senza troppi rimpianti. Il tempo per stare dietro alle diatribe adolescenziali non ce l'avrai più. Usalo per le cose davvero importanti. Tipo dormire!!!!!!

E per finire voglio dirti questo:

Che ci saranno momenti difficili
alcuni saranno molto difficili
alcune volte ti sembrerà di non farcela
altre ti verrà da chiederti se hai preso la decisione giusta
altre metterai in discussione il tuo essere una brava mamma
altre vorresti solo prendere e scappare il più lontano possibile
E' normale. E' tutto normale. La mamma è il mestiere più complicato, ingrato, denigrato e allo stesso tempo il più gratificante e di responsabilità che esista.
Essere mamma è un privilegio.
Non si finisce mai di essere mamme. Quando sono piccoli tieni la loro mano...ma il loro cuore, quello ha battuto dentro di te, e sarà sempre una parte di te.


2 maggio 2019

CRETA BELLA, CRET(IN)A IO!



Dai avanti, ditelo, so che ce l'avete lì sulla punta della lingua e non riuscite a trattenervi...ma sempre in giro sei?! #beatate!
Ebbene sì, se non si ha la fortuna di essere milionari, per regalarsi qualcosa ognuno sceglie a cosa rinunciare. E io rinuncio ai vestiti, alle cene fuori, al cinema e alla SPA...ma non ai viaggi! Quindi eccomi qui a raccontarVi i nostri 5 giorni a Creta. Prima volta per tutti e 3 in terra greca. E bilancio decisamente positivo, nonostante fossimo fuori stagione, il tempo fosse un pò incerto e abbiamo dovuto rinunciare a fare qualcosa che avevamo in programma (ma questa è una buonissima scusa per ritornarci, magari in un altro periodo, magari per fare un altro giro).

Come quasi sempre quando si tratta di affrontare queste brevi vacanze, la scelta ricade sullo #spostapovery Ryanair, volo da Orio a Chania, partenza ore 07.25, quindi tra il porta la macchina al parking e passa i controlli, sveglia alle 4.50 (e ci siamo stati giusti, ma prima era veramente impensabile!). Il viaggio non poteva partire in modo peggiore: arrivati al momento dell'imbarco infatti, la tizia si accorge che ho sbagliato a scrivere sul bording pass il cognome di Sofia (ho scritto Sofia Villa e non Sofia Rossi...ma si potrà essere così cogliona?!) E sì che avrò guardato quei biglietti non so nemmeno quante volte. E quindi via, alle 07.00 di mattina, mi sono vista derubare dalla carta di credito € 160,00 per la modifica del nome. Ma di alternative non ce n'erano, a meno di lasciare a casa la bambina, opzione non praticabile. Quindi via, ho mandato giù e ho cercato di non pensarci, anche se mi ha dato davvero fastidio perché queste cose IO non le sbaglio mai. O almeno così credevo. Mi è andata bene che ho sbagliato io comunque, che se sbagliava mio marito come minimo gli trituravo le palle per i prossimi 5 anni e gli (ci) avrei reso la vacanza un inferno. Una nota a margine sulla policy Ryanair adottata quella mattina: avevo acquistato 2 priority per me e mio marito e 1 senza priorità per Sofia (volendo solo 2 trolley); mi sono sentita dire che per rispetto di chi aveva pagato la priorità, uno di noi 2 adulti doveva fare la fila con la bambina tra le non priorità, invece che lasciarci passare tutti e 3 insieme (cosa che fino a quando abbiamo avuto il passeggino non è mai stata un problema). Ok, poco male, tanto sul volo saliamo tutti. Davanti a noi tra le non priorità 4 adulti con 2 bagagli a mano a testa (quelli che per essere portati a bordo vanno pagati), fatti passare senza pagare, dicendo semplicemente loro che al ritorno dovevano lasciarli al check-in. Quando si dice l'equità. Comunque va beh, ogni volta che penso al fatto che con Ryanair hai la possibilità di volare spendendo € 50,00 a testa, mi dico che è un miracolo già solo il fatto che arriviamo a destinazione!

Abbiamo soggiornato in un family resort, il Kiani Beach Resort, 30 km circa a est di Chania. Posto splendido, all inclusive, 6 piscine, animazione...insomma, abbiamo mangiato bene, le camere erano spaziose, Sofia si è divertita tantissimo, quindi promosso a pieni voti!


Per la prima volta abbiamo scelto di noleggiare l'auto. Avevamo una Kia Rio, ci hanno messo il seggiolino per Sofia senza supplemento, abbiamo potuto muoverci in autonomia. Anche perché la parte ovest, dove si trovavano le spiagge che volevamo vedere noi, si trovava ad almeno un'ora dal resort. Ma ne è valsa la pena.

Questa è Elafonisi:








Questa è Falassarna, ci siamo stati 2 volte, la prima il tempo non era dei migliori, la seconda volta invece ha rivelato dei colori meravigliosi. Una spiaggia chilometrica praticamente a nostra disposizione (stavano iniziando a montare gli ombrelloni ma ci saranno state 20 persone su 3 km di spiaggia)!












Un piccolo segreto: sulla parte sinistra della spiaggia, si trova una zona con corallo rosa... Sofia continuava a dire "L'acqua rosa mamma, l'acqua rosa!!!!", era veramente uno spettacolo.


Il terzo giorno, visto che la mattinata era un pò nuvolosa, siamo andati a visitare la città di Chania. E ci siamo regalati un giro in carrozza.




Prima di tornare in aeroporto venerdì sera abbiamo trascorso qualche ora a Marathi Beach, una spiaggetta con alle spalle un bar/ristorante e un' acqua bellissima, a 8 km dall'aeroporto di Chania.


Cosa altro Vi posso dire? Che sono stati 5 giorni belli. Belli perché ad ogni viaggio Sofia cresce un pò di più, si fa più curiosa, la sua soglia di sopportazione aumenta (volo andato benissimo, all'andata non ha dormito nonostante fosse sveglia dall'alba ma è stata tranquilla, al ritorno complice l'orario si è addormenta appena dopo il decollo e svegliata 1 ora e 40 minuti dopo, quindi molto bene. E benissimo anche nei tragitti in macchina, all'andata si intratteneva con le canzoni, al ritorno si faceva quasi sempre un pisolino!), quando si trova davanti mare o piscina c'è poco da fare, lei ci deve entrare, non importa se ci sono 16 o 36 gradi! Ma è una meraviglia viaggiare con lei. Certo, non è una passeggiata, il ritmo si deve rallentare (ma forse in vacanza è anche un pò giusto così), bisogna adattarsi (anche) alle sue esigenze, concederle la baby dance serale...ma se vai in un posto e sei entusiasta, tuo figlio lo sarà di riflesso!

Ecco perché già sto pensando al mio stato emotivo nella settimana di agosto, quando saremo sulla riviera romagnola, insieme a 5 milioni di altre persone, ad assecondare in tutto e per tutto una programmazione fatta esclusivamente per i bambini. Devo cercare di tenere a mente perché lo faccio...sìsìsì...me lo ricordo, quando penso al perché lo faccio gli occhi mi diventano così: 😍.

12 aprile 2019

MA QUANTE COSE HANNO I BAMBINI?

Ma sinceramente, solo io ho il box pieno di cose inutilizzate che tra un pò finisco per dover lasciare fuori le macchine?
E' incredibile la quantità di oggetti che si accumulano nel tempo. E questo è ancor più vero quando si hanno dei figli.
Quando siamo in attesa del primo figlio iniziamo a comprare cose in maniera compulsiva, tutto ci appare indispensabile e ci convinciamo che se non compriamo la tal cosa saremo dei pessimi genitori e nostro figlio crescerà come un disagiato.

Ci basta un mese dopo la nascita per renderci conto che il Trio è una emerita cagata, pesa 20 kg., ti occupa il bagagliaio e nella navicella tuo figlio nasce e praticamente ci sta già stretto! Io ho usato la navicella per uscire credo 10 volte nei primi 3 mesi di vita di Sofia, preferivo di gran lunga l'ovetto, comodo anche come seggiolino auto senza doverla spostare quando si addormentava (oh, a proposito, ma quanto dormono i neonati?!). Sono passata poi al passeggino, credo di aver messo su più muscoli tra l'aprire e il chiudere quella struttura in ferro che nei miei, seppur vani, tentativi di andare in palestra! Quindi sono passata al passeggino leggero, che mi ha svoltato la vita. Agile, perfetto per essere messo in macchina con facilità, ha sopportato i numerosi sali e scendi dagli aerei ed è ancora in buono stato...è Sofia a non starci più dentro, visto i suoi quasi 110 cm!

Poi ci sono tutti gli "attrezzi" per il controllo della salute del bebè e la sua alimentazione: la bilancia, il termometro che misura la temperatura dall'altra stanza dal tanto che è potente (salvo non azzeccarci praticamente mai e alla fine ti rassegni a praticare il contorsionismo con il caro vecchio termometro da ascella!), lo sterilizza biberon, lo scalda biberon...mai che si decidono di inventare quello che nel mezzo della notte si alza al posto tuo a farlo, sto benedetto biberon! Io poi sono anche dotata di tutta l'attrezzatura per tirare il latte...un angolo del mio garage è dedicato alla mungitura, con vari tiralatte, c'è solo l'imbarazzo della scelta!


Ad un certo punto ho deciso che ne avevo abbastanza, volevo sbarazzarmi della roba inutile che so per certo che non utilizzerò più. Sì, lo so PER CERTO. Non ho intenzione di avere un altro figlio, in questi anni ho prestato e spesso anche regalato cose di Sofia ad alcune amiche, ma nel 90% dei casi, dopo che le hanno utilizzate, mi sono tornate indietro. Non se ne esce. Ho meditato quindi su quale fosse il modo migliore per fare spazio. Ho pensato di vendere su Marketplace, su Subito.it, oppure di portarli in uno di quei negozi dove ti valutano le cose e, se le vendono, ti danno il 50% del prezzo. Su Marketplace ho cercato di vendere abiti di mia mamma ma senza alcun risultato (sarò incapace io di scrivere inserzioni accattivanti!). Sarà che sta cosa del fotografare tutto mi sta un pò sulle palle.


Quindi ieri e oggi ho portato un pò di cose in uno di questi negozi per cercare di vendere alcuni articoli ingombranti come il trio e il seggiolone. Approfittando del tragitto ho fatto una cernita di scarpe estive (tutte ancora nella scatola, in condizioni perfette...Sofia degna figlia di sua madre, degna erede di Carrie Bradshaw!) e ho portato pure quelle, più lo sterilizzatore, più lo scaldabiberon. Insomma, un pò di roba. Che, se venderò tutta, mi frutterà al massimo 200,00 euro. Ma l'alternativa quale è? Tenere le cose in box, occupando spazio, fisico e mentale (perché a me quelle scatole lì mi mettono un'ansia assurda!).
E mentre oggi in pausa pranzo, invece che mangiare, ero al lavandino a pulire con lo Chante Clair le scarpe numero 22 di Sofia, mi sono resa conto ancora una volta di quanto il tempo passi in fretta. E di quante cose compriamo per essere sfruttate in un arco di tempo così breve che è impossibile riuscirci. Ho contato 8 scarpe numero 20 di Sofia (senza contare quelle che ho sicuramente eliminato)...e se consideriamo che le sue scarpine del battesimo a 6 mesi erano il 19, significa che Sofia aveva 8 paia di scarpe esclusivamente per bellezza, visto che quando ha iniziato a camminare portava il 22! Il che è una follia se ci si ferma a riflettere.






Soprattutto fino alla scuola materna, i bambini hanno molti più vestiti di quelli che mai, nemmeno impegnandosi fino fin fondo, riusciranno a sporcare o logorare. Io ho tutine di Sofia ancora con le etichette, scarpe ovviamente intonse. Quello che più di tutto si utilizza, sono i body. Dopo i 3 anni è un altro discorso. All'asilo chissà come mai è un continuo bucare leggins, strappare magliette, rovinare calzini e scarpe...il che rende necessario, per la sopravvivenza economica della famiglia, ricorrere all'acquisto low cost! Però un vantaggio c'è: rovinandosi facilmente le cose, non si accumulano, il che è un bel vantaggio per lo spazio occupato!
So che oramai non posso cambiare le cose, ma se potessi riavere Sofia sapendo quello che so adesso, di sicuro spenderei molti meno soldi, mi preoccuperei molto di meno di avere 10 cambi di ogni cosa, eviterei di comprare un trio, lascerei perdere l'acquisto compulsivo su Amazon di giochini idioti che mia figlia non ha mai considerato e accantonerei i soldi per il futuro. Ma va beh, non si può tornare indietro, si può solo imparare dal passato. E nel presente ho imparato a vivere bene con meno.
Meno vestiti (per me, per Sofia ci sto lavorando), meno oggetti, meno giocattoli...meno cose e più esperienze. Perché sono queste che ti restano dentro, non quante Barbie hai avuto durante la tua infanzia (Sofia, tra l'altro, nemmeno le caga!).

19 marzo 2019

IL BELLO DI ESSERE PAPA'

I papà sono fortunati. Si prendono solo il meglio del rapporto coi loro figli.

Il papà serve per giocare, la mamma per fare i compiti.
Il papà è il poliziotto buono, la mamma quello cattivo. Sempre.
Il papà è il principe del castello, la mamma la matrigna stronza.

Prima foto ufficiale papà&figlia

Quando una donna scopre di essere incinta, da quel momento inizia a sentirsi mamma.  Sarà la nausea perenne, il bruciore di stomaco, il rapporto di simbiosi con il water. Mancano ancora 7 mesi ad avere un figlio in braccio e già hai capito come sarà l'antifona. #maipiulibera.
Quando ad un uomo viene detto che diventerà papà, fatica a capire cosa implicherà quel cambiamento di ruolo. Fino a quando non vede suo figlio per la prima volta, urlante e sporco di sangue e placenta, l'uomo è convinto che niente cambierà. Cosa sarà mai un bambino? Pregasi notare la faccia perplessa del maschio qui sopra ritratto al cospetto di sua figlia nel momento in cui capisce che FORSE ha un pochino sottovalutato la cosa!

E poi la vita scorre, i figli crescono e i papà pure (anagraficamente, ovvio), si guardano e imparano l'un l'altro. Si passa dal cambiare pannolini e dare biberon a rispondere a domande assurde. Si passa dall'essere degli eroi ad essere dei nemici. E mentre si attraversa ogni fase bisogna restare lì, fermi, senza vacillare, sempre pronti ad offrire una mano per rialzarsi, una spalla su cui piangere, a fare da contraccolpo agli ormoni che parlano al posto loro. Non c'è cosa più difficile che far capire ai propri figli che quello che facciamo è per il loro bene. E' difficile quando hanno 4 anni e cerchi di spiegargli che non è bene buttarsi da un muretto alto 3 metri, è impossibile quando hanno 13 anni e vivono con la convinzione che tu gli stia rovinando la vita perché gli vieti di fare quello che TUTTI gli altri fanno.



I figli sono la nostra scommessa più grande, la più difficile e la più straordinaria. Spostano sempre un pò più in là i nostri limiti, la nostra pazienza. Tirano fuori il nostro peggio ma anche il nostro meglio. Per loro daremmo la vita, li guardiamo e il cuore ci esplode di gioia e di orgoglio, salvo un momento volerli eliminare!
Mio marito e mia figlia hanno un rapporto che definirlo "conflittuale" non rende l'idea. Uno Scorpione (lui) e un Sagittario (lei). Si stuzzicano, si urlano addosso, si abbracciano, litigano, si coccolano. Sono meravigliosi insieme. Quando c'è da giocare ovviamente la prima scelta è sempre il papà, quando c'è da pulire cacca, naso o lavare denti mammaaaaaaaaaaaa!


Li guardo e non posso fare a meno di essere orgogliosa di quello che ho. Di aver combattuto tanto per aver avuto una figlia e per aver reso mio marito un papà.
Solo gli anni ci diranno che figlia avremo cresciuto e cosa lei penserà di me e mio marito come genitori. Mi piacerebbe riuscire ad avere con lei il tipo di rapporto che ho con mia mamma. E mi piacerebbe ancora di più che Daniele riuscisse ad essere per lei quello che mio padre è per me: una guida, un esempio, una persona da rendere orgogliosa. Mio padre ha tanti difetti: è taciturno, introverso, uno che non ti dice mai ti voglio bene; uno che dice agli altri quanto è orgoglioso di te ma a te non lo riesce a dire. E spesso sarebbe l'unica cosa che avrei bisogno di sentirmi dire. Ma è così e non posso farci nulla. L'unica cosa che posso cercare di "cambiare" è come mio marito esprime i suoi sentimenti verso Sofia, per far sì che a lei non manchi questo sentirsi dire che è la figlia migliore del mondo. Abbiamo tempo, ce la faremo.


A tutti i papà che conosco, a chi desidera tanto esserlo e nel frattempo si accontenta di fare lo zio. A mio marito che è un papà eccezionale, al mio papà che è un uomo eccezionale. A tutti voi, auguri per la vostra festa!

8 marzo 2019

LA FESTA DELLA DONNA E' OGNI GIORNO

Alla donna che sono diventata da quando ho messo al mondo un'altra donna.

Alla donna che sono diventata da quando gestisco un gruppo di uomini in un mondo di uomini.


Alla donna che sono diventata da quando ho capito che meno cose possiedo, più sono felice di quelle che ho.


Alla donna che sono diventata da quando ho imparato a non aspettare a dire ti amo, perché potrebbe essere troppo tardi.


Alla donna che sono diventata da quando ho deciso che non voglio essere la più ricca d
el cimitero quando morirò, ma voglio un cuore ricco adesso, di esperienze, di momenti, di sogni realizzati.

Alla donna che sono, alle donne della mia vita, alla donna che mi ha dato la vita, alla donna a cui ho dato la vita...a tutte voi: siete donne speciali, non abbiamo bisogno di un uomo che ce lo dica oggi con una mimosa puzzolente, dobbiamo averne consapevolezza dentro di noi. Oggi, sempre!
 





Quando Sofia è nata il mio primo pensiero è stato "Che naso schiacciato, se le resta così per sempre?", il secondo "E' femmina, la mia meravigliosa guerriera!". Poi sono passati i giorni, lei è cresciuta e mi sono trovata per le mani questo concentrato di testardaggine mista a dolcezza così simile a me da spaventarmi. Mi chiedo spesso che mondo le sto lasciando in eredità. Un mondo dove Trenitalia regala alle donne una caramella al limone nel giorno dell'8 marzo, un mondo dove una donna stuprata invece che essere difesa si sente accusare di essersela cercata, un mondo dove se un marito ammazza a suon di botte la moglie "sicuramente un motivo c'è".
NO NO e NO. Questo mondo qui mi fa paura. Le nostre figlie meritano un mondo dove le donne possono essere libere di diventare ciò che vogliono, con le stesse identiche opportunità degli uomini. Un mondo dove chi violenta e uccide non può avere un alibi. Un mondo dove una donna può uscire di casa da sola senza avere paura. Un mondo che rispetta le donne. Ma non perché le donne sono deboli e devono essere protette o difese. Semplicemente perché le donne devono poter vivere LIBERE. Dalla notte dei tempi abbiamo dimostrato quello che sappiamo fare. In questa società degli anni 2000 ancora di più. Una società che ci vuole donne in carriera, mamme, casalinghe, amanti, badanti. Una società che si aspetta tutto e in cambio non da nulla, nemmeno il rispetto. Da qui dobbiamo ripartire. Con la speranza che le nuove generazioni di donne come Sofia abbiamo il mondo aperto davanti a loro, non per una stupida legge sulle quote rosa, ma perché è un diritto sacro.

COSA MI PORTO NELL' ANNO NUOVO

Quest'anno gli anni saranno 39. Non me li sento, non sono pronta. Se penso che mia figlia ne compirà 9 poi! Mi sembra pazzesco quanto ve...