30 giugno 2016

10.000 VOLTE GRAZIE

A chi ha saputo starmi vicino quando tutto andava male.
A chi sa starmi vicino adesso, senza invidie e gelosie.
A chi trova il tempo di rispondere ad un mio CIAO, e lo fa con il sorriso.
A chi vuole bene a me, ma ama mille volte di più mia figlia.
A chi mi guarda e dice "Io, al posto tuo, non ce la farei mai".
A chi pensa che io sia una buona mamma.
A chi pensa che io sia una pessima mamma.
A chi pensa che io sacrifichi mia figlia per la carriera.
A chi pensa che io lavoro 10 ore al giorno per assicurare il più bel futuro possibile a mia figlia.
A chi mi giudica senza sapere nulla di me.
A chi esprime un'opinione non richiesta e si sente migliore di tutti.
A chi chiedo un'opinione e riesce ad essere sincero senza per forza ferire.
A chi mi sta accanto ogni giorno, sopportando questo carattere impossibile, le mille scenate isteriche, il voler sempre avere l'ultima parola.
A chi mi ha concesso il privilegio di diventare mamma, ti sarò per sempre grata.
A chi ogni giorno si sveglia con me, grazie per continuare a vivere quel caos che è la nostra vita.
A chi ha pianto con me per mesi, davanti a quegli esami che non ci davano scampo.
A chi sorride con me davanti alle facce buffe di Sofia.
A chi si fa venire gli occhi lucidi di emozione quando lei ti abbraccia e ti da un bacio.
A chi sa che darei la vita per le persone che amo.
A chi sa che sono un'amica leale e che se hai bisogno, mi trovi.
A chi legge quello che scrivo per poi sparlare di me.
A chi legge quello che scrivo, si riconosce nelle mie parole e si sente capita.
A chi mi ha seguito fin dall'inizio.
A chi ha iniziato a seguirmi solo da poco.
A chi non si degna di leggere una parola ma pensa di sapere tutto di me.
A te, che sei arrivato fino in fondo a questa pagina...

A te dico grazie, per ogni volta che hai usato qualche minuto del tuo tempo per leggere un mio post. Alcune volte avrai riso, altre volte avrai chiuso la pagina pensando di aver perso tempo, altre volte ancora ti sarai fermata a pensare che quella cosa la stavi vivendo anche tu. Il blog è arrivato a 10.000 visite. Il merito è anche tuo.



Grazie di cuore.

28 giugno 2016

QUANDO CAPISCI CHE DEVI METTERE IL PUNTO

Ho iniziato io. Sono stata io la prima.
Quando non riuscivo a restare incinta e vedevo le mie amiche postare orgogliose le foto dei loro pargoli, mi dicevo che, se mai fosse capitato anche a me, non avrei fatto lo stesso. Avrei tenuto mio figlio/a lontano dai social. Poi è arrivata Sofia e niente, ho perso la testa.
La guardavo ed era così bella, così perfetta, e io così orgogliosa, che volevo urlare al mondo quanto ero felice. Finalmente felice, finalmente ero una mamma.

E così è iniziato il tutto. Ho iniziato a postare foto di Sofia su Facebook (non mi piace Twitter, non ho un profilo Instagram, quindi usavo solo Fb), raccontando in maniera dettagliata i suoi progressi, la sua vita. E la mia vita con lei. Mi piacevano i commenti su quanto fosse bella, mi facevano sentire una brava mamma (come se il fatto che mia figlia fosse bella dipendesse esclusivamente da me!).

Poi però, non so dire con esattezza quando, ho iniziato a guardare Fb da un'angolatura diversa. E mi sono accorta che tante cose che prima mi piacevano, iniziavano a infastidirmi. Non sono una stupida quindi ho sempre saputo che Facebook è sostanzialmente una vetrina dove mettiamo in mostra i nostri punti forti, nascondiamo i nostri difetti e spesso "abbelliamo" la nostra vita per farci apprezzare dagli altri. Perché tutti, chi più chi meno, vivono e dipendono dall'approvazione della gente e dal loro giudizio. Così quando compriamo casa postiamo i nuovi mobili, quando ci sposiamo creiamo un album per mostrare al mondo la nostra felicità. E quando facciamo un bambino lo diamo in pasto al mondo social. Per farci apprezzare tramite lui/lei. Ho capito che non mi andava più. Che dovevo mettere un punto.

Così ho deciso di allontanarmi da Facebook, di non postare più foto di Sofia. Io sono una che le fotografie le fa ancora con la macchina fotografica, che impiega tempo per scattare la foto perfetta, perché poi vuole stamparla. Non sono una di quelle che scatta foto con il cellulare semplicemente per poi darle in pasto al mondo social in tempo zero. Nessun giudizio a riguardo, semplicemente non sono io. Quando faccio una foto dico "Che bella, non vedo l'ora di stamparla e incorniciarla", non "Che bella, vediamo quanti like ottengo". Mi sono accorta che dell'approvazione degli altri non mi interessa davvero, che non ho bisogno che la gente mi dica che mia figlia è bella, che sappia dove sono e cosa faccio in ogni momento di ogni giorno. 


Anche perché da quando sono diventata mamma mi sono accorta che, non so se è un istinto naturale o una cosa voluta, ma si scatena quasi una gara tra le mamme. Il figlio più bello, più bravo, più glamour. Ecco, io mi chiamo fuori. E' già un miracolo se riesco a stare con mia figlia tra il lavoro e tutto il resto, figurati se ho voglia di perdere tempo a stare a pensare a quella che compra per il figlio neonato delle scarpe da 200 euro. Può, sta bene a lei, brava. Il mio pensiero si chiude lì, vado oltre e continuo a vivere.

Lo stesso per quanto riguarda certe persone che conosco, senza figli. Ne parlavo giusto ieri con Dany. Certe volte vedo che postano foto di posti fighissimi, quel genere di cose che per me con Sofia che va a dormire prima delle galline (ieri sera erano le 19.47, ho chiuso le persiane alle 20.35 e le galline erano ancora fuori che se la raccontavano!) sono impensabili. Al momento, di pancia, mi scatta un pò di invidia per tutto quello che, è innegabile, ad oggi non mi è più possibile fare. Poi però mi fermo, grazie al cielo sono una che il cervello lo fa funzionare (pure troppo a volte!), e mi dico: Sara, ma sinceramente, prima di Sofia tu facevi quelle cose? E la risposta che mi do è sempre e solo NO. Io e Dany non siamo mai stati una coppia che usciva e andava a ballare. Andavamo al cinema, a cena fuori, a mangiare un gelato, qualche concerto e stop. Ah sì, e viaggiavano. Insomma, tutte cose che quando Sofia sarà un pò più grande potremo riuscire a fare senza quell'ansia che, è innegabile, ci prende ogni volta che vogliamo muoverci con lei. Perché alla fine quello che dovrebbe essere un momento di tranquillità diventa un film di alta tensione. Ieri per esempio siamo andati a pranzo al Mc Donald's, Sofia non aveva dormito alla mattina e si è addormentata in macchina. Quelli sono stati i 40 minuti di pranzo più rilassanti che ho fatto nelle ultime 2 settimane. Questo per dire che quello che mi manca veramente non è la libertà, ma l'idea della libertà. Sofia non sta togliendo nulla alla mia vita anzi, la arricchisce ogni giorno.

Quindi credo sia giusto che ognuno faccia quello che meglio crede, con o senza figli che sia. Ad oggi la mia decisione è quella di ridurre la mia presenza su Facebook, mi sembra la scelta più giusta, magari domani ci ripenserò. Il mio account resta lì, continuerò ad avere attivi i messaggi di posta quindi se a qualcuno manco, sa dove trovarmi. Alle persone con le quali avevo voglia di restare in contatto direttamente e delle quali non avevo ancora il numero mi sono affrettata a chiederlo. Per il resto ringrazio tutti per ogni cosa che mi avete scritto o detto, bella o brutta che fosse, direttamente o indirettamente.
Continuerò a scrivere sul mio blog, perché la vita va avanti nonostante e soprattutto senza Facebook. Un grande abbraccio, a presto.

22 giugno 2016

LE COSE CHE DAVI PER SCONTATE PRIMA DI AVERE UN FIGLIO

Sabato sera scorso abbiamo lasciato Sofia a dormire dai nonni perché la domenica mattina saremmo dovuti uscire presto. A parte il fatto che quando sono in macchina con mio marito senza Sofia, lei mi manca. Mi manca sapere che non è dietro che balla sul seggiolino, che si dimena ascoltando le canzoni di Masha e Orso. Quando manca Sofia c'è sempre troppo silenzio, che molto spesso io e Dany facciamo fatica a rompere. Perché non siamo più abituati a parlare senza essere interrotti, senza dover dire "Sofia no, Sofia attenta", parlare ma fare fatica a seguire davvero un discorso perché con gli occhi e una parte di cervello stiamo cercando di evitare che nostra figlia combini qualche guaio.

Così quando siamo arrivati a casa, una casa silenziosa, senza giocattoli ovunque e Peppa Pig in sottofondo, mi sono messa a pensare a quante cose davamo per scontate prima di avere un figlio. Ed è incredibile rendersi conto del fatto che sono cose apparentemente stupide, che senza un figlio fai in maniera meccanica. Poi da un giorno all'altro ti vengono sottratte, e ti mancano come l'aria.

La prima, che sembra la più banale ma che è anche quella che sono certa "pesa" di più, soprattutto alle mamme, è il non poter più andare in bagno con la porta chiusa. Oddio, certo che potete, se volete un nanetto da 85 cm che picchia coi suoi piccoli pugnetti sudici sulla porta urlando come se ne andasse della sua vita "Mamma, maaaaammmma, maaaaaaaaammmmmmmmaaaaaaaaa!!!!!!!!!". Sfido chi riesce ad emettere un solo goccio di pipì in simili condizioni (per non parlare di altro). Quindi, per ovviare a tale problema, lasciate la porta aperta. E' l'inizio della fine. Voi siete sul water e avete sto marmocchio che vi gira in mezzo alle gambe, tocca tutto, apre e chiude i cassetti del fasciatoio, tocca la carta igienica, caccia la sua faccia nel buco della tazza dove voi avete la vostra "ehm ci siamo capite", per vedere cosa state facendo (Sofia è in questa fase, deve accertarsi che io non pisci Mini Pony), vuole mettersi in bocca la gabbietta profuma wc. In pratica smettete di bere per evitare di dover andare in bagno. Io aggiro il problema andando in bagno in ufficio. E' l'unico bagno in cui posso sedermi e tirare un sospiro di sollievo. Ah, dimenticavo di dire che ovviamente è assolutamente impossibile sfogliare riviste, controllare Facebook, mandare un wapp. Niente di tutto questo. Perché tutto ciò che è in mano a voi, diventa loro.



Se il problema del bagno si concretizzerà solo quando i bambini riusciranno a gattonare ma soprattutto quando cammineranno e MAMMA sarà la loro parola preferita (giusto quelle 35687 volte al giorno), quello del tempo per la doccia è un qualcosa di più immediato. Non importa se il vostro batuffolo dorme 20 ore al giorno o, viceversa, non c'è verso di farlo crollare durante il giorno. Da quando avrete un figlio, la doccia non sarà più un piacere, ma una pratica da sbrigare il più in fretta possibile. Perché metti che non sentite il bambino che si sveglia e piange (non mi risulti che di pianto sia mai morto nessuno...ma non vorreste certo essere voi a contraddire le statistiche, giusto!?), metti che si sveglia, scende dal lettino (cosa che non ha mai fatto...ma non vorreste certo che fosse la sua prima volta, giusto!?) e vaga per casa dove sicuramente ci sarà un pericolo mortale. Sì, noi mamme siamo catastrofiche, vediamo pericoli ovunque. Quindi fare la doccia quando il bambino dorme equivale a spegnere l'acqua ogni 20 secondi per sentire l'eventuale pianto, usare un prodotto tutto in uno per risparmiare tempo e ovviamente il balsamo sotto la doccia per evitare lo scazzo della crema corpo (vuoi mettere avere quei 2 minuti risparmiati per...per fare niente, alla fin fine. Anzi no, per dare una pulita al bagno già che ci siete!). Poi uscite dopo aver fatto la doccia e scoprite che lui/lei dorme ancora. E voi avete i nervi più tesi che un violino.

Poi c'è l'aspetto Hobby. Per una mamma è una parola che non esiste più nel vocabolario, almeno per i primi anni di vita dei pargoli. In questo momento della mia vita i miei Hobby sono colorare disegni che Sofia sistematicamente pasticcia, fare palline con il Didò che Sofia vuole che io mi appiccichi addosso sfidando la forza di gravità, passare ore seduta nella casetta sul terrazzo facendomi venire l'artrosi e sorseggiando finto caffé da tazzine di plastica. E, nel mio caso, tutto ciò dopo una giornata di lavoro passata a gestire clienti, fornitori,banche e dipendenti con pretese assurde. Poi ditemi voi se una non va fuori di testa!



Prima, anche quando ero incinta per dire, tornavo a casa, facevo una doccia vera, ossia di almeno 10 minuti, con tanto di scrub, bagnoschiuma, shampoo, balsamo, maschera viso, poi mi mettevo sul divano e leggevo. Leggevo pagine e pagine senza venire interrotta e senza interrompermi. Adesso, dopo la doccia sopra descritta (quando riesco, sia chiaro!), gioco con Sofia, cercando di concentrarmi solo su di lei, nonostante il suo concetto di gioco non è esattamente qualcosa di coinvolgente. In pratica lei da ordini e tu devi eseguire. Fine del gioco. Quando poi la metto a letto ci sono due strade. L'opzione A prevede che faccia 100 addominali e 20 minuti di cyclette (cosa che faccio quasi tutte le sere devo dire). L'opzione B è fanculo tutto (tanto la pancetta è sempre lì), svengo sul divano. Apro il Kindle e leggo 2 pagine al massimo (sono abbastanza convinta di star leggendo le stesse pagine da tipo 3 settimane), prima di addormentarmi. Poi certo, se una non lavora il tempo per sé stessa aumenta, se i bambini fanno il sonnellino (e quando sono molto piccoli dormono quasi sempre). Nel mio caso questo è quello che passa il convento e per quanto io mi sforzi di trovare del tempo, non c'è. Punto.


Piccola considerazione finale. Ci sono bambini e bambini. Bambini più tranquilli, che giocano anche da soli, dove li metti stanno, e ti permettono di fare certe cose (sfido a trovarne uno che vi permetta di leggere in pace comunque). E poi ci sono bambini come la mia Sofia, che quando ci sei non ti mollano un attimo, vogliono giocare per tutto il tempo che sono svegli, non si fermano mai, come l'orsetto della Duracell. Sofia mi ha insegnato a non dare niente per scontato, quando hai un momento che puoi prenderti dovresti prendertelo senza troppi sensi di colpa, perché potresti non averne più per taaaaaanto tempo. La verità però è che quando diventi genitore, non riesci più a vivere in nessun'altra dimensione. Sia che tuo figlio dorma nella stanza accanto o non sia in casa, una parte del tuo cuore è sempre lì, il tuo pensiero sempre a lui. Giusto o sbagliato, io non riesco ad essere mamma in nessun altro modo se non questo. 100% del mio tempo a Sofia. Priorità assoluta.

16 giugno 2016

E TU, E NOI, E LEI (SOFIA) TRA NOI

Quando aspetti un bambino il dopo, ossia quello che succederà una volta che lui/lei sarà fuori dalla tua pancia, è un qualcosa che immagini utilizzando un paio di lenti rosa. Ti immagini protagonista di quelle pubblicità in cui l'allegra famigliola fa cose divertentissime, sempre con il sorriso.

Vi siete mai chiesti perché nelle pubblicità non appaiono mai famiglie con bambini di 1 settimana o di un mese? Io sì. E la risposta è che l'immagine che dovrebbero dare sarebbe quella di una coppia sull'orlo di una crisi di nervi in ostaggio di un cosino cagante e urlante che monopolizza ogni secondo di ogni giorno della loro vita. Perché alla fine la verità è questa. Tu puoi essere la persona più distaccata e meno apatica dell'universo, ma quando diventi mamma non c'è più niente da fare, per forza di cose tu smetti di esistere. Tu, il tuo bisogno di farti una doccia, di leggere un libro in santa pace sul divano, di andare in bagno chiudendo la porta, di mangiare qualcosa stando seduta. Diritti inalienabili che all'improvviso non hai più. E la cosa più assurda è che all'inizio sei anche CONTENTA di tutto ciò.

Poi le settimane diventano mesi, gli ormoni iniziano a diminuire e tac, le lenti rosa con le quali fino a quel momento guardavi il mondo e il tuo cucciolo/a spariscono. E a quel punto cosa fai? Te la prendi con la piccola innocente creatura sangue del tuo sangue amore di mamma bla bla bla? Ovviamente no. Ti guardi attorno ed eccolo lì, il capro espiatorio perfetto. Tuo marito/compagno. Mai abbastanza bravo a cambiare il pannolino, mai abbastanza creativo nel cercare di convincere il nano a mangiare, mai abbastanza intonato per cantare la ninna nanna che vi concederebbe un'ora di agognato riposo. Inutile che lo neghiate, quando arriva un figlio, ogni pretesto è buono per litigare con la vostra dolce metà. Dentro di te lo sai che alla fine ti stai comportando da stronza, che quel dannato pannolino va benissimo anche messo così, ma devi avere l'ultima parola. In quel momento in cui tu non esisti più, in cui tuo figlio è il sovrano indiscusso della tua vita, hai un disperato bisogno di sentirti potente. E quale modo migliore se non imbastire un cazziatone di 25 minuti a tuo marito sul fatto che la crema devi metterla così, non troppa e non troppo poca, poi il pannolino chiuso così, lì dove c'è la stellina, non troppo stretto se no stringe e non troppo largo se no esce tutto?

Io l'ho fatto, lo confesso. E certe volte lo faccio ancora, anche adesso che Sofia ha 18 mesi. E non perché mio marito sia un padre incapace. Tutt'altro. Perché certe volte mi estranio e lo guardo con lei, vedo cosa fa ogni mattina in cui la tiene mentre io vado in ufficio. Gioca con lei, le fa fare il riposino, la cambia, la fa mangiare. E vi assicuro che Sofia non è una bambina così collaborativa che le fai fare tutto quello che vuoi. Lui ha pazienza, le sta dietro, fa quello che faccio io o fa la nonna, completamente sostituibile a me. Di questo ne ho la piena consapevolezza e so benissimo che se lui non avesse accettato di accudire Sofia per mezza giornata (ne conosco di padri che certe cose assolutamente mai) l'avremmo dovuta mandare al nido. So quanto è pesante psicologicamente stare con lei alla mattina e poi andare a lavorare fino a tarda sera. So tutto questo e anche per questo lo amo. Ma questo non mi vieta di essere spesso una grandissima stronza con lui, criticandolo per come fa il padre. Perché in ufficio mi hanno fatto arrabbiare, perché ci sono le tasse da pagare o perché alla Conad era finito il Magnum Classic. Vorrei essere più serena, più tranquilla, meno isterica. Lo vorrei tantissimo, perché sono consapevole che non abbiamo mai bisticciato tanto come da quando è arrivata Sofia a travolgere la nostra vita come un uragano.


Sempre insieme. #noi3forever

Vorrei avere più tempo per respirare, per pensare, invece di essere tutta istinto e sfogarmi con lui. Vero che il matrimonio un pò è anche questo, avere accanto una persona che sia in grado di accogliere, ammortizzare e scomporre le tue ansie, ridonandoti serenità. Noi due insieme eravamo un team perfetto, sempre sulla stessa lunghezza d'onda. Avevamo il nostro tempo, i nostri interessi. Da quando è arrivata Sofia ho spesso la sensazione che la nostra squadra giochi solo in funzione sua, per soddisfare i suoi bisogni, ad oggi ancora assolutamente primari e fondamentali. Il che è giusto e legittimo, non rinnego il mio ruolo di genitore e sono perfettamente consapevole che quando saremmo stati in 3 tutto sarebbe cambiato. Solo non pensavo che ci avrebbe cambiato così profondamente. Perché se come donna sento di essere cambiata 6, come moglie sento di essere cambiata 15. Sento sulle spalle il peso della responsabilità di un figlio, mi manca la spensieratezza di prima, il tempo solo nostro che non andata "rubato" con la forza alle 23 di un martedì sera dopo 10 ore di lavoro e 17 ore di Sofia. Il tempo che prima era un piacere avere adesso è diventato un tempo imposto da trovare, per continuare ad essere coppia e non semplicemente due che hanno un figlio.

Sofia tra noi è una presenza costante, anche quando non è fisicamente presente sappiamo che c'è e che ci sarà sempre. L'unica cosa che mi fa stringere i denti è sapere che questo suo bisogno di dipendenza da noi non durerà per sempre, che torneremo ad essere una coppia con orari più umani, con spazi sacrosanti. Abbiamo disperatamente desiderato essere genitori, sfidando il destino e la scienza. So di poter parlare anche per mio marito quando dico che Sofia è la cosa migliore che potesse capitarci e che non c'è niente di troppo faticoso o difficile da affrontare se il prezzo è avere lei nella nostra vita. Sofia ha confermato quello che già sapevamo. Che 12 anni fa dovevamo incontrarci, che dovevamo sceglierci, che dovevamo innamorarci e costruire la nostra vita insieme. La nostra incasinata, complicata, meravigliosa vita in 3. Quello che stiamo vivendo è il nostro presente, ma se guardo avanti lo vedo, il nostro futuro è là. Con nostra figlia, come marito e moglie che continueranno a litigare sulle sue mollettine dei capelli, sui piatti nella lavastoviglie, sulle scarpe all'ingresso. Forse non ero pronta a quello che sarebbe successo con la nascita di Sofia, certe volte mi chiedo se sia stata davvero la scelta giusta per due come noi fare entrare una terza persona nella nostra coppia. Poi la guardo, li guardo, mio marito e mia figlia, e la risposta è lì davanti ai miei occhi. Non potevamo fare scelta migliore.





6 giugno 2016

LASCIARSI MA NON PERDERSI

Quando ho iniziato a scrivere questo post pensavo di parlare di come è cambiata la mia vita di coppia da quando c'è Sofia. A quanto io e Daniele litighiamo come mai abbiamo fatto nei 12 anni della nostra storia, a causa del tempo che non abbiamo più, dei nostri ritmi folli di lavoro.
Io sono una a cui piace litigare. Ne ho proprio bisogno. Ho bisogno del confronto, di urlare, di piangere...e di avere l'ultima parola, aggiungerebbe mio marito. Tutto vero.

Io non sono mai stata una con tante amiche, nemmeno quando ero una ragazzina, sono sempre stata abbastanza solitaria, anche avere un blog credo sia sintomo di questa mia difficoltà di relazionarmi con il mondo esterno. Mettere per iscritto le cose mi permette di riflettere di più. Infatti io quando scrivo risolvo molte più cose di quando devo affrontare una discussione faccia a faccia. Perché sono troppo emotiva. Spesso mi accorgo che vorrei di più da certe mie amicizie e allora vado e mi prendo quello che voglio, scrivo, rompo le scatole, cerco lo scambio, il confronto. Se mi manchi te lo dico. Quando non faccio il primo passo significa che non mi importa poi molto, che di quella persona posso fare a meno. Questo è il motivo per cui sulla mia lista chat di whatsapp ho solo 4 contatti (e mio marito non c'è, ma noi siamo della vecchia scuola, ci scriviamo gli sms). Scrivo a queste persone alcune volte 1367 messaggi al giorno, altre volte stiamo 2 giorni senza sentirci, in ogni caso siamo in contatto costante, per me sono le mie sorelle di cuore, le zie di Sofia, quelle che hanno sempre un pensiero per lei. Con loro mi confronto, le ascolto, qualche volta litigo.



Nella mia vita ho litigato tanto, perdonato tanto, dimenticato poco. Sarà che è una caratteristica del mio segno, il Cancro, vivere nel passato, non riuscire mai a staccarsi veramente da quello che è accaduto. Sono fatta così. Anche nei confronti di persone con le quali non ho più un vero rapporto, ma che hanno fatto parte della mia vita, una parte di me continua a volerle bene. Per esempio, c'è una persona con la quale ho condiviso due terzi della mia vita, scuole, primi amori, weekend, segreti. Insieme ne abbiamo passate tante, il genere di amicizia che pensi durerà per sempre. Invece è finita. Perché? Non so rispondere davvero a questa domanda. Da un pò di tempo ci eravamo allontanate, avevamo fatto scelte di vita diverse ma continuavamo a trascinare questo rapporto forse più perché credevamo fosse giusto così, in nome "dei bei tempi andati". E un giorno, per un insieme di incomprensioni, abbiamo litigato, o semplicemente abbiamo trovato il pretesto per dire basta. Da allora non ci siamo più viste. Ma abbiamo continuato a guardarci a distanza, mi piace pensare che in parte continuiamo a prenderci cura l'una dell'altra. Entrambe siamo diventate mamme. Ci facciamo ancora gli auguri di compleanno e ogni tanto ci scriviamo, come stai, come sta la bambina. Qualche mese fa ha perso una persona alla quale teneva moltissimo, che io conoscevo bene, che ci aveva visto crescere, sempre insieme. Il giorno in cui se ne è andata, lei mi ha scritto. Ha scritto A ME. In quel momento di dolore mi è sembrato di essere tornate vicine come un tempo, forse vicine come non eravamo riuscite ad essere mai. Anni dopo l'ultimo abbraccio ho sentito i nostri cuori che si toccavano. Mi sono chiesta spesso se forse avrei dovuto fare di più, spingermi oltre ai messaggi su whatsapp (perché nonostante tutto il numero l'una dell'altra lo abbiamo ancora lì, tra i contatti) ma sono sicura che in quel momento è stata la cosa giusta da fare. Non poteva essere quello il pretesto per ritrovarsi dopo anni di silenzio. Ma quello che abbiamo fatto e quello che ci siamo dette mi ha fatto capire che ci siamo lasciate ma non ci siamo perse. Perché alla fine certi rapporti sono così, come un elastico, hanno bisogno di momenti di lontananza per tornare a rivivere. Poi magari si continuano a percorrere due strade parallele, che non torneranno mai più ad intersecarsi, ma ci si continuerà a guardare a vista, felici dei traguardi dell'altra, con il cuore triste nei momenti difficili. Il tempo forse ci darà una risposta. Quello che io so è che quando vedo lei con la sua bambina sulla foto profilo di whatsapp non riesco a non pensare "Sono proprio contenta per lei". Nonostante quello che è successo. Perché io sono così, non dimentico mai.

Questo post doveva parlare di tutt'altro. Ma va bene così. Oggi ho pensato parecchio all'amicizia, quella di cuore, quella che ti fa essere una persona migliore. Questo post è per voi, sapete chi siete che rendete la mia vita più bella. Vi voglio bene, vicine o lontane non importa, siete nel mio cuore, esiste un posto più vicino di quello?





19 maggio 2016

MA IL SECONDO QUANDO LO FAI !?

Una delle peggiori categorie di mamme che esistono sono quelle che decidono di fare più figli in serie e poi cercano di convincere te che stai sbagliando a non seguire il loro luminoso esempio.

Io sono sempre stata circondata da mamme che vedono le cose in maniera diversa da me. E, di conseguenza, sono sempre stata quella "diversa", quella che si deve giustificare perché fa certe cose, prende certe decisioni. Dalla scelta di lavorare fino all'ultimo nonostante la PMA, nonostante il distacco, al rientro in ufficio senza godermi la maternità (che poi di rientro si può davvero parlare? E' durata meno di una settimana di vacanza la mia assenza dal lavoro, con la differenza che in quei giorni ho partorito una piccola maialina!).

E adesso, essendo che agli occhi del mondo Sofia è abbastanza "grande", partono i discorsi su quando farò un altro figlio. Questi discorsi non partono mai da me, io non amo intavolare discorsi su questi argomenti, così come non sono una che chiede mai ad una donna senza figli cosa aspetta a farne uno. Sarà che troppa gente ignorante faceva queste domande a me non immaginando nemmeno lontanamente la battaglia che stavo combattendo. Siccome io lo so, non chiedo. La sterilità è un dolore che ogni donna affronta a suo modo. E nella maggior parte dei casi non si ama sbandierarla. Quindi nel dubbio di avere di fronte a me una donna che desidererebbe disperatamente un figlio ma non riesce ad averlo, non faccio domande. Io non sono altrettanto fortunata da conoscere mamme così "sensibili". Che poi sono abbastanza sicura che sia una domanda buttata lì per fare conversazione, alla pari di "Hai già prenotato le ferie?".

Ma, ve lo assicuro, la risposta non è così scontata nè facile, perché entrano in gioco tutta una serie di variabili. La prima, fondamentale, indipendente dalla mia volontà, è l'avere a che fare con un problema alla base. Io e mio marito sappiamo benissimo che se e quando decideremo di avere un secondo bambino, per noi la strada naturale è preclusa. Poi mai dire mai in assoluto, ma le probabilità sono contro di noi e, per quanto mi riguarda, sono abbastanza serena a riguardo. Lo so, è una parte di me, ho metabolizzato la cosa, so che probabilmente non sarò mai la donna che concepisce un figlio in vacanza. Ma va bene così. Quindi decidere di avere un secondo figlio significa contattare il Fertility Center dove abbiamo fatto la PMA e dove abbiamo 2 embrioni crioconservati, fissare una visita, fare (io) tutta una serie di esami e poi, una volta avuto gli esiti, si può partire. Pinguino a disposizione, monitoraggio di accrescimento dell'endometrio e, al momento giusto tac, pronti per l'impianto dell'embrione e poi solite dita incrociate e beta dopo 14 giorni.
Se ci penso adesso è un desiderio che non riesco ad avere. Non riesco a pensarmi in questo momento di nuovo con la pancia, Sofia che non ha nemmeno due anni ed è ancora così dipendente e bisognosa di attenzioni, io sempre presa con il lavoro, lei che ad oggi è la mia priorità. Quando mi ripenso incinta un pò mi manca quella sensazione, credo sia stato il momento in cui più mi sono sentita bene nel mio corpo, ma non basta un pò di nostalgia per fare un altro figlio (anche se molti fanno figli per motivi ancora più banali!).

Io e Sofia, la nostra vita sempre insieme!

Quindi per adesso la risposta alla domanda "Ma il secondo quando lo fai !?" è "Magari anche mai". Primo, perché potrebbe essere una possibilità che non manco di ricordare a me stessa. Sofia è stata un miracolo che avremmo potuto non avere la fortuna di vedere realizzato, un secondo figlio è molto più di quanto potrei sperare. Secondo, perché non è il momento giusto. In questi anni, da quando abbiamo iniziato a provare ad avere un bambino, io e mio marito non abbiamo fatto altro che tirare la cinghia, correre a mille all'ora, sul lavoro e nella vita. Credo sia arrivato il momento, adesso che un pò di cose stanno per sistemarsi, di concederci un pò di riposo a livello mentale. Poi magari tra sei mesi sarò qui a contare i giorni per andare a riprendere il pinguino. Ma, oggi, penso a mia figlia, a mio marito, alle cose che vogliamo fare insieme e mi sento realizzata così.

In parte ammiro quelle donne che decidono di fare figli in serie, a breve distanza uno dall'altro, un pò per scelta e un pò per caso. Ma io non sono così. Cioè, caratterialmente non sono fatta per iniziare una cosa se prima non ho chiuso l'altra. Vero che una volta che hai un figlio non sarà mai un qualcosa che si chiude dopo un certo periodo. Ma, come dice chi c'è passato, l'amore si moltiplica. E ci credo. Ma in questo momento con Sofia sento di essere ancora nel vivo della nostra storia d'amore, abbiamo bisogno una dell'altra, per tutto il tempo che abbiamo a disposizione voglio stare con lei (e lei con me, ma questo è abbastanza scontato!). Un altro figlio costringerebbe me a dividermi e per ora non mi va. Con il lavoro che ho, le ore contate che ho, avere un secondo figlio adesso sarebbe una scelta irresponsabile. Quando Sofia sarà più grande, forse, chissà, magari ci daremo una seconda chance di sfidare la sorte. Ma per ora va bene così, siamo in credito con la fortuna e non manco di ricordarmene.

Credo che una donna debba decidere di provare ad avere un figlio quando sente dentro di sé che è il momento giusto, non per l'età, perché è rimasta l'unica a non aver ancora allargato la famiglia, perché magari ci sono problemi e perdo altro tempo. Ci sono donne che farebbero tre,quattro,cinque figli e la mancanza di libertà, i sacrifici e la vita sottosopra non le spaventa ma anzi si sentono nella loro dimensione ideale. Ci sono donne invece che hanno un solo figlio e sono completamente travolte e coinvolte da lui, incapaci di riportare in asse la loro vita perché quel +1 è diventato il centro di tutto il loro mondo. Ecco, io sono questo tipo di donna oggi, giusto o sbagliato che sia. Sono una donna che ama così totalmente sua figlia da non poter pensare di avere un altro figlio da amare quanto lei.

Quindi la prossima volta che vi viene da chiedervi perché non faccio un secondo figlio, ecco la risposta. Perché amo troppo la prima.

10 maggio 2016

ESSERE MAMMA

Un'altra festa della mamma è arrivata. E come sempre veniamo inondati da messaggi buonisti che dipingono la mamma come quell'essere mitologico, divino e perfetto che ti fa venire complessi di inferiorità in meno di 10 secondi.
Sì, perché la mamma della pubblicità NON LAVORA fuori casa, o altrimenti lavora ma bada bene dal farsi scoprire. Fa dei lavori misteriosi che comunque le permettono di non perdersi nessun momento della vita di suo figlio. E' sempre sorridente, fresca di parrucchiere, con vestiti stirati e tacchi alti. Sì, anche con bambini di 2 anni che dovrebbero correre ovunque (perché questo fanno i bambini veri!) lei cammina con estrema calma e i bimbi le vanno dietro pacifici.

TUTTE BALLE!!!!! Se la pubblicità e la tv e internet smettessero di dare questa immagine delle mamme, forse saremmo meno prese male quando per l'ennesima volta arriviamo trafelate a casa e troviamo che nostro figlio si è già addormentato, pizza surgelata e piadina sono diventate il nostro menù settimanale o non ricordiamo più l'ultima volta che abbiamo fatto l'amore con nostro marito.
A me piace confrontarmi con le altre mamme, mi piace capire come la vita di altre donne che hanno figli sia cambiata da quando hanno il loro personale +1,+2 o +3.

C. per esempio, mamma di due bimbe, dice "Prima, quando avevo dieci euro, le spendevo per me. Adesso penso prima a loro e poi forse vengo io. E' sbagliata questa cosa, lo so,ogni tanto egoisticamente dovrei pensare a me stessa ma non ne sono capace. Prima se avevo dieci minuti di tempo dopo il lavoro me ne andavo a casa a rilassarmi sul mio divano e ascoltare la musica e leggere un bel libro; adesso il divano é occupato da mia figlia e la tv è sempre sintonizzata su canali dove ci sono cartoni, ormai so a memoria tutte le puntate di peppa delle winx e via dicendo!!! La cosa più sconvolgente è che prima avevo energia da vendere, adesso arrivo alla sera che sono stravolta. Prima non avevo paura di niente, non pensavo a cose brutte; da quando è nata M. 6 anni fa sono diventata ansiosa e adesso che c'è anche A. la mia ansia é raddoppiata. Certo che posso solo ringraziare Dio che ho due belle bambine sani e forti e che mi danno tanta gioia anche se sono più stanca ma vederle serene e felici mi ripaga di tutto!!! Devo dire che io me le sto godendo molto le mie bambine e cerco di non perdere occasioni per vivere bei momenti con loro ci sono momenti che non ritornano più".

L., un bimbo, dice che "La vita è cambiata tanto, le notti in bianco per qualsiasi cosa le fa una mamma, i pianti per una banale caduta e le preoccupazioni per tutto, per il futuro per la sua salute, è tutto bello e magico soprattutto quando crescono un pochino e ogni loro disegno è per la mamma, tutta la loro vita gira intorno alla loro mamma!!!!La mia vita è cambiata tanto ma questo tanto viene ricompensato dal tuo bambino che ogni sera ti accoglie dopo una giornata di lavoro con un sorriso e un abbraccio".

Anche F., mamma di due bimbi, dice "Tutto è cambiato. Le priorità, le scelte, i pensieri...la vita di tutti i giorni!Una fatica immensa. Sia fisica, soprattutto con le notti insonni, ma anche di testa! Mille pensieri e mille preoccupazioni! La paura di sbagliare e di non essere all'altezza! Non aver più tempo per sé, non uscire più. Ma ne vale la pena! Ne vale davvero la pena! Ora mi sento realizzata! Quando ti guardano con quegli occhioni e ti chiamano mamma....dimentichi tutto! La fatica, le notti insonni, le doccia di 5 minuti...Tutto! Diventare mamma è la cosa più bella del mondo! Ti incasina la vita ma te la rende meravigliosa!".

G., mamma di un bimbo, dice che "Con la nascita di J. è cambiato tutto quanto!!! È difficile forse da spiegare ma tu che sei mamma potrai capire meglio: quando diventi genitori e soprattutto mamma, cambia proprio il modo di porsi rispetto al "mondo"...il tu/io non esiste più, esiste soltanto e unicamente il noi (mamma e bambino) se non addirittura  solo il lei/lui. Anche i bisogni più basilari come il lavarsi o il mangiare non hanno all'inizio più questa grande importanza...tutto gira intorno al neonato! Non so tu ma io penso di aver fatto forse  4/5 docce decenti da quando è nato il mio nano! Personalmente sono diventata più paziente (con lui) e impaziente verso le cose a mio avviso futili e inutili e soprattutto sono sicuramente più felice...quella felicità che solo un bimbo può darti!!Hai presente quando si addormenta su di te e tu magari hai un braccio che non senti più dal dolore ma l'unica cosa che provi è felicità e amore per il momento magico che stai vivendo? Ecco io sono così!". Ognuna di noi ha i suoi momenti magici della giornata coi propri bimbi. Per me è la sera, quando faccio addormentare Sofia. Lei mi prende con la manina dietro il collo e mi avvicina la faccia alla sua. Poi chiude gli occhi e resta lì, rilassandosi e godendosi il contatto guancia a guancia con la sua mamma. E in quel momento lì mi si ammorbidisce il cuore. Nonostante io mi senta una madre mancante sotto tanti aspetti, in quel momento sento di proteggere mia figlia e di farla felice.

Il mio capolavoro. La mia gioia. La mia vita.


Infatti una delle caratteristiche che accomuna bene o male tutte le mamme è quella di non sentirsi all'altezza degli standard che i media ci propinano. E così nonostante badiamo ai nostri figli, alla casa, abbiamo magari anche un lavoro che ci tiene occupate tutto il giorno fuori casa, ecco che non ci sentiamo mai abbastanza. Cerchiamo di arrivare dappertutto, e alla fine quello che ci manca è il tempo per noi stesse. Io ci sono giorni in cui mi sento mancare l'aria, vorrei semplicemente chiudermi in bagno e urlare dal tanto che mi sento sopraffatta. Ma poi mi ricompongo, ingoio l'ennesimo rospo e vado avanti. Fino al prossimo momento down.

Infatti come dice E., una bimba e un lavoro fuori casa "Come sono cambiata? Me la prendo di meno per certi atteggiamenti altrui. Io che esamino sempre tutto di come vengo trattata, o di come io tratto gli altri, adesso lascio molto più correre. La vita è una, mi godo le cose belle e del resto sto cercando di sbattermene. Non è che ci riesco sempre, però qualcosa è cambiato. Generalmente mi sento forte, felice ma soprattutto grata! Ogni tanto però mi sento debole, stanca e ingrata perché il "mestiere" di mamma per me è un giro sulle montagne russe che dura 365/6 gg l'anno NO STOP!!! Ogni tanto sei UP e ogni tanto in un DOWN da paura ma fortunatamente si ritorna sempre su ed a forza di stare su queste montagne russe una cerca di abituarsi e trovare il modo giusto per affrontare le difficoltà che solo le mamme devono affrontare!". Essere mamma significa farsi carico di tutto e di tutti come un giocoliere che fa stare in equilibrio le palline. Quando gliene lanciano un'altra, semplicemente accetta la sfida e tiene su anche quella. Non è tanto questione di scelta, spesso è mancanza di alternative.

Eppure i figli sono il centro del nostro mondo. Come sottolinea anche A., un bimbo, che dice "Beh, non credo di immaginarmi più la mia vita senza di lui. Mi riempie le giornate, con i suoi sorrisi, i suoi modi di fare. Forse solo quando si diventa mamma si realizza il dono della vita. X' se anche a volte non si dorme perché ha la febbre e alla sera crollo sul divano cotta, nessuno mi leva i miei momenti con lui, la mattina prima dell' asilo, la sera prima di dormire. Solo da quando sono mamma ho capito quanto è' grande l'amore di un genitore, che in adolescenza tanto ho allontanato e adesso da nonni li ritrovi complici e affini. Sentirsi chiamare mamma, dargli un bacino per fargli passare il dolore di una bua e tutto magicamente passa, gli abbracci e i baci. Camminare con la sua manina ben salda a me. Cosa potrei volere di più? Mi ritrovo felice e soddisfatta della mia scelta. Il mio sabato sera tipo? Lui a nanna e io sul divano in relax. Questo è il mio piccolo mondo dal quale non mi separerei mai più". Alla fine è così, non importa quanto siano pestiferi e ci facciano disperare durante il giorno, oramai pensare di vivere senza di loro è impossibile. Quando non ci sono ti manca davvero qualcosa. E' una sensazione pazzesca, impossibile da spiegare a parole. Lo capisci solo se lo provi. E tutte le mamme lo provano.
Così come si sperimenta l'annullarsi per il nostro piccolo/a. Tutte di sicuro in gravidanza, o guardando le nostre amiche mamme, stanche e un pò sciatte, abbiamo detto "Ah, io non farò così. Continuerò a mantenere i miei spazi e a fare le mie cose come ho sempre fatto". Ciupa!!!! O meglio, ce la fai se accetti di appoggiarti ad altri, che siano nonni/baby sitter/nido. Allora a quel punto sì, concordo con te, il tempo ce l'hai. Altrimenti se decidi di essere il genere di mamma facciotuttoio, beh amica mia, non hai speranza. M., un bimbo e un'attività in proprio, spiega molto bene cosa significa sacrificarsi per i propri figli in questo sfogo che personalmente condivido in pieno, visto che sapete bene che io detesto il finto buonismo "Da quando sono mamma la mia vita è cambiata in tutto, e non sono parole fatte, è proprio così. Ok non faccio più la pipì da sola, mangio per ultima, mi faccio la doccia una volta ogni tanto, quando sono malata mi dimentico di curarmi, perché prima viene mio figlio, la tv oramai è sintonizzata sui cartoni animati, un tg intero non so da quanti anni che non lo vedo più, insomma tutte cose che si possono rinunciare senza problemi. BALLE, dico io!!! Vogliamo parlare di quanto mi manca leggere i miei libri? Di quanto mi manca stare sdraiata sul divano a guardarmi un film la domenica pomeriggio? Oppure fare una doccia e metterci un'ora? Dai dai, non raccontiamocela. Che i figli sono la meraviglia del nostro mondo e bla bla bla bla. Okkk, io AMO mio figlio, come si fa a non amare un tipo come lui? Però mi manca la mia SOLITUDINE e per solitudine intendo anche quando i parenti, i nonni, gli zii ti stanno addosso, e ti dicono : mettigli la giacca, togligli la giacca, dagli la Tachipirina, non dagliela la Tachipirina, ma sei mattaaa??? Oh, fermi tutti, il figlio è mio e lo gestisco come diavolo voglio io, e se ho voglia di mandarlo in giro in mutande a gennaio SONO AFFARI MIEI e al massimo di mio marito!!! Tanto per raccontarne una. Oggi ricevo la telefonata di mio papà che mi chiede come sta mio figlio. Papà: come sta? Io: Lui bene, sono io che ho 38 di febbre. Papà: vabbè anche se perdi un paio di kg non sarebbe male ! QUESTO E' ESSERE MAMMA!!! Un appello a chi sta attorno alle mamme: non siamo fatte di ferro e prima o poi cadiamo anche noi, imparate a starci vicino, invece di criticare!"

In effetti spesso, troppo spesso, le persone che abbiamo attorno sono sempre pronte a puntare il dito verso quello che facciamo o non facciamo, invece che aiutarci nel concreto della vita di ogni giorno. E questo si accentua ancora di più quando i figli non sono solo uno ma due o più. M., 3 figli, dice "L'essere mamma mi ha cambiata. Non sono più M., ora sono solo mamma, mamma a tempo pieno. Pienamente soddisfatta di questo ruolo perché vivo x loro, x i loro sorrisi. Ma forse oggi, dopo 3 figli e pochi contatti con le persone adulte, posso dire che vorrei tornare a essere anche un pò M., quella ragazza che si guardava Grey's Anatomy e Criminal Minds, che poteva uscire ogni tanto col marito per concedersi una pizza. Ora tutto questo è un lontano ricordo che mi manca, perché essere mamma non deve essere l'unica cosa. Una donna deve essere prima di tutto se stessa e poi moglie mamma sorella etc. Quindi sì, ho il cuore pieno di gioia e se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei avuto 3 figli meravigliosi ma che avrei avuto così tanta pazienza nello stesso tempo...non ci avrei mai creduto. Sono pienamente soddisfatta della mia vita".

Spesso poi c'è chi si riconosce completamente nel ruolo di mamma, come L., mamma di due bimbi (il secondo arrivato da poco!), che dice "A me la vita e' cambiata in meglio! Sotto tutti i punti di vista: sono maturata e migliorata io come donna, ora do il giusto peso alle cose, il giusto valore ai soldi, e non condivido nulla dei discorsi delle mamme che si lamentano dell' impegno che dà un figlio. Secondo me con un po' di organizzazione e positività si trascorrono delle bellissime e armoniose giornate con i propri figli. Dal mio punto di vista la mia vita era più frenetica e la giornata più stancante prima, quando lavoravo e dovevo sottostare a sveglia, orologio, lavoro ecc. A dimostrazione della mia teoria ho una bimba di 2 anni e ho avuto un altro figlio. E non nego che mi piacerebbe averne anche un terzo".



Ho raccolto queste opinioni qualche mese fa e colgo l'occasione di ringraziare tutte le mie amiche che si sono prese anche solo 2 minuti per rispondermi (e grazie comunque anche alle altre, che non hanno risposto ma che sono certa leggeranno e avranno da dire la loro. Va bene così). Ho deciso di pubblicare questo post in occasione della festa della mamma. Per dire che sì, ognuna di noi ha il suo carattere, le sue convinzioni, la sua soglia-limite. C'è chi si sente realizzata nell'essere solo mamma e chi ha bisogno del lavoro fuori casa per riuscire a dare il meglio di sé con i propri figli. Non c'è una soluzione giusta e una sbagliata. Tutte noi, a nostro modo, amiamo i nostri figli e ogni giorno diamo tutte noi stesse per renderli felici. Certi giorni ci riusciamo, certi altri forse no. Quello che conta è la convinzione di aver fatto del nostro meglio. Diamo la vita, i nostri figli saranno sempre una parte di noi al di fuori del nostro corpo. C'è qualcosa d'altro che possa dimostrare di più il nostro amore? Io non credo.

Un ultimo pensiero, come sempre, va a quelle donne che mamme ancora non lo sono. Io sono stata una di voi per anni, dall'altra parte della barricata. Poi il mio miracolo c'è stato. Il vostro deve ancora capitare. Mi auguro con tutto il cuore che capiti presto. Perché so cosa vuol dire sentirsi mancare una parte di cuore. Sarete sicuramente delle ottime mamme. La tenacia con cui state inseguendo questo desiderio fa di voi le mamme migliori per il vostro bambino. Lui/lei c'è, solo non è ancora il momento. Continuate a crederci. Meritate il meglio, davvero.

Auguri a tutte le mamme.



27 aprile 2016

AL MARE CON LA PUPA

Siamo tornati. Che considerata la brevità del viaggio in sé è come se non fossimo nemmeno partiti. Comunque. Siamo stati 3 giorni al mare per il ponte del 25 aprile.

Abbiamo cambiato aria, rimesso i piedi nella sabbia, respirato l'aria salmastra del mare. Avevamo bisogno di cambiare aria, soprattutto io, presa dai miei 1000 e più pensieri. I pensieri ci sono ancora, ma si sono rimessi un pò nella giusta prospettiva. Per prima cosa mi sono accorta di quanto io sia fortunata. Solitamente non passa giorno senza che io me lo dica, ma troppo spesso tendo a considerare le cose brutte più di quelle belle. Sono fortunata ad avere un marito che mi ama, mi sopporta, accetta le mie nevrosi e le asseconda invece di farmi sentire "sbagliata". Fortunata ad avere una bambina meravigliosa, che quando sorride mi illumina il cuore. Mio marito e mia figlia sono le mie certezze. Ho loro accanto e mi sento completa. 

#noi3

Andare via con Sofia mi preoccupava. Non mi considero una mamma ansiosa ma so che spostata dalla sua routine mia figlia tende a reagire in maniera abbastanza imprevedibile. Invece, a parte qualche difficoltà di adattamento al lettino che non era quello dove dorme abitualmente, le cose sono andate benissimo, meglio di quanto potessi sperare. Sono stati 3 giorni impegnativi perché comunque il relax e il riposo in vacanza quando hai un bambino è un concetto che non può esistere. E' un continuo rincorrere, controllare, dirigere. Ma siamo usciti dalla solita routine. Sofia ha riso tanto, siamo stati tanto insieme. Insomma, quello che fanno le famiglie di solito nei weekend e che noi, per via dei tanti impegni, riusciamo a fare poco. Troppo poco.

Quando sono via penso a tutte le cose che potremmo fare, i posti dove potremmo andare. Poi si torna alla vita di tutti i giorni e si ricade nella stanchezza e nella routine e il pensiero di organizzare anche solo una gita è un qualcosa di davvero stancante, soprattutto mentalmente. Invece credo che sia uno dei regali più belli che si possano fare ai propri bambini, permettergli di conoscere il mondo. Un mondo che possa essere su misura per loro però. Io ho girato parecchio prima di Sofia, ho visto posti lontanissimi e bellissimi. Ma adesso che sono una mamma il mio spirito "di avventura" non è sparito, anzi, si è solo assopito in attesa di poter riprendere a viaggiare e vedere il mondo insieme a Sofia. Mi piacerebbe portarla a fare un safari in Africa, snorkeling nel Mar Rosso, vedere e scoprire tante cose. Le cose che ti restano davvero dentro non sono i giocattoli, le cose materiali. Sono le esperienze, le cose che vedi, le emozioni che provi. Lei adesso è ancora piccola ma non sarà così piccola per sempre. E quando sarà pronta, abbiamo già una lista di posti da vedere insieme a lei.


Momenti di un weekend speciale
Ad agosto ci attende una prima volta importante, in aereo (a meno che nel frattempo non ci parte lo schizzo di partire!), che sono sicura emozionerà tantissimo la nostra piccola. Andremo in un paese straniero, con l'impossibilità di portarci dietro di tutto e di più come invece abbiamo fatto per questi 3 giorni in cui siamo partiti con la macchina (e avesse guardato un solo gioco di quelli che abbiamo portato, ben mi sta!). Sto leggendo molto, mi sto informando per arrivare preparata al momento in cui dovremo preparare la valigia per Ibiza. Nel frattempo continuo a compilare la mia lista di posti da visitare, più o meno vicini. Di tempo ne abbiamo. Ad occhio e croce, da qui all'eternità.


14 aprile 2016

SCOPRIRSI IN ATTESA

2 anni fa come oggi, 14.04.14, facevo le mie prime beta. O meglio, avevo già fatto delle beta per un ritardo che poi si era rivelato falso. Questa volta però facevo le beta dopo la mia prima ICSI.

Ero al 14 pt, post transfer. Avevo 2 embrioni impiantati ma mi avevano ricoverata per iperstimolo. Insomma, sono andata a fare quel prelievo senza grandi aspettative.

Invece. Sapevo che il risultato non sarebbe arrivato che dopo qualche ora. Ma da quando arrivo in ufficio, saranno si e no le 9.30, inizio a cliccare compulsivamente F5 e aggiorna ogni 2 minuti sul sito della clinica per vedere se il referto è online. Mi stanno saltando i nervi. So che prima delle 14 difficilmente si vedrà qualcosa ma non riesco ad evitarlo. Alla fine alle 14.25 il documento appare. Un pdf. Sono seduta esattamente allo stesso posto di adesso. Salvo il pdf senza aprirlo. In quel momento la mia impiegata è in bagno, mio papà è fuori, il telefono è muto. Sono sola. Chiudo gli occhi, faccio un respiro e clicco sul pdf. I 2 secondi più lunghi della mia vita.

Questo è quello che vedo:


Leggo 215 e mi si ferma il cuore. 215 significa gravidanza. O meglio, so che un solo valore beta non significa nulla, che dovrò rifarlo dopo un paio di giorni per vedere se sono raddoppiate. In caso contrario significa che qualcosa non va come dovrebbe. Ma ho un 215 come partenza. Tenerlo segreto non è facile, e tutto sommato nemmeno lo voglio. Mando la foto del risultato via wapp alle mie amiche che sapevano che quello sarebbe stato il mio giorno del giudizio. Loro quasi iniziano a preparare il corredino, io sono frenata. Serve un altro valore, così è qualcosa ma non abbastanza. Alla fine ripeto le beta 4 volte prima che dal Fertility Center si convincano che io sia davvero incinta e accettano di fissarmi l'appuntamento per l'ecografia.
In attesa di quella ecografia i giorni precedenti sono un continuo fluttuare tra gioia (sono incinta) e preoccupazione (e se sono 2?). Sapevo che poteva succedere, avevo valutato il rischio, ma con il senno di poi 2 anni dopo sono felice che non sia successo. Per come sono io, per come è Sofia. 1 era il numero giusto.

Ricordo sempre con tenerezza questo giorno, il pianto di mia mamma, gli occhi lucidi di mio papà. Loro che avevano vissuto tutto con me. E poi mio marito. Quel non sapere ancora nulla eppure sentirci già genitori. Nonostante il percorso lungo e difficile siamo stati baciati dalla fortuna, questo non me lo dimenticherò mai. Nessuno di noi poteva immaginare cosa sarebbe stato 2 anni dopo, con chi avremmo avuto a che fare. Sofia è un uragano, spinge sempre più in là il nostro limite di sopportazione. E' vivace, furba, curiosa, indipendente. Ma quando ti si stringe addosso ti scioglie il cuore. 


Quel 215 delle beta è stato l'inizio di un percorso che continua tuttora, giorno dopo giorno. Che fa di me una donna e una mamma orgogliosa. A chi ancora sta lottando per un figlio che non arriva dico solo che la salita è faticosa, ma quando arrivi in cima, cazzo, il panorama ti toglie il fiato. Quindi non mollate, è vero che un figlio non è un diritto ma un dono. Ma chi desidera così tanto un bambino da annullare il suo corpo, infliggersi ormoni e terapie di ogni genere, un figlio lo merita. Sempre.


8 aprile 2016

L' AVRESTI MAI DETTO?

In tutte le cose c'è sempre un prima e un dopo. Un modo di vedere le cose prima che ti capitino e uno dopo, con il senno di poi. Quando ti guardi indietro e ti accorgi che non è proprio tutto come te lo saresti immaginato.

Succede anche quando diventi mamma. Premessa: chi ha fortemente desiderato un figlio che non arrivava e magari ricorso anche a certi "aiuti" è visto un pò come quello che mai e poi mai si potrà lamentare. Lo hai voluto così tanto, adesso ti lamenti? Se sei infertile mettiti l'anima in pace. MAI e poi MAI puoi osare dire che sei stanca, che in certi momenti hai pensato di vendere tuo figlio, che rimpiangi un pò la tua vita da donna (perché quando sei mamma, quella cosa lì, una donna, ti dimentichi di esserla). Una mamma infertile deve essere una martire. E già a me sta cosa fa girare le palle. Perché vi assicuro che mia figlia è uscita dallo stesso identico buco da dove sono usciti i vostri, fa i capricci come i vostri, si mangia le caccole del naso come i vostri (ma sono sicura che alcune saranno sconvolte, il mio? mai!!!!!!), mangia/dorme/caga come i vostri. Uguale. Non è un'aliena.
Così come non lo sono io. Sono una mamma che lavora, che non ha più tempo per sé, che non può più andare in bagno con la porta chiusa senza scatenare scenate di isteria. Poi se sono l'unica a star messa così ok, mea culpa, non leggete più quello che scrivo visto che non vi ci ritrovate. Ma siccome sono abbastanza sicura che siete tutte più o meno messe come me...statemi a sentire.

Aspettavo il ciclo per il 18 marzo. 18,19,20,21,22,23...niente rosse. Se ci penso adesso mi sento una cretina. Restare incinta dopo le difficoltà che abbiamo avuto mi pareva una cosa talmente assurda che nei 16 mesi (va beh, qualcuno di meno, suvvia) da quando è arrivata Sofia ad oggi non mi ero mai nemmeno posta troppo il problema. Scherzavo col fuoco, avrebbe detto mia mamma. Ciclo sempre puntuale, che a pensarci ti prende anche un pò male perché significa che sta botta di culo del restare incinta a caso a te non ti è proprio concessa. Poi arriva il ritardo. E tutto si sconvolge. E avverti la paura. La paura di essere incinta. Che è pazzesco, pensando a come stavano le cose 2 anni fa. La parte razionale di me dice che no, non è possibile. La parte emotiva tira fuori un test di gravidanza residuo dei tempi in cui ne facevo uno ad ogni primo giorno di ritardo, e lo faccio. Negativo. Ma allo stesso tempo niente ciclo. E' vero sono stati giorni stressanti, Sofia è parecchio impegnativa, praticamente quasi non mangio e sto in piedi solo grazie ai nervi. Però...però.

Arriviamo al 26 marzo, 8 giorni di ritardo, andiamo a teatro a vedere Notre Dame de Paris, un qualcosa di meraviglioso. E a me, ad un certo punto, mi prende il panico. Inizio a pensare al fatto che sono incinta. Cosa faccio se sono incinta? Non posso essere incinta. Non VOGLIO essere incinta. E voi giustamente direte: se non volevi restare incinta dovevi fare attenzione. E avete ragione. Soprattutto perché io sono così, una che non fa mai le cose a caso, una che programma sempre. E il pensiero di un figlio non programmato (forse dopo la prima programmata per cause di forza maggiore) mi getta nel panico. Mentre siamo in macchina dico a mio marito che a casa farò un altro test (lo avevo comprato alla mattina).
Arriviamo a casa, mettiamo a letto Sofia e faccio il secondo test. Resto a fissarlo senza sbattere mai le palpebre. Prima linea. Una parte di me prega che non ne compaia un'altra. Non voglio essere incinta. Lo penso con tutta me stessa. Passano i minuti e non compare nessuna seconda linea. NEGATIVO, di nuovo. E finalmente riprendo a respirare, sono sollevata, non mi vergogno a dirlo.

Arriva e passa Pasqua, Pasquetta, niente ciclo. 10 giorni di ritardo. 2 test su 2 negativi. Inizio a leggere in internet. Tutto quello che leggevo 2 anni fa cercando indizi di una probabile gravidanza adesso li leggo aspettandomi un qualche sintomo di arrivo del ciclo. Che per altro non ho. Al che il martedì mi gioco l'ultima carta. La mia terapista shiatsu e moxa. Quando 10 anni fa avevo avuto l'unico mio altro importante ritardo (gravidanza a parte) era stata lei che mi aveva sbloccato il flusso del sangue e fatto venire il ciclo. Io scherzando la chiamo la mia "santona", perché quando mi tocca mi riporta alla vita. Mi vede il giorno stesso, mi trova in uno stato schifoso, schiena, spalle, sono un fascio di nodi e muscoli contratti. Vengo via da lei e mi dico "Ho fatto tutto quello che potevo fare". Mentre torno in ufficio inizio a pensare a cosa farò se davvero sono incinta. Inizio a fare i conti, nascerà a novembre, anche questo in inverno, Sofia non avrà nemmeno 2 anni, avrà appena iniziato la primavera, gelosa e attaccata com'è, dovremo disdire la vacanza a Ibiza, sarò di 7 mesi. In pratica arrivo in ufficio in iperventilazione.

Alla fine il giorno dopo, al pomeriggio, inizio a riconoscerlo. Il classico dolorino alla pancia. Una piccola perdita. La guardo e sorrido nemmeno avessi visto l'oracolo. Alla sera il ciclo arriva. Sangue!!!!!!! Mancava che inviassi foto dell'assorbente insanguinato alle mie amiche con le quali in quei giorni mi ero scambiata impressioni, foto di test (mica ci sia una ghost line!) e immagini del mio futuro da mamma bis.
La verità è che questo episodio mi ha fatto capire che non sono pronta. So che avevo detto di desiderare due figli e di avere 2 embrioni congelati. Ma ad oggi sto bene così, con la mia Sofia che fa per 3. Le mie giornate sono già troppo piene per seguire lei, un secondo figlio avrebbe voluto dire sottrarle ancora più tempo. Che, proprio perché l'ho tanto desiderata, non me la sono ancora goduta tutta appieno. Se quei test fossero stati positivi avrei finito per accettare l'idea, avrei rivoluzionato nuovamente la mia vita, avrei ripreso a non dormire la notte (cosa che adesso facciamo), a dar da mangiare ogni 3 ore (che con il lavoro per me era parecchio stressante) e avrei amato questo secondo figlio tanto quanto amo Sofia. Ma potendo scegliere sono felice che questo ritardo sia stato solo un ritardo. Non sono pronta, non ancora. Forse non lo sarò mai, forse lo sarò tra 2 mesi o un anno.

Quello che so è che la vita da mamma non è come me l'ero immaginata prima, quando non ero una mamma e desideravo disperatamente esserlo. Mi sono accorta che è un continuo sacrificare te stessa, il tuo tempo, i tuoi desideri. Vorrei un giorno tutto per me, vorrei poter organizzare un weekend con mio marito, avere del tempo semplicemente per vedere i negozi. Cose stupidissime ma che mi mancano. Non sono cose importanti, dite voi. Vero. Ma lavoro 50 ore alla settimana, in pratica non faccio che vedere Masha e Orso in quelle pochissime ore che passo con mia figlia. Non è che dovete approvare il mio pensiero, ma provare a capirmi un pò sì. Non fai un secondo figlio per egoismo? Sì, in questo momento sì. Perché non riuscirei a seguirlo come vorrei, non riuscirei a seguire Sofia, probabilmente farei naufragare il mio matrimonio.
E tutte queste sono cose che voglio evitare. Sei felice in questo momento? Sì, con mio marito e mia figlia, sì. 3 è il numero giusto per noi adesso. Domani non lo so. Quello che so adesso è che mi basta quello che ho. E se questo fa di me una pessima madre, allora lo sono.

COSA MI PORTO NELL' ANNO NUOVO

Quest'anno gli anni saranno 39. Non me li sento, non sono pronta. Se penso che mia figlia ne compirà 9 poi! Mi sembra pazzesco quanto ve...