15 marzo 2016

AMICI SENZA FIGLI, VI SPIEGO UN PO' DI COSE

Avanti su, facciamo sta debita premessa se no poi mi trovo bombardata da messaggi su Fb e whatsapp in cui mi si chiede "Ma parlavi di me?" (e se lo chiedete, secondo me la coscienza un pò sporchina l'avete, comunque...).

Per me gestire le relazioni interpersonali dal vivo è sempre stato complicato anche prima dell'arrivo di Sofia. In settimana praticamente non esisto, conosco solo il tragitto casa-ufficio e ritorno. Da quando poi c'è Sofia, ho una voce in più, la più importante, da incastrare nella mia TO DO LIST.

Chi dice che non è giusto farsi stravolgere la vita da un figlio beh, NON ha decisamente un figlio. Perché un bambino ha i suoi ritmi, le sue abitudini, e non avete idea di quanto modificare la routine di un bambino dell'età della mia possa avere ripercussioni anche per 2 giorni di fila.

Vi faccio un esempio. Prendiamo il sabato. Il sabato per Sofia è un giorno anomalo per tutta una serie di motivi: primo, la sua mamma e il suo papà sono entrambi a casa dal lavoro; secondo, alla mattina si va in piscina. Andare in piscina significa posticipare il riposino mattutino che posticipa il pranzo. Poi c'è la spesa, chi lavora e ha una figlia che va a dormire con le galline, non c'è un'alternativa alla spesa nel weekend. Andare al centro commerciale con una bambina di 15 mesi che ha dormito 2 ore e mangiato ergo è caricata a molla significa solo una cosa: ansia. Sofia non vuole più stare seduta nel passeggino, vuole camminare, guardare e toccare tutto. In pratica la spesa diventa una corsa contro il tempo per finire il più presto possibile e tornarcene a casa. Prima lungo la strada di casa si addormentava, ora accade raramente. Se non si addormenta in macchina significa che arriva a casa ed è stanca, quindi è rognosa, quindi non le va bene niente, quindi ha sonno ma non vuole andare a dormire. Il tutto si trascina fino almeno alle 16. E qui ci sono due alternative. Alternativa 1: riesco a farla addormentare e per un'oretta regna la quiete. Alternativa 2: è talmente nervosa che non vuole saperne di dormire. Quindi non dorme. Quindi arriva l'ora di cena e lei è fuori di testa, frigna per tutto, non vuole stare nel seggiolone e si butta per terra come la migliore delle attrici drammatiche. Risultato? Niente pappa, si va di biberon di latte e prosciutto.

Poi arrivano le 19.05, inizia Masha e Orso, Sofia si ipnotizza e io tiro il fiato. Mezz'ora che la calma e la prepara alla nanna. Prima delle 20 Sofia dorme e io ho tutta la casa da sistemare. E tutto questo in una giornata che a voi sembra assolutamente normale. Ma per lei non lo è. Perché lei è abituata a fare la nanna alla mattina intorno alle 09.30, a mangiare alle 11.30, a fare il riposino alle 15. Insomma, ha tutti i suoi orari, e quando una sola cosa viene modificata, tutto il castello crolla.

Ora, quando voi mi chiedete di uscire alle 20.30, vi rendete conto di quello che mi state dicendo? Mia figlia si è addormentata e io aspettavo quel momento praticamente dalla mattina. Metterla a letto più tardi, il che significa forzarla a stare sveglia, cosa che abbiamo provato/dovuto fare in certi casi, significa averla comunque sveglia alle 6.30 della mattina, con la differenza che non ha dormito 11 ore ma magari 9. Quindi alla mattina si sveglia ed è comunque ancora stanca, quindi sono le 7 ed è già rognosa. Il tutto per aver voluto stare fuori a cena magari fino alle 22.00.

Ora, io capisco che la figlia non è vostra e non è colpa vostra se lei ha questi ritmi. Voi siete persona normali che non escono a cena alle 19 per essere a casa alle 20, trascorrete fuori i weekend, da un'ora all'altra decidete di fare una cosa piuttosto che un'altra. Anche io ero così. Prima. Prima che arrivasse Sofia e la sua routine diventasse importante per tutto il resto della famiglia. Quindi resto sempre un pò interdetta quando sono IO quella che deve adattarsi a orari/posti/modi per incontrarci. Io intesa come Sara non esisto più come entità singola. Io sono legata a doppio filo con Sofia, se mi sposto io si sposta Sofia. E non è questione di essere una mamma appiccicosa o apprensiva o che ha rinunciato alla sua vita. Il fatto è che questa è la mia vita adesso, con una figlia, che fa parte della mia vita e non posso farla comparire e sparire a mio piacimento. So benissimo che non è divertente andare a cena con una bambina di 15 mesi che corre avanti e indietro per il ristorante. Infatti non vi chiedete come mai evito queste cose il più possibile e quando vi invito vi chiedo la cortesia di mangiare una pizza a casa? Perché conosco mia figlia, so quanto è vivace, so che costringerla a stare seduta un'ora mentre noi mangiamo è qualcosa di assolutamente contro natura per lei (e vorrei ben vedere!), pertanto la soluzione è che lei stia nella sua casa, con i suoi giochi, la sua Masha e che alla sua solita ora vada a letto.

Qualche settimana fa una coppia di nostri cari amici è venuta a trovarci. Ho avvisato che se non era un problema preferivo prendere una pizza a casa e farla arrivare dopo aver messo Sofia a letto. Sapevo che, rispettando la routine, sarei riuscita a metterla a letto prima delle 20. Infatti bagnetto, Masha, ore 19.45 dormiva beatamente. Noi adulti abbiamo potuto goderci una cena in santa pace (cosa che, quando sei genitore, non è mai scontata!) e siamo rimasti a parlare fino quasi a mezzanotte. E Sofia ha dormito fino alle 7 della domenica mattina, senza svegliarsi mai. Ma dopotutto non è questo il motivo per cui ci vediamo? Stare insieme? Ha davvero importanza uscire o restare in casa? Il tempo di andare in giro per locali per me è finito da un pezzo. Adesso che c'è Sofia conosco i miei limiti e purtroppo, nonostante mi dispiaccia essere sempre quella che mette i paletti, so che per un pò di tempo non sarà possibile uscire a mangiarsi una pizza in tranquillità. Ma è giusto così. Siamo noi che dobbiamo adattarci a lei, soprattutto in queste cose che non sono davvero importanti ma che per lei fanno una grande differenza.


Un grazie di cuore a chi, nonostante tutto, ha ancora voglia di vederci e stare con noi!

Il problema è che per me questo è un pensiero automatico, lei prima di me, ma per i miei amici senza figli no. E lo capisco. Davvero. Quello che però fatico IO a capire è come sia possibile che sia io, che ho una figlia e mai un momento nell'arco della settimana, a dovermi sempre adattare a loro, che è palese che abbiano meno difficoltà a rinunciare a qualche ora del proprio tempo libero per vederci. Che poi mi viene da dire, se per te il vederci è una rinuncia del tuo tempo e una imposizione, allora forse è meglio che non ci vediamo. Perché io quando voglio vedere qualcuno cerco sempre di organizzarmi, anche se significa mettere a repentaglio la routine di Sofia. Per una volta lo posso fare, consapevole che ne pagherò comunque io le conseguenze. Anche se con certe persone tutto sembra sempre troooooppo complicato. Ci sono sempre mille scuse, mille menate.

Poche, ma quelle che ho sono il mio mondo.

La scelta di avere un figlio è stata mia e non ritengo che gli altri debbano pagare per la mia decisione. Ma, oggettivamente, è mai possibile impiegare 8 mesi per organizzare un incontro di 3 ore? Dai, su. Inizio a pensare che questa iperconnessione digitale abbia reso meno necessari i contatti umani. E ci abbia resi un pò più pigri. Ti scrivi messaggi, su Facebook, Whatsapp, mandi una foto, un video. In realtà hai la sensazione di vivere un pò nella vita dell'altro e di non perderti molto. Ma io il calore di un abbraccio ancora lo riconosco. E ne ho bisogno. E se per averlo devo rinunciare a qualche ora sul divano a fare nulla (cosa che per altro ho smesso di fare da quando è nata Sofia, quindi per me è un vero sacrificio fatto con il cuore il tempo che concedo ad altre persone) ne sono ben felice, perché in cambio ottengo molto di più. Ma a quanto pare non tutti la pensano come me. Quando Tiziano Ferro canta "L'amore è una cosa semplice" ha ragione. Perché siamo noi che creiamo tutte delle sovrastrutture per complicare i rapporti. E così anche nell'amicizia. Non ci sono molte strade.

VUOI ESSERE MIO AMICO?
SI
NO

Fine. Troppe volte ci trasciniamo dietro rapporti con persone che oramai non riescono più ad essere davvero parte della nostra vita. Eppure li teniamo lì, continuiamo a raccontarmi scuse, sapendo benissimo che non abbiamo più nulla in comune e che trovare tempo per loro ci pesa. L'amicizia non dovrebbe mai essere un peso ma solo un qualcosa in più. Se una persona non ti arricchisce, allora significa che puoi farne a meno. Se puoi farne a meno, non è un amico. Ma questo è un altro argomento. Un altro post. 

3 marzo 2016

ALLA FINE, TUTTA LA VERITA'

Ci ho pensato e ripensato molto prima di fare questa cosa. Poi è capitata l'occasione giusta, arrivata al termine di settimane in cui la mia storia recente era tornata prepotentemente nella mia vita. E così l'ho fatto. Ho deciso che era arrivato il momento di parlarne, senza più giri di parole. La mia storia è in questo articolo, che si intitola "Una donna, il lavoro in proprio e la PMA". Alla fine in tutti gli anni travagliati che mi hanno portato a Sofia avevo sempre scritto tanto, in questo blog e su Facebook, delle mie difficoltà a restare incinta. Ma lo avevo fatto lasciando il tutto avvolto in un "si intuisce cosa stai facendo ma non chiamiamolo con il suo nome". Da parte mia non c'era vergogna, chiariamo subito questa cosa perché ci tengo tantissimo e non ho intenzione di dare adito a fraintendimenti. Sono ORGOGLIOSA, e lo scrivo in maiuscolo, di quello che ho fatto per arrivare a stringere tra le braccia la mia bambina.

Quello che ho fatto si chiama PMA, che sta per Procreazione Medicalmente Assistita. In due parole, per chi fosse completamente a digiuno in materia (anche se vi basta allungare il collo per trovare una coppia oggigiorno una coppia che conoscete e che convive con una diagnosi di infertilità), consiste in una serie di tecniche eseguite in laboratorio manipolando gameti maschili e femminili, per giungere ad una fecondazione dell'ovocita e quindi consentire una gravidanza anche a coppie dove lui, lei o entrambi, hanno difficoltà che non permettono il concepimento.
Ci sono vari livelli di PMA. Le tecniche meno "invasive" vengono utilizzate se il problema di infertilità pare essere arginabile con una semplice, diciamo così, spintarella di aiuto. Ci sono poi quelle che vengono chiamate "Tecniche di secondo livello", ossia quelle utilizzate per i casi più complicati e dove le possibilità di una gravidanza senza aiuto sono molto remote. Noi eravamo un caso disperato. Mi viene ancora da ridere se penso agli anni passati cercando di evitare una gravidanza, all'ansia per i ritardi del ciclo quando un bambino non era in programma. E poi l'ansia sperando in un ritardo del ciclo che invece si presentava sempre puntuale, la posizione a candela dopo i rapporti così gli spermatozoi si incanalavano, la temperatura basale da misurare ogni giorno come se fossi perennemente influenzata e il grafico excel compilato in ufficio ogni mattina per individuare il picco della temperatura, che avrebbe indicato il momento dell'ovulazione. Mi sento così stupida se mi guardo dall'esterno. Ma in quel momento, in quei mesi, tutto aveva un senso. Così doveva essere la mia vita. Volevo quel bambino e non importava quanto stupida potessi apparire agli occhi di mio marito o delle mie amiche che sapevano. 

Sofia è nata grazie ad una ICSI, che consiste nella microiniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell'ovocita. Simile per procedimento alla FIVET ma con la sostanziale differenza che nel caso della ICSI si superano gli ostacoli della fecondazione dell'ovocita. Infatti, mentre nella FIVET l'ovocita viene messo a contatto con gli spermatozoi, di cui uno penetra spontaneamente in vitro nell'ovocita, nella ICSI lo spermatozoo è micro-iniettato, sotto guida microscopica, all'interno dell'ovocita, mediante un macchinario chiamato micromanipolatore. Voi penserete: beh, fanno tutto loro, come puoi non restare incinta? Mica vero. Perché la PMA aggira il problema della fecondazione dell'ovulo, ma nel momento in cui l'ovulo si feconda e viene depositato nell'utero, poi hai le stesse possibilità di gravidanza di una donna "normale". Quindi tutto è affidato al caso, al destino, a Dio.
Per arrivare all'impianto degli ovuli si passa attraverso una stimolazione ormonale. Il che significa che la donna (e chi se no?!) si deve bucare la pancia, più volte al giorno, con siringhe piene zeppe di ormoni per far crescere e maturare quanti più ovociti possibili. Perché più ovuli = più possibilità di generare embrioni. Quindi tu affronti quelle settimane di bucate con l'unico obbiettivo di arrivare all'ultima ecografia sentendoti dire che hai prodotto 12,15,17,20 ovociti belli. Una gallina. Mi sentivo esattamente così.
Poi arrivi al pick-up, ossia il prelievo degli ovociti. Ti sedano (mezz'ora di sonno paradisiaco dal quale ti svegli senza ricordare nulla) e ti prelevano, risucchiandoli con una canula, i tuoi preziosi ovetti. Nello stesso tempo tuo marito, che non ha fatto un accidenti a parte disinfettare la tua pancia prima e dopo le bucate e dare i bacini sui lividi grossi come pompelmi che ti compaiono sottocute dopo l'ennesimo prelievo, fa il suo dovere di uomo. Ossia, fornire il campione di sperma. Come? Ovviamente tramite masturbazione. In pratica alla donna prosciugano le viscere, all'uomo danno una saletta con tanto di dvd e giornaletti e gli dicono "Fai pure con calma". Ah, le ingiustizie della vita. Il mio pick-up è stato venerdì 28 marzo 2014. C'erano mio marito e mia mamma, le persone che più avevano vissuto da vicino tutta quella storia. Non sarei arrivata fino a lì se loro non mi avessero dato la forza.
Uno dei momenti più brutti è tra il pick-up e il transfer, perché in quelle ore può succedere di tutto. Può essere che il centro ti chiami e ti dica che nessuno dei tuoi ovociti è stato fecondato. E in quel momento fine dei giochi, devi ricominciare da capo.
A noi fortunatamente non è successo. Quando siamo tornati al centro, era lunedì 31 marzo 2014. Mi avevano prelevato 11 ovociti, 6 erano stati crioconservati, sui 6 rimasti e fecondati 2 mi sarebbero stati impiantati, 2 erano stati congelati e 1 non era sopravvissuto. Sapevo benissimo che le possibilità di una gravidanza gemellare erano altissime. Ma non mi importava, avevo calcolato il rischio. Meglio 2 bambini, che nessuno. La sonda che permetteva l'inserimento degli embrioni ha una luce alla sua estremità, per vedere il corretto posizionamento. Quando gli embrioni entrano in contatto con l'utero e si appoggiano, finalmente a casa, sembrano delle stelline. Ero lì, sdraiata, ho guardato il monitor e mi sono detta: Hai fatto tutto il possibile, ora non dipende più da te.

4 giorni dopo il transfer mi hanno ricoverata d'urgenza. Ero andata in iperstimolazione, ossia la stimolazione ormonale per produrre gli ovociti aveva ingrossato a dismisura le mie ovaie, provocandomi dei dolori allucinanti (che, lo dico sempre, meglio il parto). Mi hanno tenuta ricoverata 3 giorni, poi ho firmato e sono venuta a casa. Non dissi a nessuno del ricovero, solo i miei e le mie amiche più care sapevano che ero in ospedale. I miei suoceri, le mie nonne, nessuno. Non aveva senso farli preoccupare. Quando arrivai a casa non stavo per niente bene, ma dovevo tornare in ufficio. Ero convinta che fosse tutto finito, non volevo nemmeno fare le beta come vi avevano detto di fare al centro, 14 giorni post transfer. Credevo che  a seguito dell'iperstimolazione le mie 2 stelline mi avessero lasciato.
Il 14 aprile 2014 feci le beta. Risultato: 215. Rimasi di stucco. Quando andammo a fare la prima ecografia al Centro PMA chiesi subito quanti erano. Dopo le beta il mio pensiero fisso era diventato: Cosa faccio se sono 2? Come gestisco il lavoro e 2 bambini? Non mi vergogno a dire che ero terrorizzata! Si vide una camera gestazionale. Uno. Ero al settimo cielo.

9 mesi e vari incidenti di percorso dopo nacque Sofia. Il mio miracolo. Nata grazie a persone stupende che permettono a persone come me di realizzare il sogno della loro vita. Essere genitori. Grazie alla scienza, alla quale sarò eternamente e infinitamente grata.




E adesso? Adesso ci sono ancora 2 embrioni crioconservati, i nostri pinguini, che ci aspettano al centro, quando e saremo pronti ad allargare la famiglia. Per ora stiamo bene così, genitori felice e orgogliosi di Sofia, così intensamente desiderata al punto da andare contro a tanti pregiudizi e opinioni per averla qui con noi. Lei era destinata a noi, bisognava solo trovare il modo giusto per congiungerci. La PMA lo ha reso possibile.

14 febbraio 2016

CHE POTREBBE SCOMPARIRE L'UNIVERSO TRANNE NOI

Ammettiamolo subito e facciamola finita. Quando nasce un bambino, nella coppia si verifica un terremoto. Chi lo nega, mente. Perché non è questione di lavorare o meno, di avere più o meno tempo. Quando si diventa mamma e papà, almeno all'inizio (e il termine INIZIO è veramente soggettivo...per me 14 mesi sono ancora inizio,almeno per quanto riguarda questo aspetto), la coppia intesa come marito e moglie, compagno/compagna, uomo/donna, insomma, quei due esseri che hanno generato il nano piangente, smette di esistere.

Noi donne siamo tutte prese dal bambino che ci prosciuga ogni energia. Prima il parto, poi il post parto, poi l'allattamento...il bambino sembra essere sempre e comunque un affare solo nostro. Poi il papà vorrebbe anche aiutare, povera anima, ma noi, con insito il gene della wonder woman, vogliamo fare tutto da sole. Così noi siamo ci sentiamo sfinite e lui si sente trascurato e messo da parte.
Io non ho vissuto la maternità a casa dal lavoro quindi non so come è stare con il proprio bambino 24/24 ma ho sviluppato da subito un legame fortissimo con Sofia, al punto che ogni minuto libero è un minuto per lei. E se devo scegliere tra lei e qualunque altra cosa, scelgo lei. Oggi come 14 mesi fa. Giusto o sbagliato non lo so. Ma io sono fatta così. Mamma Sara è fatta così.

Il sorriso dei genitori felici!

E siamo arrivati al punto che mi sento mamma più di quanto mi senta moglie. Raramente nel mio blog ho parlato di mio marito, ho sempre focalizzato l'attenzione su di me e su quelli che erano i miei sentimenti prima quando non riuscivo a restare incinta, poi quando lo sono rimasta e anche adesso,che sono mamma, non parlo di quello che mio marito fa o dice o prova. Un pò perché mio marito è uno che dice poco, pochissimo. Un pò perché ho la sensazione che lui non condivida troppo il mio dare in pasto la mia vita al web, visto che spesso sono stata criticata e ne ho sofferto.
Ma oggi ho deciso di parlare di lui, di noi. Un pò perché è San Valentino e quest'anno sarà decisamente particolare visto che lui venerdì ha subito un intervento e oggi è in piena convalescenza. Quindi non ci saranno festeggiamenti o altro, solo riposo (lui) e doppio turno con Sofia (io).

Essere papà all'interno della nostra coppia non è facile. Perché io sono una donna alfa, una che fa da mamma papà nonna e zia insieme, una che vuole fare e decidere per tutti, che l'opinione degli altri va bene ma tanto l'ultima parola è comunque la sua. Mio marito ha una personalità forte ma per il bene comune è sempre quello che fa un passo indietro, che lascia che sia io a decidere. Certe volte è un bene (mi permette di mantenere il controllo), certe volte no (quando non ho voglia di essere sempre io quella che programma).
Io e mio marito ci conosciamo bene, troppo bene, siamo quel genere di coppia che si conosce così bene che sa sempre cosa dire o fare per farsi del male. Conosciamo a memoria i punti deboli dell'altro.



Quando ci siamo sposati stavamo insieme già da 7 anni, abbiamo comprato casa e poi abbiamo deciso che sì, era arrivato il nostro momento. Un matrimonio curato, organizzato con la mia solita precisione maniacale, il giorno più bello della mia vita fino alla nascita di nostra figlia, che non regge il paragone con nessun altro momento.
Ti sposi e ovviamente non puoi immaginare se e quando la strada si metterà in salita. Noi lo abbiamo scoperto abbastanza presto. L'azienda da portare avanti, quel figlio che non arrivava. E' stata dura resistere alla tentazione di dirsi addio, di lasciare l'altro con il suo carico di dolore per limitarsi a curare il proprio. Eppure siamo rimasti insieme. Abbiamo affrontato cose che alla maggior parte di voi che leggete non saranno capitate e avrete la fortuna non vi capiteranno mai. Ci hanno provato? Sì. Ci hanno piegato? Sì. Ci hanno spezzato? No.
L'arrivo di Sofia, per quanto attesa e disperatamente desiderata da entrambi, ha sconvolto il nostro equilibrio di coppia coi suoi rituali collaudati da oramai 10 anni. Ci sono giorni in cui quasi non ci parliamo (e lavoriamo anche insieme!), giorni in cui non facciamo che bisticciare e giorni in cui ci guardo noi 3 insieme e mi sento come la famiglia del Mulino Bianco.

So che nostra figlia ci ha resi persone migliori e nonostante il carico di responsabilità sia raddoppiato, abbiamo imparato cosa sono le cose davvero importanti. La famiglia è la cosa più importante. Ognuno ha la propria scala di valori e ci sono cose che ritiene più importanti di altre. Per alcuni può essere mantenere il proprio spazio o uscire una sera a settimana in coppia senza figli. Per noi è il benessere di nostra figlia. Tra noi 2 le cose si risolvono sempre, sappiamo al di là di ogni ragionevole dubbio che passeremo la nostra vita insieme. I litigi servono solo a movimentare le nostre giornate e a mettere alla prova il nostro amore. Non è presunzione la mia. Certe cose le sai. E non è semplicemente l'averlo promesso davanti a Dio. E' un qualcosa che senti dentro. Io so che qualunque altra persona diversa da lui mi farebbe sentire incompleta. Lui sa la stessa cosa di me.

La mia famiglia, il mio tutto!
Ognuno poi ha il suo modo di dimostrare l'amore. Chi fa regali (mio marito ha bisogno di una lista dettagliata di cosa/dove/quanto costa), chi posta cose su Facebook (mio marito è l'uomo dei like, qualunque cosa più di quello lo mette in difficoltà). E poi c'è lui. Che ogni giorno, semplicemente, decide di restare con me. E vi assicuro che non è né semplice né scontata una cosa del genere. Per questo lo amo e sopporto i suoi difetti. Perché lui sopporta i miei. E, messi sul piatto della bilancia, i miei sono di gran lunga più numerosi e difficili da accettare.
Ecco, la chiave forse è proprio lì. Accettarsi. Dopo 12 anni conosco ogni sfumatura della sua vita. Certe cose non le condivido, altre le disapprovo, tutte le accetto. Perché il passato non lo possiamo cambiare, il futuro è quanto mai incerto. Ma il presente è qui, nostro, da vivere insieme. Quando Sofia sarà grande e ci troveremo di nuovo soli, io e lui, quella sarà la nostra sfida. Bastarci ancora. Per questo non ho una risposta. Lo scopriremo solo vivendo. E continuando a vivere insieme, la risposta ho già una mezza idea di quale sarà.

Alla fine anche questo è diventato un post che parla di famiglia, la nostra. Perché alla fine l'amore adesso è così, siamo noi + Sofia. San Valentino inteso come festa dell'amore vero per me è ogni giorno, quando vedo mia figlia e mio marito che stanno bene.
Auguro a tutti voi una vita piena d'amore e un San Valentino da trascorrere con chi amate. Perché non sono i regali che fanno la felicità, ma sapere che chi amiamo ci ama allo stesso modo.

10 febbraio 2016

IL WEEKEND DELLA MAMMA CHE LAVORA

Ogni tanto mi piace tornare a leggere i vecchi post, soprattutto quelli inerenti alla mia vita Pre-Sofia. Tralasciando quelli del periodo della gravidanza dove gli ormoni facevano la hola e non facevo che esaltarmi al pensiero di quando avrei avuto il mio Sofiego tra le braccia (rompendo le palle a tutti come se fossi stata l'unica donna incinta sulla faccia della Terra...il fatto è che in quei mesi mi sentivo proprio così!!!!), credo che quelli che riflettono un'immagine di me forse più realistica sono quelli dei mesi prima di essere incinta, quando ero impantanata nel subdolo mondo dell'infertilità. In quei tempi scrivevo di cose tipo il weekend di un NON-GENITORE, cosa ad oggi lontana anni luce da me, e che mi appare più che mai un ricordo lontano.

Il NON-GENITORE, anche se lavora, ha un numero X di ore libere nel weekend, che dedica ai propri hobby o comunque a quello che piace a lui, tolto il tempo da dedicare alla pulizia della casa o alla spesa, che sono incombenze che toccano a tutti, figli o non figli. Non è questione di invidiare o meno un certo tipo di vita, l'ho fatta per quasi 30 anni e so come si vive senza dover far girare tutta la propria vita attorno ad un nanetto che non sfiora nemmeno il metro. E' una semplice constatazione. I non genitori durante il weekend hanno tempo per sé.


Per quanto riguarda l'altra metà del cielo, sappiamo che esistono due tipi di genitori, i genitori che non lavorano e quelli che lavorano. Essendo che io appartengo alla seconda specie e non conosco a sufficienza la vita di, per esempio, una mamma che non lavora fuori casa e si occupa solo dei figli, parlerò di quella che è la mia vita durante il weekend. Prenderò ad esempio un weekend tipo, dove di solito mio marito lavora o il sabato o la domenica. 

Il sabato mattina bisogna tirarsi insieme in fretta perché c'è la piscina! Come si possa concepire di iniziare un corso di acquaticità per bambini di un anno alle 09.15 della mattina sfugge ad ogni mia logica. Comunque. Alle 09.15 dobbiamo essere in acqua. Il che significa che dobbiamo uscire di casa per le 08.40 massimo. Morale della favola è che per far fare colazione a Sofia, permetterle di macinare i suoi soliti 2 km post-latte, giocare e vestirsi, bisogna alzarsi dal letto non più tardi delle 07.30. Lascia che Sofia dorma 10 minuti di più e diventa una corsa contro il tempo!
Ci mettiamo in macchina e io inizio già a contare le ore che mi separano dal momento in cui la metterò a letto. Arriviamo in piscina, mi spoglio io, spoglio lei, mezz'ora di corso e mezz'ora per ritirarci insieme ancora. In macchina Sofia crolla sistematicamente addormentata, sfinita da tutto quel movimento di gambe. A quel punto sono quasi le 11. Bisogna portarla in casa, spogliarla senza svegliarla e a quel punto se la dorme un paio di ore. Il che significa che si sveglia tardi rispetto al suo solito orario del pranzo e resta inversa.

Poi bisogna andare a fare la spesa, perché arrivando a casa non prima delle 18.30 tutte le sere in settimana, la spesa è un affaire per forza refilato al sabato pomeriggio, quando c'è un gran casino. Poi si torna a casa e Sofia vuole giocare mentre tu cerchi di fare lavatrici, pulire pavimenti, dare una parvenza di ordine al soggiorno che da quando c'è lei sembra sempre il centro di una esplosione atomica. Tempo di fare tutto questo e ti trovi già all'ora di cena. Le dai la pappa,le fai il bagnetto e poi grazie al cielo arrivano le ore 19.05. Inizia Masha e Orso su Rai YoYo!!!!! L'unico cartone animato che la fa restare ferma per qualche minuto. State immaginando che in questa occasione io mi possa mettere seduta sul divano e tirare un pò il fiato? Giammai!!!!! Vuoi non tirare insieme la cena? Fortunatamente Sofia va a letto presto quindi finito Masha e Orso andiamo a mettere il pigiamino, finisce il suo latte e via a nanna. Se siamo fortunati alle 20.00 è già nel mondo dei sogni, in ogni caso non va mai oltre le 21.00. E a quel punto lì hai quello che non hai avuto per tutto il giorno, TEMPO. Il problema è che non hai più quello che ti permette di sfruttare il tempo in maniera ottimale, ossia le energie. Morale della favole che collasso sul divano, leggo un paio di pagine di qualcosa che riesco ad afferrare senza dovermi alzare (negli ultimi giorni va fortissimo "Peppa va a fare la spesa") e poi mi addormento. Fino a quando mio marito mi scuote e mi costringe ad alzarmi e andare a letto.

Siete invidiosi della mia giornata eh?!

Piscina, spesa, gioco...il weekend è sempre troppo breve. Ma che bello viverlo con la mia cucciola!!!!!

Questo perché non vi ho ancora raccontato la domenica, quando mio marito è da qualche parte a fare sicurezza. Io e Sofia tuuuuuuuuuuuutto il giorno. Morale della favola che in un attimo arriva domenica sera e poche ore dopo é di nuovo lunedì e si torna al lavoro. Come mi sento io dopo un weekend? Sfinita!

Se quando ero incinta mi aspettavo che questi sarebbero stati i miei weekend? No. Ingenuamente pensavo che Sofia avrebbe iniziato in fretta a giocare da sola lasciandomi il tempo di rifiatare. Invece il sabato e la domenica quando sente e vede che ci sono tutto il giorno non riesco a togliermela di dosso e anche fare una doccia diventa complicato. Poi ce la fai, come ce la fai a fare tutto. Il problema é che dopo 14 mesi senza ricarica inizi a perdere un pò in lucidità e spesso ne avresti davvero bisogno.

E così ti metti a fantasticare su una tua vita da mamma non lavoratrice, ben sapendo che non sarà mai la tua vita e che in fondo nemmeno la vorresti. Ci sono donne realizzate nel ruolo di mamma e basta. Le ammiro. Ma a me non basta, ho sempre saputo che non sarei mai riuscita a rinunciare alla mia indipendenza, figlio o non figlio. E ancora di più dopo che é arrivata Sofia ho capito che stando a casa non avrei di sicuro dato nulla di più alla mia bambina, se non una mamma frustrata e depressa. Certo che vorrei più tempo, per Sofia e soprattutto per me stessa. Arriveranno momenti migliori, weekend da genitore dove finalmente potrò scoprire la sensazione di un divano sotto il sedere, un libro in mano e un pò di sano silenzio. Un giorno, ma non ancora.

27 gennaio 2016

PICCOLE CUCCIOLINE CRESCONO...



Ogni genitore sa, o meglio "sente", ciò che è meglio per il suo bambino. Prima di avere Sofia ero presa da mille dubbi, mi chiedevo se sarei mai riuscita a capirla davvero.
Dopo più di un anno posso dire che sì, ci sono ancora momenti in cui piange e non capisco perché (ma sono abbastanza convinta del fatto che nemmeno lei lo sappia!), ma nel 98% dei casi mi basta guardarla per capire se ha fame/sonno/voglia di coccole/è annoiata/è iperstimolata. E agisco di conseguenze.
Certe volte fare la cosa giusta è faticoso, comporta delle rinunce (guarda caso sempre da parte della mamma) ma fa parte del gioco, non ho mai avuto il dubbio che potesse non essere così. Solo mi chiedo fino a quando questo rapporto sarà un dare e basta e diventerà un dare-ricevere. Non che mia figlia non mi dia delle soddisfazioni, ma diciamo che siamo ancora nella fase della sudditanza dove lei chiede e tu esegui. Se le fai una domanda lei risponde SEMPRE, o con un sì o con un no, solo che diciamo che non siamo ancora arrivati al punto in cui tu chiedi "Sofia, giochi qui tranquilla mezz'oretta mentre la mamma riprende in mano quel libro che sono 4 mesi che sta cercando di leggere e non è ancora riuscita ad andare oltre pagina 50?" e lei dice sì e si mette a giocare da sola.

Comunque, dicevo del fatto che un genitore sa cosa è meglio per il proprio bambino. Era qualche settimana che io e papà parlavamo di cosa sarebbe stato meglio fare per Sofia una volta cresciuta un pò. Perché non sembra ma un mese li hai ancora nella pancia e il mese dopo camminano, mangiano da soli e usano l' iPod. Nella posta abbiamo trovato il volantino dell'Open Day che si sarebbe tenuto proprio dopo qualche giorno della scuola dell'infanzia del nostro paese,e ci siamo detti. Sezione primavera sì o no? Sofia compirà 2 anni a dicembre, potrebbe piacerle stare in un ambiente su misura per lei, con altri bambini, a svolgere un percorso che la preparerà alla scuola materna? Così siamo andati. E abbiamo deciso. Domani iscriviamo Sofia alla sezione primavera. Inizierà a Settembre, non avrà ancora 2 anni ma la legge prevede che vengano inseriti tutti i bambini nati tra gennaio e dicembre 2014. Nel tempo che siamo stati nelle aule la osservavo ed era completamente a suo agio, coi giochi, con le seggioline, in bagno.
So benissimo che un conto è restare lì, con mamma e papà, mezz'ora, un altro sarà affrontare un'esperienza da sola. Abbiamo optato per la mezza giornata, ossia la andremo a prendere dopo il pranzo, così che nel pomeriggio possa continuare a stare con la nonna come fa adesso. Penso sia la scelta migliore, almeno fino a quando non andrà all'asilo e dovrà stare per forza tutto il giorno.

La mia (anzi nostra, perché è una decisione presa dopo aver sentito anche il parere dei nonni) non è stata una scelta di comodo, anche perché considerato il costo mensile della retta, coi soldi messi lì potremmo tranquillamente farci una vacanza (e Dio sa quanto io ne abbia bisogno, ma non tocchiamo questo argomento). E' una scelta pensata per il bene di Sofia, per aiutarla ad arrivare alla scuola materna con una maggiore consapevolezza senza toglierle le sicurezze che ha adesso. All'inizio magari non sarà facile, ma conosco abbastanza mia figlia per pensare che le piacerà stare in un ambiente così, con altri bambini. E' vero che se ci pensate ha appena 13 mesi e noi siamo qui a programmare il suo futuro fino ai 3 anni. Ma così come il tempo è passato alla velocità della luce e lei in un attimo è passata dall'essere una neonata all'essere un'animale sociale, tra non molto parlerà, non avrà più il pannolino, mangerà completamente da sola. E io voglio che abbia più occasioni possibili di stare con altri bambini. Siamo realisti, Sofia potrebbe restare figlia unica indipendentemente da quello che potrebbe essere il mio desiderio di avere o meno un altro figlio. Il tempo in cui attualmente sta con altri bambini è solo una minima parte della sua settimana e io, mamma lavoratrice, non ho la possibilità ogni giorno di portarla a fare un'esperienza diversa. Invidio le mamme che fanno tante attività coi loro figli. Per me lo spazio gioco al lunedì mattina (che nelle ultime settimane è andata mia mamma), la pesata il venerdì una volta ogni 2 mesi e la piscina il sabato mattina sono più di quanto il mio fisico è in grado di reggere. Ma lo faccio, per Sofia faccio di tutto, non importa quanto io sia stanca e completamente priva di forze e voglia. La mia bambina non deve pagare il mio essere una mamma con un lavoro che di conseguenza ha meno tempo da dedicarle. E siccome io desidero che lei faccia esperienze costruttive e che le venga dedicato del tempo di qualità, la scelta di iscriverla alla sezione primavera deve essere vista in questa ottica. E se per permetterle di essere una bambina felice insieme ad altri bambini significa rinunciare ancora a qualcosa, a me e papà va bene. Ci sembra un giusto prezzo.


20 gennaio 2016

SINDROME DI ABBANDONO, DERMATITE E ALTRO ANCORA

Avrei voluto scrivere un post sulle feste di Natale. Ma come sempre quando c'è un pò di tempo in più, finisce che quel tempo giustamente lo si spende per le cose più importanti. Nel mio caso mia figlia.

Sofia sta crescendo ad un ritmo impressionante. Non mi capacito di come solo due mesi fa stesse in piedi malferma appoggiandosi ai mobili e poi nel giro di una settimana ha preso sicurezza e via. Adesso chi la ferma più?! Non vuole più saperne di stare nel passeggino, sempre in movimento. Ha sempre più un bel caratterino, forte, indipendente. Durante le feste, quando ho fatto qualche giorno di lavoro mezza giornata e sono stata un pò più tempo con lei è esplosa l'ansia da separazione. Sempre in braccio, sempre con la mamma, sempre attaccata alle gambe, da non poter fare 1 metro senza che lei si sentisse persa e iniziasse a rognare. Questa cosa mi stava mettendo in difficoltà perché alla mattina quando dovevo venire in ufficio, appena vedeva che iniziavo a prepararmi iniziava a prendersi male. In concomitanza a tutto questo, un pò i dentini, un pò l'influenza, sono stati giorni non troppo semplici. Poi giorno dopo giorno la routine è ripresa (tradotto, mamma fuori casa 10 ore al giorno) e l'emergenza è rientrata.

Ora siamo nuovamente alle prese con la dermatite atopica, abbiamo ricominciato la cura, speriamo si sistemi presto perché vedo che ha tanto prurito e fastidio povera cucciolina mia. Cerco di farle il bagnetto giusto 3 volte a settimana (considerato anche la piscina), ho provato diversi detergenti (Bionike, Mustela Stelatopia, Eucerin, Lush) ma tutto le secca la pella che va idratata un sacco. E' un pò di tempo che guardo il sito delle Terme di Comano, in Trentino, dove c'è questa acqua, unica in Italia, che ha proprietà antiffiammatorie e lenitive. Uno studio ha dimostrato che dopo 4 mesi la dermatite continuava a migliorare più nei bambini che si erano sottoposti ai bagni termali piuttosto che in quelli che avevano fatto terapia cortisonica. Il problema è solo che loro consigliano un soggiorno di ALMENO 12/15 giorni. Evidentemente i genitori che lavorano sono una specie in via di estinzione oppure semplicemente se ne sbattono e per i loro figli si prendono le ferie e stanno nel bel mezzo del nulla 2 settimane per far fare al piccolo 1 bagno di 10/15 minuti al giorno. Come minimo mi auguro che funzioni, anche se a Lourdes effettivamente sarebbe più pratico e veloce. Io anche tirandomi al massimo, considerandoci dentro un weekend, una settimana sarebbe tutto quello che potrei permettermi (pagandone poi lavorativamente le conseguenze per un mese). Ho inoltrato una e-mail esponendo il mio caso di madre/lavoratrice sciagurata, vediamo cosa mi rispondono. L'alternativa altrimenti è aspettare la fine dell'inverno, continuando la nostra terapia omeopatica, spalmando quintali di crema e sperando di veder scomparire quella brutta dermatite :(


Sabato io e papà abbiamo deciso di andare all'open day dell'asilo. L'idea è valutare l'inserimento di Sofia nella classe primavera al compimento dei 2 anni della piccola teppista. Ma considerato che le iscrizioni devono essere fatte entro fine febbraio (madonna che ansia!), andiamo a fare un salto visto che ignoriamo completamente che tipo di asilo abbiano nel paese dove viviamo. Come posso sapere adesso se tra un anno mia figlia sarà emotivamente pronta ad entrare in un'aula con altri 23 bambini e a passarci mezza giornata (quello che vorrei io, almeno fino alla scuola materna)? Finora a parte i lunedì mattina allo spazio giochi (dove adesso va con la nonna perché nemmeno più quello riesco a ritagliarmi con mia figlia) e qualche venerdì alla pesata, le persone con le quali passa tutto il suo tempo siamo io, papà e i nonni. Il punto è che loro vogliono che tu decida adesso,una sorta di prendere o lasciare. Sabato vedremo, a pelle, che sensazioni avremo. Mi sembra una follia pensare che solo un anno fa era una cosina così piccola da riuscire a tenerla nell'incavo del braccio e adesso pesa 10 kg, mangia come un maialino, imita i suoi pesci rossi e ride sempre.

Ho iniziato a pensare alle vacanze estive (e pure a quelle invernali a dire il vero!!!!), l'idea di avere un bell' obbiettivo all'orizzonte migliora il mio umore ultimamente un pò abbacchiato. Se dovessi pensare solo a me farei calcoli diversi, direi crepi l'avarizia e togliamoci 2 begli sfizi. Poi penso che c'è Sofia, che non è più una neonata ma è comunque una cucciola con delle esigenze ben precise in termini di cibo,sonno,ritmi. Ed ecco che le alternative drasticamente si riducono. Perché essere genitori certe volte (sempre) significa pensare prima a loro. Sicuramente non andrò più in Liguria (marito sappilo!). Niente contro chi organizza le vacanze in questo modo. Ma la settimana trascorsa in quell'appartamento di Andora lo scorso agosto è stata una delle esperienze più angoscianti della mia vita. Non è la vacanza per me. Ho una voglia disperata di prendere un aereo, anche solo 2 ore...ma andare via. Dove posso spegnere il telefono, dimenticarmi di Facebook e di tutto quello che mi tiene ancorata qui tutto il giorno tutti i giorni e godermi la mia famiglia. Poi, a quanto ho sentito, mio marito potrebbe regalarmi una macchina fotografica nuova per il mio compleanno...vuoi non sfruttarla?!

17 dicembre 2015

1st BIRTHDAY LETTERA PER TE

Sofia mia adorata,

oggi è il tuo primo compleanno tesoro mio. E so che sei troppo piccola per leggere queste parole, ma un giorno, quando sarai abbastanza grande, spero ti farà piacere sapere che la tua mamma ha iniziato a costruire i tuoi ricordi fin dall’inizio. Devo dirti grazie bambina mia, per tante cose.

Grazie per avermi aperto gli occhi sulle cose veramente importanti della vita. Da quando sei arrivata nella mia vita mi sono resa conto che tante cose che prima giudicavo importanti non lo erano veramente. Quello che più mi sta a cuore sei tu, il tuo papà, la nostra famiglia. La famiglia è tutto, Sofia. E’ l’unica cosa per la quale vale la pena di lottare e di andare contro tutto e tutti. So che quando sarai un’adolescente queste parole ti sembreranno stupide, penserai che tutto quello che io o il papà facciamo o diciamo sia sbagliato. E’ giusto così, fa parte della vita. Bisogna allontanarsi per poi poter tornare e guardare le cose con occhi nuovi. Tu sei la risposta alle mie preghiere di tanti anni, per me sarai sempre speciale, non solo perché sei mia figlia. Sei qualcosa di più. Sei arrivata nel momento più difficile, portarti alla vita è stato difficile, una battaglia. Che abbiamo vinto. Sei stata una guerriera fin dall’inizio Sofia, per la tenacia con la quale sei rimasta attaccata alla vita, una piccola cellula che brillava come una stellina dentro di me. Hai lottato, sopportato i miei orari impossibili, la mia vita stressante, i tanti pensieri, i troppi problemi. Il tuo cuoricino ha continuato a battere dentro di me e a rassicurarmi anche quando la vita si faceva troppo dura.

Poi è arrivato il momento di incontrarti. Non ho avuto paura del parto, il parto è stato il momento più bello della mia vita, l’ho atteso da quando ho saputo che tu esistevi dentro di me. Quando i nostri occhi si sono incrociati, in quel momento ho capito che non avevo mai vissuto davvero fino ad allora. Io ti avevo messa al mondo, ma anche tu avevi fatto nascere me. Di nuovo. Una persona nuova. Una mamma. La tua mamma.

Non è facile essere una mamma. Ogni giorno ti trovi ad affrontare mille paure e perplessità, continuo a chiedermi se sto facendo la cosa giusta, se sei una bambina felice o potresti esserlo di più. Purtroppo questa risposta potresti darla solo tu. Il tuo comportamento mi dice che sei una bambina serena, sempre sorridente, con un bel caratterino ma questo è anche il bello di te. Amo il modo in cui ti stringi a me quando hai sonno e vuoi fare la nanna, come scuoti la testa e dici no quando non vuoi fare una cosa, come sorridi arricciando il naso quando ho in mano qualcosa che ti piace e vorresti, come ridi quando mi nascondo dietro la tenda che è solo un velo e fingo di non vederti per poi sbucare fuori all’improvviso. I tuoi occhi si spalancano di sorpresa e lì non riesco a non dirmi che qualcosa di buono lo sto facendo. Faccio tante rinunce, rinuncio al tempo per me per stare con te il più possibile, certi giorni quando sono davvero stanca e il lavoro mi ha distrutto vorrei mezza giornata solo per me, senza pensieri. Ma poi mi accorgo che a te non riesco a non pensare. Quando non ci sei mi manchi, mi manca il tuo sorriso, la tua risata, il cercarmi e inseguirmi per tutta la casa, bagno compreso.

Grazie per sopportare una mamma come me e perdonare i miei sbagli. Ne ho fatti tanti, ne faccio ogni giorno e sicuramente ne farò ancora. Sto imparando con te, ogni giorno scopriamo qualcosa tutte e due. E ogni giorno diventiamo un po’ più brave, insieme. Grazie per mettere alla prova ogni giorno me e il papà. Il carico di responsabilità che averti messa al mondo ci ha messo sulle spalle è importante, il più importante, ancora più del matrimonio, ma ci fa fare continuamente i conti con quello che siamo adesso e saremo per sempre. Due genitori, con il compito di farti vivere nel mondo il più felicemente possibile. Non importa se poi il tempo per noi non c’è più. Il nostro tempo adesso è per te. Ti abbiamo desiderata con ogni fibra del nostro essere, così intensamente da sfidare tutte le regole e le convenzioni. Ora sei qui, una parte di noi due e allo stesso tempo assolutamente te stessa. Sarai sempre la nostra priorità Sofia, nessuno al mondo ti potrà mai amare come ti amiamo io e il papà.


Grazie per questo primo anno, per ogni notte troppo corta, per ogni pasto troppo lungo, per ogni pannolino cambiato, per ogni bacio regalato, per ogni risata esplosa dalla tua bocca senza nemmeno immaginare il senso che ogni tua piccola azione ha su di me. Ti amo di quell’amore con cui puoi amare solo una persona che è stata dentro di te, parte di te, il suo cuore che pulsava vicino al tuo. Avere due cuori dentro di sé è un’emozione che non si può spiegare. Ma averti non più dentro ma accanto è qualcosa di ancora più bello. Accarezzarti i riccioli biondi, sfiorarti la guancia morbida, la tua mano che stringe la mia mentre ti do il biberon alla mattina. Sono cose che troppo spesso si danno per scontate, ma in realtà sono speciali. Ogni singola volta. Perché il tempo passa. E tra qualche mese tutto questo sarà solo un ricordo. Sostituito da altri momenti, altre emozioni. Tu che cresci, ogni giorno un po’ di più, ogni giorno più indipendente ma sempre e comunque mia.

Ti auguro un milione di altri compleanni con la stessa spensieratezza di quello che festeggi oggi, pieni dello stesso amore e della stessa gioia. Non so se riuscirò mai a restituirti in tutta una vita la felicità che tu hai saputo regalarmi in questo anno, da quando ti ho stretta a me la prima volta. Sicuramente, passerò il resto dei miei giorni provandoci. La tua felicità è la cosa più importante. L’unica che conta davvero. Tu sei il centro della mia vita, un pezzo del tuo cuore batterà sempre in me. Sarai sempre la mia bambina. Il mio sogno diventato realtà. Grazie di tutto, non riuscirai mai a capire fino in fondo cosa sei per me, almeno fino a quando non avrai a tua volta un figlio. Allora forse capirai. Ma questa è un’altra storia. Per adesso tu hai 1 anno, io sono la tua mamma. Tutto qui. Semplice. Meraviglioso.

Buon compleanno Principessa Sofia.
Tutto il mio cuore, Per sempre.

La tua mamma

10 dicembre 2015

TEMPO DI BILANCI

Quando si arriva alla fine dell'anno, volente o nolente inizia il tempo dei bilanci. Se a questo ci aggiungi che la fine dell'anno corrisponde con il compleanno di tua figlia, riflessione servita. E' incredibile pensare che un anno fa stavo per diventare mamma, con l'assoluta incoscienza di quella che sarebbe diventata la mia vita.
Ora che Sofia ha quasi un anno mi accorgo di quanto la mia vita sia cambiata, di quanto certe cose mi manchino ma in fondo non le rimpianga davvero, poiché quello che ho ottenuto in cambio è molto molto di più.

Prendete sabato per esempio. Io e mio marito abbiamo deciso che avevamo DISPERATAMENTE bisogno di una serata Sofia free. Così dopo numerosi miei conflitti interiori dati dal mio non voler dipendere mai da nessuno (soprattutto dai nonni, che fanno già tanto durante la settimana per permettermi di poter lavorare come prima), ho accettato di lasciare la piccola maialina dai nonni per una serata cena&cinema. Una di quelle cose che non facevamo da tipo un anno (il cinema anche di più, forse 2). Ed eccoci, io e il mio maritino tornati in modalità sposini senza figli. Il fatto è che non conta se tuo figlio è o meno a 50 cm da te. Ce l'hai dentro, e tu non riesci più a sentirti una persona con la leggerezza che avevi prima. Ci siamo goduti la cena e poi siamo andati al cinema a vedere 007. E lì mi sono accorta di quanto siamo completamente fuori dal mondo da quando abbiamo avuto una figlia. Alla sera non usciamo praticamente mai, Sofia alle 20.00 si addormenta e io se resisto fino alle 21.30 senza crollare mi danno un premio. Ristoranti & co. con lei li abbiamo aboliti a meno di andarci una volta ogni 2 mesi con amici (e nel 90% dei casi Sofia dorme tutto il tempo). Il nostro ristorante 3 stelle Michelin è il Mc Donald's, dove applichiamo alla lettera il concetto di FAST FOOD...nel senso che in 20 minuti ci sediamo,mangiamo e usciamo. Mi manca la mia vita di prima? No. Nemmeno prima uscivamo granché. Passo fuori praticamente tutta la mia giornata, 5 giorni su 7. Quando posso stare a casa ci sto volentieri.

Che adesso sia decisamente meglio di qualche mese fa è innegabile. Vero, quando Sofia prendeva solo il latte potevi essere ovunque che il biberon risolveva ogni problema. Adesso che mangia devi essere a casa perché lei ha i suoi orari e le sue abitudini, quindi questo ti limita un pò. Ma è giusto che siamo noi ad adeguarci a lei, ci mancherebbe. Però adesso che cammina e interagisce con te (anche senza parlare ma solo a gesti e suoni) è molto più bello trascorrere la giornata insieme, anche se è senza dubbio più pesante, perché non c'è mai un momento di pausa e si deve sempre giocare. Si vede che sta crescendo. E a me sinceramente non mancano i mesi passati. C'era forse più tempo libero, ma meno soddisfazioni. Adesso quando la vedo ballare o arrivarmi incontro con quel suo sorriso aperto, giuro che mi cancella tutti i pensieri brutti.
Ieri sera, erano le 19.00 e su Rai YoYo è iniziato "Masha e Orso". Lei non lo guarda, le piace solo la sigla. Era in cucina con me. Ha sentito la sigla, è partita tutta spedita verso il soggiorno, poi è tornata trotterellando e mi ha indicato la televisione. Sono andata in salotto insieme a lei e si è messa a ballare sculettando. Poi finita la sigla si è rimessa a giocare con le sue palline. Qualche minuto dopo la sento tornare in cucina con in mano qualcosa. Non vedevo cosa fosse. Mi sono abbassata, ho aperto la mano e lei mi ha messo nel palmo un anellino di pasta che era caduto a terra mentre mangiava. Quando le ho detto "Come sei brava Sofia, per fortuna ci sei tu perché la mamma non lo aveva visto" mi ha fatto un sorriso e mi ha mandato un bacio, poi è tornata in soggiorno con il suo passo barcollante.

Io, lavorando a tempo pieno, sono abituata a stare poco con lei. Ma nelle ultime settimane sto rivalutando la mia bravura come mamma. Quando non lavoro cerco di dedicarmi al 100% a lei, vedo quanto le piace quando gioco con lei, quanto mi cerca. Insomma, sa che non sono la nonna o il papà. E questo mi fa sentire che, nonostante non passi tutta la giornata con lei, quello che viviamo insieme basta per infonderle gioia e serenità. E' una bambina sempre sorridente, dorme tutta la notte, mangia quasi sempre senza fare storie, le piace stare con il papà e i nonni. Insomma, sto crescendo una bambina indipendente ma che allo stesso tempo ama fare certe cose solo con me. Come il biberon del mattino appena sveglia, è il nostro momento. Oppure il bagnetto o la nanna la sera. Lo so che ha quasi un anno e che sarebbe il momento che imparasse ad addormentarsi da sola. Ma quando alla sera mi siedo sulla poltrona, lei mi si accuccia addosso ancora adesso nella stessa posizione di quando aveva 2 settimane, chiude gli occhi e il respiro le si fa regolare, in quel momento mi dico "Stai facendo un buon lavoro, Sara".

Troppo spesso mi accorgo che lascio prevalere la parte negativa di me, quella che vede solo le cose brutte e l'aspetto difficile della mia vita. Poi se mi soffermo a pensarci un istante mi dico: ma alla luce dei fatti cosa mi manca? Ho una figlia meravigliosa, un marito che a suo modo mi ama e sta attraversando con me tutti i cambiamenti di questa nuova fase della vita senza farmi mancare nulla, dei genitori che stravedono per la nipotina e che farebbero (e fanno) di tutto per me, un lavoro di responsabilità che piano piano sta iniziando a dare qualche frutto, delle amiche speciali sulle quali posso contare sempre. Come si fa a non considerarsi fortunati? Non si può. Bisogna solo dire grazie per quello che si ha. Perché puoi avere un sacco di soldi e comprare di tutto...ma l'amore non lo compri. E io ce l'ho. Mi riempie la vita. Ogni giorno.

1 dicembre 2015

FARINGITE, PRIMI PASSI E FESTE IN ARRIVO

Ho bisogno di una vacanza. Dico davvero. Non sopravviverò fino ad agosto di questo passo.
Le ultime settimane sono state a dir poco di fuoco. Sofia ha avuto una bella faringite che abbiamo curato con aerosol e taaaaaante pulizie del naso, tra pianti disperati che nemmeno se cercassimo di sgozzarla produrrebbe suoni altrettanto terrificanti. La quantità di muco verdastro che un esserino di 9,5 Kg. è in grado di produrre in un'ora è un qualcosa di misterioso. Perché ovviamente quando hai la faringite vuoi non attaccarci dietro il raffreddore? Giammai!!!!  E infatti, tac. Raffreddore Sofia, raffreddore nonna, raffreddore mamma, raffreddore papà, raffreddore nonno, raffreddore mamma (la mamma sfigata se lo prende sempre 2 volte). Oramai ce lo rimbalziamo tra di noi in un valzerino perpetuo di Zerinol Flu e Tachipirina. Allo stato attuale Sofia ha ancora la tosse e io ancora il raffreddore, che è un pò una condizione perenne di vita da quando è iniziato il freddo.

In tutto questo la mia piccola teppistella ha iniziato a camminare. Da una decina di giorni ha preso definitivamente il via. Ed ecco che siamo passati dalla paura che cadesse all'ansia che tocchi tutto, anche quelle cose che prima erano fuori dalla sua portata e che gattonando non aveva mai considerato. Anche se, devo dire, che l'albero di Natale sono 3 giorni che c'è e non l'ha ancora attirata per niente. Piccole conquiste. 


Per ora ancora intatto!
Poi Sofia è effettivamente una esagitata che non sta ferma un attimo ma le cose che ci sono sui mobili sa che non deve toccarle, quindi si limita a guardare. Altro discorso il fatto che nonostante abbia decine di giochi gli unici che guarda e coi quali gioca sono 3 palline e i telecomandi. Vediamo cosa succede quando tra qualche giorno riceverà quella seggiolina della Fisher Price che tanto l'aveva attirata quando siamo state a Bimbinfiera. Probabilmente la guarderà 30 secondi poi tornerà alle sue palline colorate. Ma va bene così. Più che altro il suo non giocare da sola implica che qualcuno debba per forza giocare con lei, anche dopo 10 ore di lavoro e la testa che scoppia. E alla sera e nel weekend spetta sempre alla mamma. Anche perché quando mi vede a casa tutto il giorno diventa improvvisamente mammona ed entra in modalità koala, quindi significa che non c'è mai un minuto di pace in casa per me, se non quando lei dorme (che poi "pace" significa lavare, sistemare casa e tutto quanto non c'entra niente con il vero riposo e il tempo per sè, ma è un altro discorso).

In tutto questo delirio, qualche settimana fa abbiamo fatto un servizio fotografico natalizio, da regalare ai nonni. Troppo bella Sofia di rosso vestita con la vestina e i piedini scalzi. Non era molto in giornata (anche perché è stata svegliata mentre dormiva in macchina!) ma ci ha regalato ugualmente delle perle di rara bellezza. Qualche scatto qui sotto:


Grazie 1000 a Monica di La Bottega della Fotografia per il primo servizio fotografico natalizio di Sofia!


E così siamo arrivati a dicembre. Un anno fa come adesso ero qui, sempre in ufficio of course, che mi trascinavo il mio pancione e 17 kg in più. Sofia era ancora Sofiego e ignoravo ancora quanto sarebbe stata complicata, difficile e allo stesso tempo immensamente più bella la mia vita dopo di lei. Adesso che c'è fatico a ricordare la mia vita quando avevo del tempo per me (in genere me ne ricordo quando sono in fase nostalgia, ogni tanto mi prende, lo ammetto), ma era tempo che chiedeva, anzi urlava, di essere riempito da qualcosa. O qualcuno. Sofia. Vorrei scrivere un post al giorno per raccontare tutte le sfacettature che questa maternità mi sta regalando, la verità è che il massimo che riesco a fare è un post una volta al mese iniziato e ripreso 15 volte almeno (tipo oggi, post aperto, salvato e richiuso 4 volte da stamattina). Tanto vorrei fare, poco riesco a fare. Spero che quello che faccio, almeno per la mia bambina, basti. Guardandola così, ad occhio, direi che non se la passa troppo male! Voi che dite?!




Sabato ricominciamo il corso di acquaticità in piscina, Sofia ha un nuovo costumino Arena giallo costato il doppio del mio (taglia 2-3 anni, così, giusto perché abbiamo poca pancetta!!!!). Vediamo come andrà, visto che adesso non ha più 3 mesi come la prima volta che abbiamo iniziato. Ha un bel caratterino e speriamo sia una bella esperienza come la prima volta (anche perché considerato che l'inizio della lezione è alle 9.15, sarò bella esaurita già di prima mattina!). E poi ci sarà la festa per il primo compleanno di Sofia...ma questa è un'altra storia :)

2 novembre 2015

PERCHE' AVERE UN FIGLIO

Prima o poi succede. Inevitabilmente. E' il cerchio della vita.

Prima dei 30 anni le conversazioni tra amiche si concentrano soprattutto sullo sposarsi/non sposarsi/con chi sposarsi. Se sei fortunata ti sei già accaparrata l'esemplare maschio con il quale mettere su casa, dividere un mutuo ventennale, fare lotta greco-romana per chi si accaparra il telecomando della tv. Ti manca solo l'ultimo guizzo, ossia farti fare la proposta di matrimonio lasciandolo convinto di aver preso lui la decisione di compiere il grande passo. Grande notizia: l'uomo, per natura, non decide, mai. E' fermamente convinto che l'universo sa di cosa lui ha bisogno e provvederà alle sue necessità. Per questo motivo a 35 anni suonati ignora ancora in quale cassetto stanno le sue mutande e crede che i panni sporchi migrino spontaneamente dalla sedia alla lavatrice, dalla lavatrice allo stendino, dallo stendino all'asse da stiro e poi magicamente puliti, asciutti, stirati e ripiegati tornino tra le sue mani. Pertanto se siete ancora lì, dopo 10 anni, in attesa di un anello, muovetevi voi o invecchierete aspettando. Mio marito è stato piuttosto ricettivo da questo punto di vista devo ammettere, l'ho tolto dalla piazza a 23 anni e portato all'altare non ancora 30enne. Ha anche messo insieme una specie di proposta di matrimonio e mi ha regalato uno splendido brillo (dopo 10,30,75 imbeccate). Abbiamo sempre saputo che ci saremmo sposati, lo desideravamo entrambi e abbiamo realizzato questo sogno comune. Non avendo convissuto prima non posso ovviamente dire che non è cambiato nulla, perché per noi con il matrimonio è cambiato tutto. Sono felice di essermi sposata e di aver sposato lui. Sarebbe potuta andarmi meglio? Può darsi. Sarebbe potuta andarmi peggio? Sicuramente.

Se invece ti è andata male e Mr. Right non è ancora comparso all'orizzonte, inizia a salirti l'ansia, l'orologio biologico rintocca che nemmeno il Big Ben ed ecco che partono tutte le menate della quasi 30enne che si sveglia all'improvviso sentendosi una vecchia zitella che morirà triste e sola in una casa piena di gatti. A quel punto lì inizi a capire che DEVI trovare un uomo, e parti per una ricerca che nemmeno quella del Santo Graal. Alcune volte va bene, ho un'amica carissima che ha trovato l'amore della sua vita proprio dopo numerose delusioni intorno ai 30 anni, altre volte devi cercare e cercare e cercare perché l'infame non vuole farsi trovare.

Ma in realtà volevo parlare oggi di quello che succede dopo, quando hai trovato l'uomo giusto, ti sei indebitata per la casa e per il matrimonio e per il viaggio di nozze. Passa X tempo, variabile per ogni coppia, e si arriva al momento in cui uno dei due, 99,9% dei casi è la donna, solleva l'argomento "E se facessimo un bambino?". Gelo. Panico.
Per me e mio marito in realtà è stato molto naturale, l'anno dopo il matrimonio, un anno prima di quanto avevamo previsto quando ne parlavamo in modo del tutto astratto, pensare di allargare la famiglia. Lasciamo perdere i motivi che ci hanno portati a farlo quasi 4 anni dopo, l'importante è esserci riusciti, Sofia è la nostra vita, la gioia dei nostri occhi e rifarei tutto quello che ho fatto.
Quando tra amiche si inizia a tirare fuori l'argomento figli, si scoperchia un vaso di Pandora che diventa poi impossibile richiudere. Perché in fondo in ognuna di noi scatta ad un certo punto della vita l'istinto materno. Poi ci sono donne che si accorgono di non desiderarlo davvero e allora vivono la loro vita felici e zie :) Ma la stragrande maggioranza un figlio lo vuole. C'è quella che ha paura perché forse lui non è pronto (nemmeno tu sei pronta amica mia, credi a me), quella che è pronta lei pronto lui ma il lavoro non lo permette (difficilmente ci sarà il momento giusto per avere un figlio, inutile aspettare un momento che perfetto non sarà mai per una cosa così), quella che ha paura del parto e del dolore (ripatirei tutto il dolore di quella notte per il primo incontro occhi negli occhi con mia figlia, il dolore non può essere un motivo per non fare un figlio), quella che ha paura di quanto cambierà la sua vita (non puoi neanche immaginare quanto!!!!).

In realtà rispondere alla domanda "Perché avere un figlio?" è una delle cose più difficili da fare, ma oggi ho deciso di provarci. Ecco secondo me 3 motivi per cui vale la pena fare un figlio. 

-Ti rende una persona migliore. Avere un bambino ti stravolge completamente l'esistenza, non solo a livello fisico (anche se quella è la prima cosa che si pensa) ma anche e soprattutto a livello mentale. Quando, dopo aver partorito, riesci ad alzarti e barcollando raggiungi il bagno come se avessi percorso 50 km, ti guardi allo specchio e ti vedi una persona diversa. Dare la vita è qualcosa di inspiegabile a parole, non è semplicemente vedere un bambino, è vedere il TUO bambino, che era dentro di te, che si è nutrito di te per 9 mesi e al quale hai parlato, urlato, cantato e letto libri (sì,io leggevo alla mia pancia,e allora!?). Tu lo/la guardi e tutto cambia, il tuo modo di vedere il mondo, che da quel momento è un posto più bello anche se di questi tempi c'è poco da stare allegri. E ti accorgi che farai qualunque cosa per proteggere tuo figlio se il mondo si farà troppo crudele. Io già prima ero una persona veramente poco egoista ma da quando c'è Sofia ho totalmente perso questa capacità. Non riesco a togliere tempo a lei per concederlo a me, anche se ne avrei bisogno. Non conta il sapere che lei sarà mia per sempre e che abbiamo tutto il tempo del mondo da passare insieme (che poi alla fine chi lo sa di quanto disponiamo in questa vita?!). Quando magari dorme o sono in ufficio, non vederla per qualche ora mi crea un senso di vuoto nel cuore che mi fa aspettare con ansia il momento in cui rivedrò il suo sorriso, l'unica cosa che riesce a cancellare una giornata storta. Quindi avere un bambino ti fa imparare ad essere un po' più paziente, meno incazzosa, meno perfetta. Da quando c'è Sofia la lotta contro la perfezione è la mia sfida quotidiana. Certe volte chiudo gli occhi, fingo di non vedere quel gran casino che è il mio soggiorno e gioco con la mia bambina, mi godo il suo sorriso e la sua risata. Sistemerò dopo (tanto per la vita sociale che faccio, non ci sono molte persone che vengono a vedere in che stato è la mia casa!).

-Ti fa capire cosa conta davvero nella vita. Quando hai un figlio, se hai 50 euro in più li spendi per lui, cose inutili, cose che nemmeno ricorderà di avere avuto. Ma, soprattutto quando sei una mamma che passa poco tempo con il suo bambino e vive di sensi di colpa, ti convinci che riempire la tua assenza di oggetti possa servire a qualcosa. In realtà non è così perché il 90% delle cose che compri per tuo figlio lui non le caga per niente, ma fanno stare meglio te, almeno per qualche ora. Quando arriva un bambino nella tua vita, un sacco di cose diventano poco importanti e, di contro, altre acquistano molta più importanza. Impari che non devi farti rovinare la vita dalle persone invidiose, sei troppo impegnata ad essere felice del tuo piccolo tesoro per ribattere alle persone acide. Impari ad apprezzare ancora di più le persone che ti amano per quella che sei, anche se magari non sarai più presente come prima, parlerai quasi solo di tuo figlio e uscire alla sera diventerà off limits. Impari che gli oggetti sono belli ma sono solo oggetti, mentre il valore di un momento passato al parco con il tuo cucciolo, coccolarsi sul lettone in 3 la domenica mattina, vederlo sgranare gli occhi davanti ad un peluche gigante, quelle sono cose che ti fanno bene al cuore. E che, il più delle volte, non costano niente. Poi se ad una mamma piacevano certe cose, nel mio caso le borse, non è che quando partorisci ti fanno anche una lobotomia; continuano a piacerti, solo finiscono un pò più giù nella lista dei desideri.

-Non guarderai più il tuo uomo con gli stesso occhi. E, cosa altrettanto importante, lui non guarderai più con gli stessi occhi te, dopo che gli avrai regalato la gioia di un figlio e, ai suoi occhi, sarai diventata una super donna. Non raccontiamoci palle, quando si diventa genitori e nella propria silenziosa e tranquilla vita arriva un neonato che ha l'impatto di una bomba atomica, tutte le coppie vacillano. Chi più, chi meno, in base alla propria soglia di sopportazione. All'inizio c'è il fatto che il bambino non dorme più di 4 ore per notte, poi subentra il fatto che magari inizia a dormire ma di giorno diventa impossibile ritagliarsi un momento per stare insieme (e col cavolo che la notte si pensa ad altro...accumulare ore di sonno è fondamentale!!!!). Morale che i nervi si fanno sempre più tesi e le giornate diventano un'unica lunga litigata, magari senza toni accesi, ma il rancore inizia a scavare e bisogna sapere quando fermarsi. Fermatevi e chiedetevi se avete DAVVERO voglia di sprecare energie per litigare con vostro marito su chi ha cambiato più pannolini nell'ultima settimana. Probabilmente la risposta è no. Io l'ho imparato sulla mia pelle, ci sono alcune cose che resto convinta di fare meglio di mio marito, ma considerato il fatto che lui si prende cura di Sofia ogni mattina e quando torno a casa dall'ufficio la bambina ha quasi sempre finito di mangiare, chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo e passo oltre, fregandomene del come e godendomi semplicemente il risultato finale. Poi ci sono alcune cose invece dove è bene chiarirsi. Io ci ho rimuginato per mesi e poi alla fine sono sbottata. Avevo bisogno di un pò di tempo per me, che non fosse quello che passavo in ufficio. Mio marito inizialmente non capiva perché mi lamentassi, poi con calma l'ho fatto ragionare e ha capito di cosa stavo parlando. Certi giorni bisogna rinfrescargli la memoria, ma posso senza dubbio affermare che ho scelto l'uomo migliore con cui fare un figlio. Quando vedo Sofia con che occhi lo guarda ho la certezza che ne è valsa la pena soffrire per arrivare ad avere il nostro piccolo angelo. Non saremmo mai stati così uniti se non fosse arrivata lei a riempirci la vita di ancora più amore.

Ho scritto questo post per te, che sei da mesi in eterno conflitto tra il desiderio di un figlio e di una famiglia e il pensiero del lavoro. Dai retta a me che ci sono passata, non è facile ma si fa. Fino a quando un bambino è solo un'ipotesi astratta ci nascondiamo dietro mille alibi e paure e ci convinciamo di non riuscire ad affrontarlo. Poi quel bambino è lì, dentro di noi, e capisci che devi reagire. Per lui. E scatta l'autoconservazione. Affronti giorno dopo giorno vedendo il cielo che man mano si rischiara, quel piccolo fagiolino diventa sempre più una presenza centrale nella tua vita e il resto finisce un pò sullo sfondo. Te lo dice una che nei 9 mesi di gravidanza ne ha affrontati tanti di momenti complicati sul lavoro, da pensare "Adesso finisce che perdo il bambino con tutto questo stress". E invece sopravvivi, acquisisci forza. Se desideri un figlio, allora vai e insegui il tuo desiderio. Non c'è niente di peggio che vivere con il rimpianto. E chi lo sa meglio di me, che avrebbe potuto rassegnarsi ad una vita senza figli?

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