26 aprile 2015

IL BELLO DEI BAMBINI

Il bello dei bambini é che non hanno gusti complicati o pretese assurde. Si divertono con poco. Non gliene frega niente della tutina firmata o delle scarpe Hogan. Basta che abbiano addosso qualcosa di caldo in inverno, qualcosa di fresco in estate, in mano qualcosa che produca un rumore possibilmente monotono e fastidioso e il gioco é fatto. Avrete un bambino felice. Se penso ai soldi spesi per comprare sdraiette oscillanti, giochi e giochini che Sofia guarda per 5 secondi e poi resta letteralmente ipnotizzata davanti al rumore della pasta nel barattolo. Sgrana gli occhioni, bocca socchiusa come gli angioletti della Thun e l'hai conquistata. Siamo noi genitori che guardiamo ai nostri figli come adulti in miniatura e li vorremmo a nostra immagine e somiglianza, con il pantalone giusto, la scarpa da 100 euro che gli sarà già piccola la terza volta che cercherete di infilargliela. Loro fortunatamente non sono attirati dalla moda, non ancora. Poi inizierà la fase del "Mamma voglio,me lo compri,ce l'hanno tutte le mie amiche"...ma questa é un'altra storia. Per ora almeno.

Il bello dei bambini é che non portano rancore. Tu per loro sei quello che Dio é per il cristiano. Il top, l'essere inarrivabile. Anche quando sbagli. Anche quando capitano i momenti no, tipo questo che é il migliore secondo me. Torni a casa dopo 10 ore di lavoro e lei decide che ha sonno ma non vuole dormire. E quindi parte il concerto di urla, pianti e scalciate che anche l'esorcista chiederebbe un consulto! Piu lei piange piu tu ti innervosisci piu lei aumenta il volume. E alla fine succede, scoppi. Magari con una imprecazione o con un'espressione che se ti sentisse qualcuno avresti gli assistenti sociali alle calcagna dopo 5 minuti. E a quel punto succede. Lei smette di piangere e ti fissa. Ti fissa e sorride come se tu non avessi detto niente. O le avessi fatto una carezza e detto quanto é bella e brava. Uguale. Solo che per te non é uguale. Tu ti senti una merda, si, non c'é un sinonimo che esprima altrettanto bene quel misto di senso di colpa e inadeguatezza per essere una madre che insulta sua figlia gemente piangente in una valle di lacrime. Ecco, io quando Sofia piange in quel modo li entro nel panico. Perché vorrei prevenirlo e invece non ci riesco mai. E poi soprattutto perché non vorrei mai e poi mai arrabbiarmi ma quando la vedo che si dimena e piange fino a trattenere il fiato mi esaspera. Certe volte dopo essermi arrabbiata mi sento cosi male che mi viene da piangere, cosi la metto nel lettino e mi allontano un paio di minuti per riprendere il controllo. E solitamente quando ritorno lei mi sorride ancora. Mi guarda come a dirmi "Tranquilla mamy, ti perdono!". Insomma, dovremmo imparare anche noi a dimenticare cosi. Noi adulti che invece ci leghiamo al dito cose successe 10 anni prima al punto da non guardarci piu in faccia. I bambini hanno tanto da insegnare.


Il bello dei bambini é che la sanno piu lunga di noi. Noi abbiamo la convinzione che i bambini non sappiano nulla, che siamo noi che dobbiamo decidere per loro. Balle. Sofia me lo dimostra ogni giorno. Con la questione cibo per esempio, che per chi ci conosce sa che tra di noi é una eterna lotta fin dall'inizio. Da una parte ci sono io, convinta che lei debba mangiare una certa quantità di latte. Dall'altra parte ci sono libri e ostetriche e gente che parla a cazzo che mi dice che devo lasciarla fare come le pare. E in mezzo c'é lei, la mia intelligentissima bambina che fin dall'inizio si é sempre fatta capire molto bene. Quando chiude la bocca e volta la faccia é finita, non riuscirete piu a metterle in bocca niente. E' il suo modo per dire "Mamma non rompere piu le balle, sono piena". Solo che, mi duole ammetterlo, io purtroppo essendo costantemente preoccupata che non cresca abbastanza (preoccupazione assolutamente infondata visto tutte le tabelle possibili e immaginabili e i percentili e, ovviamente, il fatto che Sofia sia indubbiamente una bambina vivace e reattiva) spesso cerco di forzarla. E a quel punto si aprono 2 strade: o lei apre la bocca di malavoglia e mi accontenta, finisce il biberon e si addormenta beata (e generando il mio pensiero che, forse, ancora un pò di fame ce l'aveva) oppure apre la bocca di malavoglia e mi accontenta, finisce il biberon e 2 minuti dopo vomita. Segno che tutto quel latte non ci stava nel suo pancino e io avrei fatto bene a lasciarla in pace. Essendo che non voglio crescere una figlia complessata nei confronti del cibo ho deciso che le darò da mangiare quando dimostrerà di avere fame e quando chiuderà la bocca rispetterò la sua volontà anche se questo significherà svegliarsi durante la notte perché ha fame e prima di addormentarsi non ha finito il biberon. Ma penso che i bambini si sappiano autoregolare e se non vogliono piu mangiare non é per farci un dispetto. Semplicemente sono sazi. Ed é arrivato il momento di accettare il fatto che spesso quello che noi vorremmo mangiasse non corrisponde a quello che il nostro bambino ha bisogno di mangiare.


Il bello dei bambini é che sono esseri perfetti, che ci riempiono la vita e ci insegnano cose che mai avremmo potuto imparare se non ci fossero stati loro, questi esserini che non fanno altro che fare cacca, mangiare, piangere. E sorridere. Ah, quanto sorridono i bambini. E credo che non ci sia qualcosa che ti scaldi di piu il cuore di un bambino che ti guarda dritto negli occhi, che guarda proprio te e sorride.

20 aprile 2015

LE MAMME, I BIMBI, LE FOTOGRAFIE

In questi giorni la parola d'ordine in casa Rossi-Villa è FOTOGRAFIE. Si perché venerdì, per i 4 mesi di Sofia, le abbiamo fatto fare un super servizio fotografico, una di quelle cose professionali, con il fondale, le luci...tanta roba insomma. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ero agitata, con il terrore che la patata si sarebbe messa a piangere non appena avessimo iniziato. Invece si è rivelata una eccellente modella :)
Va detto che questa povera e innocente creatura ha dei genitori un filo fuori di testa, che l'hanno appesa ad un gancio da macellaio (debitamente verniciato, tengo a precisare!), infilata in un lenzuolo e via...issata dal braccio portentoso del suo papà per uno scatto che è semplicemente perfetto, e che qui vi posto:


In accordo con i nostri amici fotografi abbiamo deciso di pubblicare solo questa fotografia fino a quando le altre non saranno state lavorate...anche se non ho resistito alla tentazione di far vedere le anteprime a qualche amica. Quando una cosa è troppo bella e ti rende troppo felice è difficile resistere alla tentazione, dai :)

Comunque riflettevo sul fatto che esistono davvero tante tipologie di mamme, soprattutto in questa era 2.0 dove con Facebook e Instagram soprattutto ognuno può mostrare al mondo tutto ciò che vuole. Fondamentalmente tutto si riduce a 2 macro categorie di mamme: quelle che mostrano i propri figli su Internet e quelle che il figlio nessuno sa che faccia abbia a meno di vederlo per strada (perché nemmeno su Whatsapp si degnano di mandarti una foto del nano). In questa categoria, quella delle mamme che io-mio-figlio-mai-su-nessun-social, ci sono quelle che non scattano proprio fotografie ai figli e quelle che le fanno ma non le pubblicano.
Ora, io appartengo, mi pare sia chiaro, alla prima categoria di mamme, quella orgogliosa dei propri figli (non che chi non pubblica foto dei suoi figli non lo sia ma insomma, ci siamo capiti) e che documenta ogni respiro con uno scatto per poi mostrarlo al mondo. Quando ero incinta pensavo che non avrei mai messo foto del mio bambino su Facebook, ne ero proprio convinta. Poi Sofia è nata e cielo, era bella da togliere il fiato. Così ho iniziato con qualche dettaglio, la manina, l'orecchio...ma vuoi davvero privare il mondo di questo ben di Dio e di un sorriso davanti a certe sue espressioni troppo divertenti? E così ho fatto un respiro e mi sono buttata. Certe volte, me ne accorgo, sono un filo pedante, pubblico foto che potrei anche tenere per me. Mio marito non dice niente, tace e più o meno acconsente anche se lui guarda e basta, mette il mi piace (ogni tanto un commento, solo davanti alla minaccia di astinenza!!!!) ma non ama sbandierare la sua (nostra) vita. Gli ho fatto cambiare la foto profilo di Whatsapp e penso che un milione di suoi contatti abbiano scoperto che è diventato papà...tanto per dire quanto Dany sia riservato. A differenza mia che sono una che lava i panni sporchi in piazza senza troppe remore.
Dicevamo comunque delle mamme con le fotografie dei propri bambini. Io, come forse saprete, ho attuato su Facebook quella che a suo tempo denominai "La Purga" in seguito ad un duro scontro con al tempo non ancora padre di mia figlia ed eliminai tutte le amicizie di sesso maschile (la gelosia, più la scacci e più l'avraiiiiiiiiiii...) ad eccezione dei miei cugini. Quindi sostanzialmente il mio pubblico è al 100% femminile...e devo dire che alle donne le foto dei bambini suscitano sempre un certo apprezzamento. Così quando pubblico una foto di Sofia riscuoto sempre successo (perché non prendiamoci in giro, quando pubblichi una foto è chiaro che ti aspetti dei "Mi piace" se non addirittura dei commenti, possibilmente entusiastici!). Ho la fortuna di avere amiche su Facebook che hanno bimbi davvero belli e non mi è difficile dare il mio "Mi piace" con sincerità. Anche perché se una cosa non mi piace non mi piace, non do il contentino tanto per, non sono fatta così, che sia uno status o l'immagine di un bambino.
Ecco, io non sono una di quelle che posta foto a caso, quello no, non mi piace. Ci tengo alle foto fatte bene e forse è per questo che ne faccio tante...perché mi piace catturare un certo attimo che non tornerà più. Sofia non avrà più 4 mesi, non l'appenderemo più come un salame e lei non si farà più (spero) leccare la faccia dal suo amico Teo compagno di merende (che è un cane, non un bambino!). Quelle sono fotografie che hanno immortalato situazioni speciali di una certa fase della nostra vita. Forse avremo la fortuna di avere un secondo bambino ma lei, Sofia, diventa grande ogni giorno che passa e io non voglio perdermi nemmeno un suo respiro. E con le foto posso fermare un pò di questi ricordi.
Mi piace farmi i selfie con lei, lei si fa fotografare pacifica, è una top model che non conosce la stanchezza.



Comunque, io non giudico chi non pubblica le foto dei propri figli, avranno i loro motivi che mi sfuggono ma che sicuramente saranno buoni e giusti. Ognuno fa le proprie scelte. Quelle che mi fanno più sorridere sono però quelle che proprio i figli non te li fanno vedere, nemmeno una foto mandata via mail. Cosa diavolo devi nascondere, cribbio? Che poi vedi sto bambino in giro e magari pensi "Ah, ok, ecco perché non lo fotografi!". Quelle che sembra che abbiano fatto un figlio con Brad Pitt e che tutti gli hacker/pedofili del mondo siano lì pronti ad intaccare i loro account invece è semplicemente perché hai un bambino brutto. Perché i bambini brutti esistono, 1 mese o 10 mesi. I bambini brutti ci sono. Poi ci sono quelle mamme che se ne rendono conto e per pudore li proteggono o quelle che se ne sbattono e si aspettano commenti entusiastici che magari per paraculaggine arrivano.
Per me Sofia è bellissima. Se non lo pensate, non mettete mi piace e non commentate le foto che posto. Lo preferisco. In generale preferisco sempre le persone sincere. Non cambierà ne quello che penso su mia figlia ne quello che penso di voi.

26 marzo 2015

3 COSE CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRTI (PRIMA)

Partiamo sempre dal presupposto che ci sono 2 tipi di mamme: quelle che non hanno problemi ad ammettere che ci sono giorni in cui sono chiaramente in difficoltà, e quelle che piuttosto che dire che non sopportano piu il pianto continuo del loro bambino si soffocano con un pannolino pieno di cacca.
Io appartengo alla prima categoria, non ho mai avuto problemi a raccontare le difficoltà delle gravidanza e anche adesso non mi vergogno di dire che certi giorni mi sento completamente succube di mia figlia e totalmente incapace di gestire la situazione (e per situazione intendo una nana di 3 mesi!).
Va però detto che ci sono cose che nessuno ha il fegato di dirti, e che ti tocca scoprirle da sola...e quando le scopri di solito é troppo tardi per rimettere il fagottino sotto il cavolo dal quale lo hai preso e allontanarti senza dare nell'occhio. Oramai devi ballare, cercando di contenere i danni. Queste sono 5 cose che io ho scoperto sulla mia pelle, che nessun corso preparto, libro (e ne ho letti veramente tanti credetemi!) o sito internet (visitati decine e decine,  senza contare la quantità assurda di googlate che faccio almeno una volta al giorno) mi aveva preparato ad affrontare.

1) Abbigliamento. Ok, forse su questo un pò me lo sono andata a cercare. Ma un pò perché é il primo figlio, un pò perché tu ti vedi un tale schifo che non ci pensi minimamente a comprare roba per te, e così finisce che acquisti montagne di vestitini, ovviamente tutti 0-3 mesi perché devi aspettare di vedere il bambino per vedere come é. Poi il bambino arriva e, grande meraviglia, a lui delle belle tutine frou frou non frega niente. Ne hai talmente tante e lui cresce talmente in fretta che dovresti cambiarlo 5 volte al giorno per sfruttarle tutte (certe volte succede anche che passi piu tempo al fasciatoio che altro, ma nella maggior parte dei casi un cambio al giorno si rivela sufficiente). Altra considerazione importante é che quando hai comprato il corredino non avevi ancora idea dell'anatomia di tuo figlio e di che tipo fosse. Ecco, in ogni caso ti do un consiglio: lascia perdere le tutine che non hanno i bottoni tra le gambe!!!! Gente assolutamente senza scrupoli si diverte a fare tutine per neonati che hanno bottoni solo sulla schiena e che per cambiare un pannolino devi sottoporre il bebé a contorsioni che nemmeno Houdini, oltre che lasciarlo praticamente mezzo nudo. Io ne avevo comprate qualcuna, attirata dalla fantasia e me ne sono assolutamente pentita. Ne avevo persino una di Burberry, stupenda, regalo dei nonni, che quasi quasi potrei riadattare per me in qualche modo. Sì perché l'altra cosa, che non é che non lo sai ma lo capisci davvero solo quando ce l'hai sotto gli occhi, é quanto i neonati crescano in fretta. Ho già riempito piu di uno scatolone di tutine e body e completini che a Sofia non entrano piu, cose che nella maggior parte dei casi ha usato una volta. Come le vip insomma. Quindi tornassi indietro comprerei meno cose per i primissimi mesi e starei a vedere come cresce, visto che già adesso che ha appena fatto 3 mesi veste per niente abbondante la taglia 3-6 mesi. Che poi dovrebbero spiegarmi come accidenti fanno a fare le taglie. Se compri tutine 3 mesi ci trovi ogni genere di dimensione: Chicco 3 mesi sono 56 cm, Kiabi 62 cm ma 60 cm per i body...morale della favola che ci sono 3 mesi che dovresti usare a 2 e altri che hanno maniche lunghe persino per i 6 mesi. Quindi io direi sempre meglio abbondare...se sono un pò grandi risvolti le maniche, se sono piu piccole col cavolo che riesci a far tenere ad un neonato una tutina che gli tira in mezzo alle gambe (Sofia si faceva venire le crisi!).

2) I bambini sono come gamberi. Sottotitolo: mai illudersi. Pensavi che il peggio fosse passato. Il bebé aveva iniziato a dormire tutta la notte, tu avevi ricominciato ad avere delle sembianze quasi umane, ti vantavi di quanto fortunata fossi, ci mancava poco che mandassi la notizia anche ai tg nazionali. E poi succede. All'inizio non capisci e pensi ad uno scherzo. Accendi la luce e vedi che sono le 2.30 di notte. Nonono, come cavolo é possibile??? Ti trascini in coma al lettino e lui é lì, sveglio sveglissimo e quando ti vede ti sorride (la mia sorride ogni volta appena sveglia, come accidenti fa?!).  Tempo un secondo e inizia a piangere, mani in bocca e tu capisci. Ha fame. Ma perché? Morale della favola é che se tuo figlio inizia a dormire tutta la notte devi essere pronta ad aspettarti che prima o poi riprenderà a svegliarsi esattamente come quando aveva 2 settimane. Sofia é una settimana che ha ricominciato a svegliarsi e mangiare, ieri e oggi l'orario é stato le 05.30 e la cosa mi lascia un pò rintronata visto che poi lei si riaddormenta fino alle 10 mentre io devo tirarmi insieme e andare in ufficio. I cuccioli sono così, e purtroppo non c'é molto da fare, bisogna adattarsi, anche se, lo ammetto, io le sto tentando tutte per farle fare ancora la notte intera ma sembra che abbia sempre fame e quindi quando si sveglia tu le dai da mangiare. Punto. Martedì ho tentato la tattica di svegliarla per farla mangiare. Quindi alle 22.30 l'ho tirata su e, praticamente in coma, ha mangiato 100 ml di latte. Sveglia alle 05.15. Ieri dopo non aver dormito tutto il pomeriggio ed essere state dall'osteopata, alle 18.30 era crollata. Ho deciso di lasciarla dormire (anche perché anche la mamma si é addormentata alle 20.00 e quando mi sono svegliata alle 22 l'ultima cosa che avevo voglia di fare era mettermi a preparare il biberon). E lei ha dormito. Sveglia 05.30. Non avrei potuto pretendere di piu visto che aveva dormito praticamente 11 ore. Ma dovete ammettere che le 05.30 non sono esattamente l'orario migliore per svegliarsi di buonumore. Quindi godetevi le ore di sonno che riuscite a fare senza rimuginarci troppo su...arriverà il momento in cui tutto questo sarà solo un ricordo. E allore riprenderete ad avere una vita (perché dai, non scherziamo, questa non é vita!)

3) Il mistero del marito perduto. Se avete già un bambino sapete di cosa parlo, se siete ancora in attesa leggete attentamente quello che sto per dirvi. Per la vostra dolce metà il bambino ha orario d'ufficio. 8-12, 14-18. In questi orari é piu che disposto a smazzarsi con voi la responsabilità di allevare vostro figlio. E voi gongolate pensando alla fortuna che avete a stare con una persona così disponibile e premurosa. Attenzione. Qualunque cosa accada prima o dopo la fascia oraria che lui reputa accettabile per occuparsi del bebé, non é affar suo. Se il bambino piange nel cuore della notte lui continua imperterrito a dormire...cosa che accadrebbe anche se l'ISIS lanciasse una bomba sul suo letto. Mio marito quando lo accuso di non svegliarsi mai se Sofia si sveglia di notte mi risponde che non la sente. E poi aggiunge: "Tu svegliami se si sveglia". Ma che senso ha che io ti sveglio se sono già sveglia??? Lo scopo sarebbe che almeno uno di noi due continuasse a dormire...ma a quanto pare quel qualcuno non sono mai io. E sì che avrei anche la fortuna di non allattarla, quindi non essendo tetta-dipendente potrebbe benissimo prendere il biberon anche da mio marito. Ma niente da fare. All'inizio mi arrabbiavo, poi sinceramente ci ho rinunciato. Se nella speranza che lui si svegli lascio che Sofia si arrabbi nel lettino, poi occorrerà il doppio del tempo per calmarla. Il che significa che piangerà, ed é una di quelle cose che la notte mi fa uscire completamente di testa. Mio marito é un gran papà, lo dico con il cuore e lo credo davvero, però ci sono cose che se tu aspetti che lui le deduca fai a tempo a diventare vecchia o la nuova moglie di Brad Pitt.
Quindi, se avete la fortuna di avere un marito che divide con voi le levatacce (e divide non intendo che ogni 10 vostre lui fa lo sforzo 1) allora ve lo dico col cuore, non lamentatevi mai di niente. NIENTE. Se invece, come é piu probabile, appartenete alla categoria di quelle che, dopo aver partorito e occupandovi del bambino per 23 ore su 24 si sentono pure dire "Come assomiglia a tuo marito!", ecco, benvenute nel club.

Avrei voluto svelarvi altri segreti su quella che é davvero la vita della mamma, ma ovviamente il tempo é scaduto, Sofia reclama la mia attenzione...e dopo 10 ore di ufficio vi lascio dire l'entusiasmo che ho. Ma va bene, mi metto la maschera da super mamma e riparto per la parte piu bella della giornata, quella che passo con la mia cucciola :)

17 marzo 2015

3 MESI DI SOFIA



E oggi sono 3 mesi. 3 mesi da quando Sofia è entrata nella mia vita (in realtà c'è stata anche 9 mesi prima nella mia pancia e svariati anni nella mia mente!), 3 mesi e un giorno fa Sofia era ancora Sofiego, tutto era un grande punto di domanda. Poi è successo. E' nata, e le nuvole sono sparite, il cielo è diventato blu e la vita è iniziata DAVVERO.

Avrei tanto da raccontare di questi primi 3 mesi, giorni splendidi e giorni di apprensione, giorni da mamma normale e giorni in cui proprio non riuscivo a non sentirmi diversa. Giorni in cui ho visto sbocciare la mia bambina sotto i miei occhi e tra le mie mani. Da qualche giorno Sofia ha scoperto le sue manine, se le mette in bocca, ci parla, le agita, come se fossero il gioco più bello del mondo. E' proprio vero che noi genitori prima che i bambini nascano ci preoccupiamo che abbiamo vestitini in abbondanza e giochi ipertecnologici per sviluppare chissà quali strane loro abilità. In realtà compriamo tutto quello che piace a noi, mentre a loro serve davvero poco per stare bene e nella maggior parte dei casi quello che gli mettiamo sotto gli occhi li manda in tilt.
Io ho capito abbastanza in fretta che Sofia è una bambina sensibilissima a tutti gli stimoli esterni, quindi se le metti davanti agli occhi più di una cosa per volta inizia ad agitarsi. Dopotutto come si può darle torto? E' vissuta 9 mesi in uno spazio ristretto e ovattato e adesso noi le spariamo davanti agli occhi strani aggeggi che suonano...per forza che dopo un pò si infastidisce! Quindi ho imparato che "less is more".

Spesso ci dimentichiamo che questi batuffoli sono solo all'inizio della loro vita. Noi gli diamo competenze che ancora non hanno, vedi il convincerci che non mangiano per farci un dispetto o che non dormono quando noi vorremmo stare tranquilli. In realtà loro si regolano secondo i loro istinti, ma per noi è una cosa troppo difficile da capire. Io per esempio, lo ammetto, ho l'ossessione che Sofia non mangi abbastanza. Questa è la mia unica ansia. Le sue guanciotte tonde e il suo essere sempre sorridente e tranquilla indicano tutt'altro, ma se guardo quanto le tabelle dicono che dovrebbe mangiare e quanto in realtà mangia, mi viene da pensare che non sia abbastanza. E quindi mi paranoio tutto il giorno col pensiero che non crescerà quanto dovrebbe. Che poi crescere cresce, non è una bambinona, è lunghissima e le sue gambette piene le ha. Forse dovrei semplicemente darmi una calmata e assecondarla, se non mangia tanto oggi mangerà di più domani (tranne che sulla poppata della sera, su quella non transigo, il biberon va finito almeno tutti possiamo dormire e ricaricare le batterie!). Mi riprometto di farlo ogni giorno. Sarebbe davvero il momento di iniziare, magari proprio oggi in occasione dei suoi primi 3 mesi.

La vita con un neonato è impegnativa, è una vita in cui tu vivi in funzione di un'altra persona che dipende completamente da te. Certe volte vorresti poter tornare a vivere senza dover sempre organizzare tutto con ore di anticipo...ma quando poi guardi quel cucciolino che ti si stringe al petto non ci sono più dubbi o domande. Solo certezze. La certezza che questa è la vita che ho sempre voluto. Certo, se avessi più soldi, un lavoro meno faticoso, qualche borsa in più, 2 vacanze all'anno forse sarei più soddisfatta. Ma in fin dei conti non ne sono nemmeno tanto sicura. Quello di cui sono sicura è che con Sofia i giorni meritano di essere vissuti fino in fondo. I soldi arriveranno, il tempo per riposarci lo troveremo. Avere un figlio è un qualcosa che non puoi sostituire con un pò di shopping. Avere un figlio dà un senso alla vita come niente di quello che ho provato o vissuto in questi anni.

3 mesi e sei sempre più bella, 3 mesi e sei sempre più la mia gioia. 3 mesi e ogni giorno ringrazio Dio di aver avuto la forza di cercarti e continuare a volerti con ogni fibra del mio essere. 3 mesi ed è solo l'inizio.

7 marzo 2015

LEGGETE I LIBRI...E DIMENTICATELI!

Mettiamola così: io odio gli imprevisti, detesto non conoscere quello che mi aspetta o non considerare ogni faccia della medaglia. Ecco perché sia prima, durante la gravidanza, che adesso, cerco sempre di leggere moltissimo. Forum su internet, libri, articoli di giornale. Ho bisogno di farmi una opinione mia su ogni cosa.
Quello che però ho scoperto leggendo libri che trattano di gravidanza e di accudimento del neonato, é che dicono tutto e il contrario di tutto. Ognuno ha una sua teoria, l'unica accettabile, tutto il resto é spazzatura.

Mi spiego meglio. Una delle domande che mi sono sempre posta fin dal ritorno dall'ospedale, dopo aver appurato che Sofia mangiava e dormiva quando le pareva senza alcuna apparente logica, era se fosse giusto cercare di dare o meno degli orari ad un neonato. O quanto meno gestire con una certa regolarità pappa e nanna. Per questo motivo ho preso in biblioteca 2 libri, uno il famosissimo "Il linguaggio segreto dei neonati" di tale Tracy Hogg, l'altro "E se poi prende il vizio?" di Alessandra Bortolotti. Ecco. Il sole e la luna, la notte e il giorno. Non avrei potuto scegliere 2 libri piu diversi tra di loro! E vi spiego brevemente perché.

La Hogg é una tizia che si può definire una via di mezzo tra una tata e una ostetrica, anche se non ho ben capito se abbia un qualche tipo di qualifica oppure basa il suo lavoro sulla semplice esperienza che, per carità, in certi casi vale piu dello studio. Comunque, lei ha elaborato un modello chiamato E.a.s.y. che sono le iniziali delle varie fasi della giornata del neonato. Prima c'é la E ovvero "eat", mangiare, poi la A di "activity" nella quale lei fa rientrare ogni cosa il bambino faccia o sia costretto a fare, dal cambio del pannolino o il bagnetto come lo starsene sdraiato a guardarsi le mani. Poi c'é la S di "sleep" ovvero la nanna e infine la Y, la mia preferita, che sta per you, ossia il tempo che la mamma ha per sé. Vi elenco di seguito le mie perplessità, premettendo che secondo la Hogg é cosa buona e giusta indottrinare il bambino fin dal primo giorno di vita, evitando di farsi stravolgere la vita dal piccolo esserino che entra a far parte della famiglia, poiché é lui a doversi adattare alla famiglia e non viceversa. Bah.h
1) Secondo la sua teoria fuori dalla porta di ogni neomamma c'é una fila interminabile di parenti/amici nullafacenti ben disposti a tenere il bambino mentre la mamma si dedica alla parte you della giornata. Ora, o sono sfigata io, o io a parte mia mamma che mi tiene Sofia quando sono in ufficio (e non credo sia quello il tempo per me che la Hogg sostiene!) non ho persone che mi permettono di abbandonare la patata e andare, che ne so, a farmi una manicure o un giro di shopping. O Sofia sta con me, o con mia mamma, o con Dany. In nessuno di questi 3 casi é contemplato che io mi ritagli del tempo per me o, meglio, che io chieda a qualcuno di permettermi di ritagliarmi del tempo. Forse sbaglio io ma l'idea di pesare su altre persone non mi piace. Hai voluto la bicicletta? Pedali, anche se la bicicletta pesa piu di 5 kg e fa tantissima cacca :) Quindi già qui io e la Hogg la pensiamo diversamente, o forse partiamo semplicemente da punti diversi: lei crede che le mamme siano tutte a casa in pigiama a farsi tiranneggiare dai figli e abbiano bisogno di svagarsi e ogni occasione é buona per fare ciao ciao ai propri figli; io essendo costretta a lasciare comunque Sofia per andare in ufficio non mi viene nemmeno il pensiero di lasciarla a qualcuno per uscire senza di lei. Quando non c'é mi manca, si, anche quando urla e si rifiuta di mangiare. Non mi sono ancora abituata ad averla finalmente nella mia vita dopo averla tanto aspettata quindi scelgo di fare solo quello che posso fare con lei.
2) La gentile signora descrive in 5 pagine tutti i segnali dei vari tipi di pianto, di modo che i genitori possano anticipare le esigenze del bambino. Ora, o io ho messo al mondo una bambina strana (ma delle stranezze di Sofia vi parlero' in un altro post), o i segnali possono essere decisamente fraintesi. Il fatto che tiri fuori la lingua non significa necessariamente che abbia fame. Per non parlare dello sfregarsi gli occhi e degli sbadigli. Prima del terzo sbadiglio il bambino deve essere messo nella culla per potersi addormentare da solo. Io non lo nego, quasi sempre Sofia mi si addormenta in braccio dopo mangiato e quindi la metto nel lettino addormentata. A quanto pare sono una madre degenere poichè non rispetto lo schema pappa-attività-nanna. Se lei si addormenta dopo mangiato cosa devo fare? Svegliarla con la forza perché deve fare l'attività? Dai tipa, rilassati! 
Quindi mettiamola cosi, certe cose che la tipa dice le condivido, altre mi sembrano un po forzate considerato di metterle in pratica con un bambino di 2 mesi. Anche se stando a quanto dice lei, se si segue il metodo alla lettera si ottengono risultati in pochissimo tempo. Il metodo EASY di Sofia, da stamattina ad adesso é stato: EAESAEAES... ehm, diciamo che mia figlia é una anticonvenzionale e il metodo lo applica a modo suo!

E poi c'é l'altro libro, che mi ha lasciato un filo perplessa. Prima le cose giuste, ossia che il bambino é un essere vivente con una sua personalità che come prima cosa cerca il contatto e ne ha bisogno. E qui mi trovi completamente d'accordo. Non ho mai negato alla mia bambina un abbraccio, una coccola e ho sempre cercato di interpretare il suo pianto e di accontentarla. Quando però inizi a dirmi che devo dare da mangiare al bambino a richiesta, che sia seno o biberon, giorno e notte, ogni qualvolta il bambino lo richiede perché spesso è solo bisogno di contatto. Ecco, se é bisogno di contatto lo tengo in braccio, non gli do la tetta ogni volta per una ciucciatina di consolazione.
E poi la cosa che piu mi ha lasciata perplessa. Una delle questioni che da sempre sollevano accesi dibattiti. Dormire oppure no con il bambino. Il libro sostiene che il bambino ha bisogno di dormire coi genitori, di sentire la vicinanza (e di ciucciare dalla tetta ogni 20 minuti, si legge tra le righe) e che in questo modo tutti dormono meglio e che solo cosi faremo crescere un bambino sicuro di sé. Anche qui premetto che ognuno la pensa come vuole. Io ho scelto di non tenere Sofia nel lettone, anzi, dopo 2 settimane ho spostato anche il lettino nella sua cameretta. La motivazione principale é che io non avrei dormito meglio, anzi, non avrei assolutamente dormito, terrorizzata all'idea di schiacciarla nel sonno. Quindi piuttosto mi alzo 2,3,4 volte a notte,anche se ultimamente non sta succedendo per fortuna, Sofia dorme tutta la notte nel suo lettino, e giuro che non mi sembra traumatizzata. Quando si sveglia difficilmente piange e se lo fa é per la fame, non certo per la sindrome di abbandono. Poi se dei genitori decidono di voler dormire con il proprio figlio liberissimi di farlo...ma credo che quando il bambino avrà 3 anni sarà difficile fargli capire che deve sloggiare nel suo letto visto che ha praticamente sempre dormito attaccato alla mamma. Io almeno questo problema sto cercando di evitarlo.

Tirando le somme, in questi 2 libri si é detto tutto e il contrario di tutto. E ancora una volta ho capito che documentarsi é giusto, si imparano cose che magari tornano utili (per esempio shhhhhh sussurrato all'orecchio di Sofia la aiuta a calmarsi perché le ricorda il rumore che sentiva quando era nella pancia), ma che la scelta migliore é sempre quella che si compie seguendo il proprio istinto. Quindi, in sintesi le mie scelte  sono le seguenti: do da mangiare a Sofia quando ha fame ma se dopo 1 ora piange prima di cacciarle il bibe in bocca cerco di capire se forse alla base del pianto non ci sia un altro motivo; la faccio addormentare spesso in braccio ma non é raro che, messa nella culla, si addormenti da sola (prossimamente parlerò anche del controverso metodo Estevill, denominato "pianto controllato", da utilizzare per far addormentare il bambino), ho comprato la fascia che mi ha fatto venire un gran mal di schiena ma a Sofia piace stare nella stessa posizione nella quale si addormenta, e a me ha permesso di preparare il pranzo ieri tenendola vicina; io non ho mai dormito nel lettone coi miei e ho fatto questa scelta anche per mia figlia, credo che faccia bene a tutti dormire ognuno nel suo spazio.


Voi come la pensate? Che decisioni avete preso per i vostri cuccioli? Se vi va raccontatemi le vostre esperienze :)

22 febbraio 2015

COSA MI HA INSEGNATO MIA FIGLIA

Ieri sera, mentre per l'ennesima volta durante la giornata cercavo di calmare la mia piccolina sopraffatta dalle coliche, ho capito una cosa. Una cosa alla quale non avevo mai pensato fino a quel momento. Ovvero che Sofia, in appena 2 mesi, mi ha insegnato una cosa che nessuno era mai riuscito in 30 e passa anni.

La pazienza. Io non sono una persona paziente. Non lo sono nella vita di ogni giorno, non lo sono nella vita di coppia, non lo sono nel lavoro. Odio le persone che se la prendono comoda, odio fare le file, odio che le cose non succedano quando voglio io (e attendere Sofia per così tanto tempo é stato per me un vero sconvolgimento emotivo, la prova piu dura che potessero affidarmi). Poi é arrivata Sofia e ho dovuto completamente rivalutare il significato della parola pazienza. Perché un neonato mette alla prova la tua pazienza piu di qualsiasi stramaledetto adetto alle poste che ti fa passare in coda allo sportello tutta la pausa pranzo quando tu impiegheresti un quarto del tempo!

Con Sofia ho imparato che il tempo per un neonato é un concetto del tutto relativo. A lui non frega niente se tu devi uscire di casa alle 9 della mattina: se decide che vuole mangiare 10 ml alla volta non sarà cacciandogli in bocca il biberon con ostinazione che glielo farete terminare prima. Anzi, Sofia quando serra ostinatamente le labbra non c'é niente da fare. Game Over. Poi magari quando tu ti sei rassegnata, le hai tolto la bavaglia e chiuso il biberon, ecco che riprende a ciucciarsi le mani e ad urlare disperata per la fame. Ma lo ha deciso lei, non tu. Coi neonati non puoi fare altro che calarti le braghe e assecondarli. Tu pensi di imbrogliare quei fagottini lì ma ti sbagli...finiscono sempre per farti fare quello che vogliono loro (la mia a 2 mesi pare averlo capito già da un pezzo come tenere in scacco me, suo padre e i nonni!).

Ma la prova piu dura é quella alla quale ti sottopongono loro malgrado, perché purtroppo il pianto non é un qualcosa che controllano (a 2 mesi non siamo ancora nella fase capricci ma semplicemente in quella del "Ho fame-Sonno-Male, ti prego aiutami"). Non so se vi siete mai trovati con in braccio un bambino con le coliche. Io sto vivendo questa situazione molto spesso negli ultimi giorni. Ecco, quello é il pianto che ti destabilizza nelle viscere. Quello che ti fa sentire impotente. E credetemi che per un genitore non c'é cosa peggiore che sentire il suo bambino piangere e sapere di non potervi porre rimedio. Mettiamo che il balletto delle coliche inizi intorno alle 16. In quel momento siete ben disposti, fiduciosi, sentite di potercela fare. Poi vostro figlio inizia a piangere, quel pianto che lo fa diventare tutto rosso, che gli fa mancare il respiro, quell'urlo di dolore che niente riesce a calmare. Solitamente si riesce a restare calmi per i primi 10 minuti. Poi inizia a subentrare l'agitazione, il "Quando finirà,come farlo smettere,magari ha fame,magari ha sonno,magari..."ed ecco che il genitore entra in modalità panico, inizia a cambiare posizione al bambino ogni 3 secondi e piu lo muovi piu il bambino piange e piu il punto di non ritorno si avvicina.
Ecco, Sofia mi ha insegnato la pazienza. Un anno fa dopo 5 minuti così l'avrei defenestrata (e non dite che non l'avete pensato almeno una volta in quei momenti perché non vi credo!), adesso sopporto stoicamente questi luuuuuuuunghi momenti consapevole che passeranno, che non dureranno per sempre, che alla fine riuscirà ad addormentarsi. Nel frattempo la stringo forte, cerco di non fare movimenti bruschi, la coccolo e aspetto che la maledetta colica passi. Poi ne arriva un'altra, faccio un altro respiro e ricomincio. Non é facile, infatti é importante avere un compagno che ci supporti in questi momenti, che sia disposto a darci il cambio quando magari iniziamo a sentire di stare per esplodere (io lo confesso, all'inizio piu di una volta sono uscita di testa come se Sofia mi stesse facendo un dispetto...alla fine mi sono trovata a piangere con lei sentendomi in colpa!).

Ecco, avere un figlio é una cosa per gente con le palle, adesso lo so! Ci sono momenti, quando si sveglia nel mezzo della notte (notte che per lui/lei non ha alcun senso, ce l'ha solo per noi adulti purtroppo!) che ti chiedi chi te lo ha fatto fare di affrontare l'inferno per poi trovarti a non avere piu una vita, a non dormire piu, a passare le giornate cambiando pannolini e preparando biberon. Il poco sonno fa fare brutti pensieri. Che sistematicamente scompaiono quando guardi il tuo bambino. Quella é magia. Quando lui ti guarda e sorride ti sciogli, non puoi non farlo, semplicemente succede. Ed é la sensazione piu bella del mondo...un po come andare in posta e non trovare coda allo sportello!

1 febbraio 2015

QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO

La tv mente. Spudoratamente.
Tu, incinta, passi 3/4 della tua giornata sul water a vomitare e la tv (la pubblicità in particolare) ti mostra immagini di donne in gravidanza che coi loro fieri e perfetti (leggi, finti) pancioni vanno in palestra e a fare shopping quando tu hai a malapena l'energia di trascinarti dal letto al divano. E già qui ti girano un pò le palle ma vai avanti dicendoti che, una volta nato il bambino, la tua vita ritornerà quella di prima.
Poi diventi mamma, e tempo 2 giorni capisci che niente sarà più come prima (almeno fino a quando tuo figlio non avrà 18 anni e allora forse, FORSE, potrai recuperare un pò della vecchia te!). Ma la tv no, la tv ti mostra queste mamme da tipo 3 ore perfettamente vestite, truccate (TRUCCATE, per Dio!) che portano in giro bambini sorridenti, che non piangono mai, non fanno mai la cacca. E tu ti senti completamente inadeguata nel tuo nuovo ruolo, ti chiedi che diamine di persona sei a non riuscire a tirarti insieme, e perché il tuo, di bambino, piange e produce cacca sufficiente a concimare ettari di campi.

Diciamocela tutta, amiche mie, sì, anche voi, voi che la vita è sempre bella, avete bambini perfetti, mai una giornata no (ma che non ci crederei nemmeno se lo vedessi!), ogni volta che ho una conversazione con voi mi sembra di essere l'unica mamma sfigata che non riesce a rampare fuori. Ma sono abbastanza sicura che siete anche voi nella mia situazione e che ognuno reagisce a suo modo: chi nega la realtà e chi la butta fuori.
Io sono una di quelle che non si nasconde, non l'ho fatto in gravidanza e a maggior ragione non lo faccio adesso. Siamo umane, umane che dormono poco.
E per questo ho deciso di vuotare il sacco e di raccontare quanto è cambiata la mia vita da quando Sofia è nata. Sono sicura che vi ci riconoscerete parecchio, anche se magari non volete ammetterlo.

Diciamo le cose come stanno: a nessuna persona piace l'idea di non farsi la doccia per due giorni o di farsi venire una cistite dal troppo trattenere la pipì. Semplicemente succede. I TUOI BISOGNI NON ESISTONO PIU, CI SONO SOLO I SUOI. Succede che ti svegli, anzi, LEI ti sveglia (perché tu mai e poi mai di tua iniziativa da quando è nata riesci a scendere dal letto per un motivo che non sia il suo pianto), ti trascini verso la cameretta che già lei urla a pieni polmoni perché ha fame (la mia, ogni volta, sembra che non le dia da mangiare da giorni!). Ovviamente ti scappa la pipì. E lì ti trovi davanti la prima scelta: vai in bagno e la lasci piangere rischiando di svegliare il vicinato oppure la prendi dal lettino e decidi di andare in bagno dopo? Al 99% scegli la seconda, convinta ingenuamente che non ci vorrà poi molto. Sbagliato. Lei impiegherà sicuramente almeno un'ora per mangiare, 10 minuti per fare il ruttino e poi ancora una mezz'ora buona (stima ottimistica) per riaddormentarsi. Nel frattempo tu sempre lì, con lei in braccio e la pipì che mette a dura prova la tua incontinenza post parto. Sono sincera, io ci sono volte in cui la lascio piangere e vado in bagno, solitamente la metto sul fasciatoio e mentre lei mi guarda (sta curiosa) faccio la pipì. Altro non se ne parla, la sua soglia di sopportazione è quanto mai bassa (anche se oramai l' "altro" ho imparato a farlo a comando, quando lei si addormenta) e bisogna fare in fretta.
A parte la doccia che considero un diritto umano inalienabile e che mi concedo quando papà o nonna sono con la Patata, tutto il resto è diventato superfluo: quando ieri sono riuscita a ritagliarmi 10 minuti per depilarmi le gambe mi sono sentita come se avessi fatto chissà cosa. Poi ho pensato per un secondo di spingermi oltre, allo step smalto, ma ho desistito subito...troppa fatica. E le neo mamme devono conservare le energie. Spirito di conservazione.

E poi c'è la questione vita di coppia, che almeno all'inizio smette praticamente di esistere. O meglio, continua ad esistere, ma sotto un'altra forma. Quando non siete in stato catatonico per le poche ore di sonno e vi capita di intavolare una conversazione, il più delle volte riguarda comunque il bambino. Io e Dany non siamo ancora usciti da soli senza Sofia tranne che per andare in ufficio (che romantico!!!!!). Andiamo con lei a fare la spesa, a cena (la voglia di cucinare se già prima era poca, con un figlio sparisce definitivamente!) e il più delle volte si cerca di fare un discorso da adulti...salvo poi trovarsi in macchina con lei che dorme e noi che ascoltiamo "Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela..." (la stupidità delle canzoni per bambini non conosce limiti). E lì capisci che anche voi come coppia siete cambiati, non è solo la tua vita, è anche la tua vita con lui.

Se tiri le somme ti accorgi che dormi poco, mangi male, ti trovi le spalle doloranti per il continuo sollevare pesi (lei + pannolini pieni di cacca!) ma che quello che hai vale tutte le notti insonni del mondo. Sofia che adesso mi guarda e mi sorride e vedere che non è più un riflesso involontario ma che lo fa perché mi riconosce è il regalo più bello di ogni giorno. I giorni no ci sono e continueranno ad esserci, non sarebbe umana lei e non sarei umana io se fossimo sempre perfette. Ma averla nella mia vita, che ne è stata completamente stravolta, mi ripaga di ogni singolo minuto di sonno perso. Il sonno lo recupererò, ma lei non avrà più un mese. E io voglio imprimermi nella mente ogni singola sfumatura di lei, di giorno e di notte. Lei vale tutti i sacrifici del mondo.

Ma per favore, amiche mie, non dite che è facile essere mamma. Perché mentite a voi stesse. E non ne vale davvero la pena.

17 gennaio 2015

1 MESE DI TE, PICCOLA SOFIA. 1 MESE DI NOI.

Quando la sera di lunedì 15 dicembre 2014 la ginecologa mi ha comunicato che mi avrebbe trattenuta in ospedale e mi avrebbe indotto il parto il giorno dopo, io sono scesa dalle nuvole. E ho pensato: non sono pronta, non ancora! Eppure avevo il termine solo 4 giorni dopo, eppure avevo aspettato quel momento da 9 mesi e immaginato lo stesso momento per tutta la vita. Ma a quel punto, davanti alla prospettiva di trasformare in realtà quel sogno, mi sono vista passare davanti tutto quello che avevamo affrontato: tutte le lacrime, le delusioni e poi la felicità davanti a quelle beta positive, davanti alla prima ecografia e poi davanti a quel cuoricino che batteva all'impazzata, la paura per il distacco della placenta, un minuto di ansia ogni giorno prima di dormire al pensiero che qualcosa andasse male.

Poi è iniziato il travaglio, la sera del giorno 16, e lì ci sono state altre sensazioni ancora: dolore, paura, felicità, emozione. Mai in nessun minuto di quelle 6 e passa ore di travaglio ho pensato che non ce l'avrei fatta o che mi sarei voluta tirare indietro; ogni contrazione e ogni spinta sebbene dolorosa erano un qualcosa che non mi pesava affrontare perché significava avvicinarmi al mio cucciolo, che ancora non sapevo se sarebbe stato un maschietto o una femminuccia.

E poi è successo, sono arrivate le ore 01.28 del 17 dicembre e tu sei nata. SOFIA. Questa è la prima nostra foto insieme. L'ha scattata il neopapà, che era così emozionato che qualche foto è uscita un pò sfocata dal tanto che gli tremavano le mani. 


Il momento in cui ci siamo guardate per la prima volta negli occhi e tu hai smesso di piangere è stato amore folle. Cercavo di memorizzare ogni cosa di te, come se potessi perderti da un momento all'altro. Non avevo ancora realizzato che tu eri davvero mia, non la bambina di un'altra persona che tenevo in braccio per qualche minuto per poi riconsegnarla tra le braccia della sua mamma. No, questa volta la mamma ero io. E quando stai in braccio a qualcun altro ma poi torni da me e tu lo capisci, senti le mie braccia e ti lasci andare tranquilla contro di me, mi sento benissimo. Perché significa che per te sono davvero importante, sono il porto sicuro, sono il posto dove dormire serena.

E poi i giorni hanno iniziato a passare, uno dopo l'altro, e abbiamo iniziato a conoscerci. E i giorni sono diventate settimane e siamo arrivate qui. Ad un mese. Un mese di te piccola Sofia. Che è anche un mese di noi. Di noi come mamma e figlia. Di noi come famiglia. Io, te e il papà. Che in questo mese in effetti è stato un pò dimenticato. Perché alla fine tutti gli sguardi sono su Sofia e noi, io e il suo papà, siamo al suo servizio in tutto e per tutto. Ma è giusto così. I primi tempi sono i più difficili, quelli in cui bisogna prendere le misure, imparare a conoscerci. Direi che ce la stiamo cavando bene. Ci sono giorni più facili e altri meno, giorni in cui tu piangi e io non riesco a consolarti e mi sento male dentro. Ma poi penso che sei un bambino, e i bambini spesso piangono senza motivo. Sei una bambina bravissima, bellissima e io ti amo con tutto il cuore.
Questa è una foto di quello che siamo adesso, un mese dopo.


Adesso pesi più di 4 kg e si sentono! Sei una bambina tranquilla, a dispetto di quello che sono stata io in gravidanza. Sorridi quando senti la mia voce e quella del papà, ti accoccoli contro il mio collo quando ti stai addormentando, fai tantissime smorfie che ci sarebbe da passare la giornata intera a guardarti. Insomma, sei una gioia. La mia gioia.
Quindi buon 1 mese amore mio, ogni giorno che passa cresci e cresce anche il mio amore per te. La mamma ci sarà sempre per te, non ti lascerà mai sola. Sei il mio orgoglio,la mia vita,il mio tesoro.


10 gennaio 2015

COSA MI HA INSEGNATO MIA FIGLIA



Sono mamma da 24 giorni e la mia patata è una continua scoperta, una continua emozione che non manca di sorprendermi. Ogni volta che la guardo mi innamoro un pò di più, certe volte la guardo e ancora non ci credo che sia davvero mia, mia e di Dany, che abbiamo messo al mondo un tale capolavoro.

Ovvio che per ogni genitore il proprio bambino è il più bello del mondo, ma io non sono mai stata una di quelle che "I bambini piccoli sono tutti belli!". Palle. Ci sono bambini belli e bambini no. Ecco, a me prende male sperticarmi in lodi su bambini che penso siano brutti, semplicemente non dico niente.
Quando invece la gente vede la mia Sofia resta piacevolmente sorpresa (non so, pensavate che avrei messo al mondo un cesso con le gambe?!). Sorpresa per come è sveglia, per come sgrana gli occhioni, per come tiene su la testa ad appena 3 settimane. E il mio orgoglio di mamma spicca il volo. Cerco di fare la modesta ma dentro di me mi dico "Certo che è bellissima, è figlia mia, l'ho fatta io!". E il tempo che abbiamo impiegato per renderla una realtà ha sicuramente contribuito a renderla così perfetta.

Ho adorato tutto di lei fin dall'inizio, fin da quando me l'hanno messa sul petto tutta sporca e aveva il nasino schiacciato e un occhietto ancora chiuso. Era venuta al mondo da appena un minuto e io ero già innamorata, ho memorizzato ogni centimetro di lei e più la guardavo più mi sembrava senza difetti. Poi i minuti sono diventate ore e le ore giorni: il nasino si è raddrizzato ed è diventato meraviglioso, gli occhioni (per ora grigi) si sono spalancati e quel faccino produce tutta una serie di espressioni che passeresti la giornata intera a guardarla (che poi è un pò quello che io,il suo papà e i nonni facciamo...perché mio papà che sta parlando di un preventivo e molla lì tutto per andare a contemplarla nella carrozzina è un qualcosa che mai avrei pensato possibile!).

E soprattutto Sofia mi sta insegnando cosa è davvero importante, con i suoi sorrisoni nel sonno che ti rubano il cuore, quando aggancia la manina al tuo dito mentre beve dal biberon, quando le fai il bagnetto e lei sgrana gli occhi sentendo l'acqua che le scorre addosso, quando si abbandona sazia e felice tra le tue braccia dopo aver mangiato e capisci che per lei sei la persona più importante del mondo. E che avrai la fortuna di poterlo essere ancora per molti anni, almeno fino a quando non arriverà un maschio che le prenderà il cuore e tu diventerai quella che si mette in un angolo pronta ad intervenire quando avrà bisogno. Mai come da quando è nata Sofia ho capito la profondità del legame con la mia di mamma, e spero di poter avere con mia figlia lo stesso rapporto che io ho con mia mamma. Che è una donna straordinaria, che non ha fatto fatica a concepirmi come è successo a me con Sofia ma che ha affrontato l'inferno per restare con me, per crescermi, per vedermi diventare una donna a mia volta, sposarmi e darle un nipote. Sofia è un regalo anche per lei che desiderava un nipotino come credo non abbia mai desiderato davvero qualcosa nella sua vita, e il pensiero di non riuscire a darglielo mi struggeva l'anima. Poi la patata è arrivata, io sono diventata mamma, lei è diventata nonna.

E diventando mamma, Sofia mi ha fatto capire che anche il lavoro è importante, ma non è tutto. Che io resterò sempre la donna che ha lavorato fino a qualche ora prima di metterla al mondo, che l'ha portata in ufficio quando aveva appena 5 giorni, ma che lei viene prima di qualsiasi cosa. E sono disposta a fare qualche passo indietro per far sì che lei sia una bambina felice. Io penso che troppe volte siamo noi che ci creiamo mille paranoie sul fatto che i bambini non si debbano portare fuori e altre palle...loro una volta che ti sentono vicino possono stare ovunque, in ufficio come in casa. In queste prime 3 settimane ho ricevuto più di uno sguardo e di un commento perplesso quando dicevo che con Sofia sono andata in ufficio, a fare la spesa e a mangiare al Mc Donald's. Cioè, fatemi capire: la spesa chi me la fa? Una volta che la bambina ha mangiato, è coperta ed è tranquilla per quale motivo non posso portarla in giro? Sparatevi meno seghe mentali e vivete più serenamente i momenti coi vostri figli, che non avranno più un mese nelle vita!
Quindi a Sofia devo dire grazie perché avevo paura di chiuderla sotto una campana di vetro e invece mi sono accorta che lei è una bambina felice nonostante il modo in cui stiamo vivendo queste prime settimane, che le piace stare con il nonno in ufficio, che non le frega niente di dormire mentre io mi compro un paio di jeans oppure in casa. E vedere lei felice rende felice anche me, nonostante i pensieri e le preoccupazioni per il lavoro che continuo a portarmi a casa ma che riesco a lasciare sulla soglia dell'ingresso...perché se anche continuo a pensarci non posso fare nulla per cambiare la situazione quindi meglio godermi la mia bambina e al lavoro ci penso quando vado in ufficio.

E' vero che per ora la vita con Sofia è una monotonia fatta di cambi di pannolino, latte da tirare oppure da preparare e ninna nanne. Ma non cambierei questa cosa per niente al mondo, quella che è adesso la mia vita è un qualcosa di meraviglioso, che da 24 giorni a questa parte mi sta regalando momenti magici, insieme a mio marito, che amo più che mai. E non fa niente se arrivo alle 6 della sera a riuscire a mettermi la crema sulla faccia, se fare la doccia è sempre una corsa contro il tempo e spesso mi trovo a trattenere la pipì per ore in attesa che Sofia si addormenti. Ho desiderato così disperatamente essere mamma che non posso fare a meno di ringraziare ogni giorno per tutto quello che ho. Me lo sono sudato e guadagnato, ma so fin troppo bene che la maternità non si ottiene per meritocrazia. Sono stata fortunata, Sofia era destinata a noi, abbiamo solo dovuto avere la pazienza di aspettarla. E lei è arrivata. Il nostro sole. La mia vita.

3 gennaio 2015

BENVENUTA PRINCIPESSA SOFIA!

Penso di aver ripreso e messo in bozze questo post una mezza dozzina di volte. Ma, un pò lo scarso numero di ore di sonno durante la notte, un pò il lavoro a tempo pieno tiraillatte-cambio-pappa-nanna, mi hanno fatto arrivare dritta nel nuovo anno.

Un 2015 che si apre così come il 2014 si era chiuso: con una bomba atomica nel centro della mia vita.
Alla fine IL giorno è arrivato, il giorno che aspettavo da una vita, il giorno che ho avuto paura di non vivere mai, il giorno che mi ha cambiata per sempre. Quel giorno è stato il 17 dicembre, il giorno in cui è nata Sofia. In cui tutta la mia vita è diventata un prima e un dopo di lei, come se quei 3406 grammi segnassero lo spartiacque tra quello che ero sempre stata e quello che sarei diventata dal momento in cui l'ho presa tra le braccia e ogni pezzo di quel puzzle incasinato che era la mia vita è andato al suo posto. Mi è bastato vederla e tutto il mio mondo è andato in pezzi e si è ricomposto nel tempo di un suo respiro. Lei è uscita e io mi sono sentita completa per la prima volta da 30 anni.

Il parto è una di quelle cose che ti fanno sentire Dio, la percezione di riuscire con le tue sole forze a generare una nuova vita al di fuori di te è un qualcosa che non si può spiegare, solo vivere. Non è stato facile e non è stata una passeggiata, ma è un ricordo bellissimo che mi porto dentro con la massima gioia. Il dolore che in un attimo si trasforma in estasi quando dai l'ultima spinta e ti trovi faccia a faccia con quell'esserino che hai immaginato per 9 mesi è la sensazione più bella che io abbia mai provato. E in un momento il travaglio, le contrazioni, i punti, tutto sembra banale davanti a quel miracolo che tieni lì,nudo,sul tuo petto.

Come è stato conoscere Sofia? Un fuoco d'artificio. Non aver voluto sapere il sesso, avere l'ostetrica che diceva che dal battito secondo lei era un maschio, e poi è uscita. "E' una bambina!". Io ho guardato Dany e lui aveva gli occhi lucidi, lui che credeva avremmo avuto un Diego e invece si è trovato occhi negli occhi con quel batuffolo con il nasino schiacciato e storto e se ne è innamorato in tempo zero. Diego non era più un'ipotesi praticabile. Sofia era la nostra realtà e ad entrambi è sembrata da subito la cosa più naturale del mondo, che fosse lei la bambina che Dio ci aveva destinato.


Ancora adesso la guardo e mi chiedo come è stato possibile averla avuta dentro di me per tutto quel tempo, come ho potuto mettere al mondo un tale capolavoro. Lei, così piccola eppure così forte e tenace, è rimasta attaccata a me quando era solo un piccolo seme che sarebbe potuto essere spazzato via in un attimo. E ora è qui, con quei suoi occhioni che quando li spalanca sembra possano cadergli fuori da un momento all'altro, il nasino alla francese, la bocca a cuore...il più bel profilo che io abbia mai visto.


Ripenso ogni giorno a quello che ho fatto per arrivare fino a qua, alla fatica, al dolore, alle rinunce...poi guardo Sofia e mi dico che ne è valsa la pena, sarà sempre la mia più grande vittoria aver combattuto per lei. Adesso ogni giorno è una avventura stupenda, fatta di gesti semplici, banali e ripetitivi ma che ancora non mancano di sorprendermi. Come il modo in cui mi guarda quando le parlo, o come sorride a Dany quando lui le canta una ninna nanna. Io e Dany siamo diventati qualcosa di diverso da quello che eravamo. Vivere insieme l'esperienza del parto è stato un momento che ci ha unito incredibilmente, vedere lui orgoglioso di me per aver messo al mondo la sua bambina. Penso che adesso siamo davvero legati a doppio filo. Sofia è il nodo che ci terrà per sempre uniti. Insieme abbiamo realizzato un sogno. Quel sogno si chiama SOFIA. E adesso è una splendida realtà.

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore 
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome 
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo 
Tu, della mia esistenza sei l'essenza 



10 dicembre 2014

CI SIAMO (QUASI)...



E alla fine siamo arrivati all'ultimo round. Stiamo per entrare nella settimana 39, Sofiego inizia ad essere un bel torellino da portare in giro e dai mesi siamo passati ai giorni. 9 giorni oggi alla data presunta del parto.

9 giorni e io non sono pronta. Sono ancora in ufficio, questo lavoro non credo mi porterà mai a farmi sentire pronta a lasciare la scrivania per entrare serenamente in ospedale. Ma arriverà il giorno in cui, nonostante dirò "Ci vediamo domani mattina" alla mia impiegata alla mattina in ufficio non entrerò, o ci sveglieremo nel mezzo della notte e guardandoci in faccia dovremo fare i conti con il fatto che quello che abbiamo sognato e desiderato per anni adesso è lì, a poche ore da noi.

La pancia è sempre più grossa, IO sono sempre più ingombrante, ma diciamo che porto con una certa dignità questi 16,5 kg. che mi si sono piazzati sul davanti. All'inizio pensavo che mi sarei sfondata, invece sembro ancora io, quanto meno dal dietro. Il davanti è tutto un altro discorso, e per quanto io dal sopra mi illuda di non essere poi così grossa, le fotografie che mi prendono di profilo dimostrano tutt'altro. Ma va bene così, i kg se ne andranno un giorno, forse non entrerò più nei miei jeans taglia 38 e inizierò un nuovo secondo intenso capitolo del mio controverso rapporto con la mia pancia...ma da qui, da questa pancia, sta per uscire il regalo più bello che la vita potesse donarmi. Il mio splendido bambino/a.

Volevo approfittare di questo che, molto probabilmente, sarà l'ultimo post che scriverò prima di diventare mamma, per ringraziare tutte quelle persone che mi sono state vicine in questi 9 mesi di gioia e difficoltà. Devo ammettere che alcune persone mi hanno sorpresa, persone che non avrei mai pensato si interessassero così sinceramente a me e Sofiego e invece ci sono state molto vicine. E poi ce ne sono alcune sulle quali avrei scommesso qualunque cosa e che invece ho perso lungo la strada. Un pò per colpa mia, un pò per colpa loro, un pò perché una situazione come quella della gravidanza apre uno scenario nuovo ed emozionante nella vita di una donna. E non tutti riescono, o vogliono, capirlo. Ma va bene così. Sono serena, ho fatto quello che dovevo, ho detto quello che pensavo, chi mi vuole bene davvero sa quanto ho desiderato questo figlio e sa che vomitarmi addosso cattiverie è una crudeltà bella e buona. Perché puoi attaccare ogni aspetto di me e della mia vita, non mi importa, non sono perfetta e non ho mai avuto la presunzione di esserlo, ma non accetto che si metta in discussione me in relazione a questo bambino, per la quale ho dato tutta me stessa e per la quale ho cercato di essere la migliore mamma del mondo ancora prima che fosse dentro di me.

A tutte le persone che mi hanno sopportato dico grazie, so che non è stato facile starmi vicino, che sono stata parecchio panciocentrica, concentrata su di me e su questo bambino che tanto avevo aspettato. Ma se siete oneste fino in fondo ammettere anche che ho sempre cercato di esserci per voi, nonostante un lavoro impegnativo, nonostante le menate, le preoccupazioni e le ansie. Perché ho sempre voluto continuare ad essere ME nonostante stessi diventando anche qualcosa di diverso da quello che ero sempre stata in questi 30 anni, ossia una mamma. Probabilmente avrei potuto fare di più, sicuramente ho fatto del mio meglio.

Da quando arriverà Sofiego certamente la mia vita cambierà ancora. La cosa bella è che io sarò più felice di quanto non lo sia mai stata prima. Chi mi vuole bene sarà felice per me, chi godeva nel vedermi soffrire rosicherà. Va bene, è la vita. Lo accetto.

Pensatemi...VI VOGLIO BENE!

COSA MI PORTO NELL' ANNO NUOVO

Quest'anno gli anni saranno 39. Non me li sento, non sono pronta. Se penso che mia figlia ne compirà 9 poi! Mi sembra pazzesco quanto ve...